– Campania: i cani mangiano come gli umani. I Sindaci lo sanno? E i comuni giocano al ribasso.
In tempi in cui c’è chi si sbarazza dei cani per andare in vacanza o perché non li vuole più, c’è anche chi se li prende, gli dà vitto e alloggio, li cura e non gli fa mancare le coccole. E’ l’Associazione Spes, con sede a Grumo Nevano,(Na), uno dei tanti centri della cintura napoletana. La presidente, Carina Di Nola, è una donna dinamica, disponibile e piena di cose da fare. L’ultima, l’angoscia da un po’ di tempo ed è quella relativa al canile che ha costruito nel comune di Succivo(Ce), con enormi sacrifici suoi e dei soci, a cominciare dai soldi occorrenti per l’acquisto dei terreni e di tutto il resto. Una struttura che in Campania non ha eguali; lo hanno detto gli addetti ai lavori che girano per la regione per compiti assistenziali e veterinari. Si dovesse paragonarlo ad un albergo, dunque, è un “cinque stelle” e questo la dice lunga sui servizi che assicura all’amico dell’uomo che, però, non sempre, anzi sempre più spesso, sembra diventato il suo primo nemico. Il perché è presto detto: la legge statale 281 cui ha fatto seguito analoga normativa regionale, impone ai comuni di dotarsi di canili per ospitare gli animali abbandonati. Nessun comune, in Campania, lo ha fatto, ignorando la legge e al limite, ma lo fanno in pochi, preferendo pagare un tantum a cane a strutture private già esistenti sul territorio. Ora, tutto potrebbe andare per il meglio se tutti coloro che hanno un canile fossero persone che innanzitutto amassero gli animali, rispettandoli, e assicurassero loro pasti e alloggio degni di tal nome. Questo non accade, nella maggior parte dei casi si tratta di gente che specula e del luogo che ospita i cani si può parlare di veri e propri lager. Paradossalmente, per certe situazioni, c’è anche una ragione: quando i comuni bandiscono la gara,, per l’affido dei cani randagi, le ditte che vi partecipano, giocano al ribasso. Se la media per mantenere dignitosamente un animale non può andare al di sotto di 3 euro, minimo 2,50 (tabelle ampiamente dimostrate, che comprendono personale, vitto, alloggio, veterinario, acqua, luce, sicurezza notturna, ecc.), non si comprende come tali offerte possano scendere ad un euro e mezzo. In parole povere i cani sono trattati da…cani. Il caso denunciato non è un esempio raro, è la norma; e la signora Di Nola nulla può. Basterebbe, però, che le Asl preposte al controllo dei canili si facessero vedere in giro. Attualmente, nella struttura di Succivo sono ospitati 600 cani randagi. Di cui solo 400 a pagamento, inviati dai sindaci dei comuni di Arzano, Sant’Antimo e Grumo Nevano e spesso anche Succivo si serve della struttura. Ma i 200 cani non pagati da nessuno, (di cui 120 inviati dal comune di Caivano ma senza più pagare la retta), che pure hanno lo stesso trattamento degli altri, cominciano a pesare sul bilancio dell’Associazione Spes, che è costretta a rimandare anche i pagamenti alle ditte fornitrici di cibo e medicinali, oltre che gli stessi medici e veterinari che vengono a visitare gli animali una volta a settimana. E’ grazie a loro, infatti, che un dalmata che aveva una gamba in cancrena, tolta d’urgenza chirurgicamente, e poi sottoposta a cure chemio, si è salvato. Ma tutto ciò ha un costo che nessuna delle istituzioni ha voluto pagare. E di casi di salvataggio, in una popolazione animale così numerosa, ce ne sono a iosa. La stessa lesmaniosi, la malattia infettiva che i cani subiscono per i 4 mesi estivi, richiede una dose di vaccino ogni 21 giorni. Ed anche questa somministrazione ha un suo costo. Il cibo, contenuto in singole scodelle, è quello prescritto dai medici e acquistato direttamente alle case fornitrici; le gabbie, che misurano almeno metri 4×4, con cucce e tettoie parasole-parapioggia, e contengono da uno a 4 cani, non sono gabiette, sono state costruite a termini di legge con acqua corrente per il lavaggio dei singoli pavimenti e per la pulizia degli stessi animali. Tra cui, ma in gabbie singole, sono ospiti temuti alcuni pit-bull, un tempo utilizzati in combattimento. Quindi animali addestrati ad esser cattivi ed a mordere. Un vero peccato che nessuno abbia interesse, o mostri interesse concreto per la sorte del canile e dei cani ospitati perché se continua così, cioè se nessuna delle istituzioni paga, la struttura chiude, con grave danno per gli animali (che tornano in massa in strada), per le persone che vi si sono dedicate spendendo oltre 12 ore al giorno ad una paga che non è nemmeno contrattuale. In tempo di elezioni i politici diventano più sensibili: e non sono mancati quelli che si sono rivolti a donna Carina per ottenerne voti in cambio di nulla. Tra un po’ si va al voto, vuoi vedere che qualcuno di loro se ne ricorda e magari si dà da fare per aiutare il canile a non chiudere? In fin dei conti la Di Nola chiede solo che la legge regionale sul randagismo sia rispettata e attuata in tutti i comuni campani. Per saperne di più si può telefonare alla A.Spes 0818338126 – 0818917847 tel e fax


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