La patata campana ha una precocità di maturazione e peculiari caratteristiche organolettiche qualitative che la rendono particolarmente valida per il consumo fresco. Queste caratteristiche hanno fatto guadagnare alla patata novella della Campania una fama indiscussa sui principali mercati e presso i consumatori di questo prodotto tradizionale. Oggi circa il 40% della superficie pataticola campana viene destinata alle patate novelle, le cosiddette primaticce ottenute principalmente in ciclo precoce, per una produzione complessiva che sfiora un milione e 700mila quintali. La coltivazione della patata primaticcia riveste da tempo un ruolo di grande rilievo nella provincia di Napoli, per lo più nell’acerrano-nolano e nelle zone di Pompei e Boscoreale, ed in minima parte anche nel giuglianese. A Caserta è presente nel maddalonese, litorale dominio, agro sessano. A Salerno nell’agro noverino-sarnese. I tuberi vengono seminati da gennaio fino agli inizi di marzo e le patate vengono raccolte a partire da maggio fino alla metà di giugno, quando la buccia del tubero non è ancora completamente indurita. Le varietà più copltvate sono quelle a pasta gialla, seguite in misura minore da quelle a pasta bianca e da quelle a pasta rossa. Le produzioni novelle campane che arrivano in un momento in cui non ci sono in commercio altre patate fresche mature trovano un importante sbocco di mercato all’estero e in europa come in Germania, Francia e Paesi dell’est, ma consentono di spuntare prezzi interessanti anche sul mercato nazionale. Ai gourmets si potrebbero fornire tantissime preparazioni culinarie tipiche. Una su tutte è la notissima ricetta napoletana detta “o’gattò” (gateau) che utilizza le patate a pasta gialla e le combina adalatri prodotti tradizionali campani quali il salame Napoli e la mozzarella o il fiordilatte realizzando un insuperabile piatto completo. Animata dallo scopo di valorizzare al meglio le sue ottime patate proponendole anche nella loro veste di “prodotto tipico e salutare” la Regione ha in corso un programma organico che prevede la promozione e la messa a punto di un sistema di autocontrollo e certificazione per la rintracciabilità delle produzioni integrate di patata campana. Da segnalare, infine, l’intenzione dei vari protagonisti della filiera di costituirsi in consorzio per provvedere alla valorizzazione e alla tutela della patata fresca della Campania, come pure alla definizione di un marchio che possa conferire maggiore riconoscibilità al prodotto.

Categorie: Il Contadino

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