Allarme per il cambiamento climatico: la vita dei volatili migratori subisce mutamenti imprevedibili
Con il rapido cambiamento delle condizioni climatiche del pianeta anche gli animali mutano il proprio modo di vivere. Gli uccelli, ad esempio, diventano anno dopo anno sempre più stanziali e, se mai dovessero decidere di partire, scelgono mete “alternative” e molto più lontane del solito. “Se le rondini in primavera arrivano in anticipo – hanno spiegato Giada Brandani e Carolina Vagnoli, due ricercatrici dell’Istituto di biometeorologia (Ibimet) del Cnr – altri migratori, con l’approssimarsi dell’autunno, rimandano addirittura la partenza, come ad esempio la poiana (Buteo buteo), rapace diurno, presente anche nella nostra penisola, che si muove dall’Inghilterra verso l’Africa con molti giorni di ritardo rispetto agli anni precedenti o gli storni (Sturnus vulgaris), uccelli di piccole dimensioni, che allungano di circa dieci giorni il loro soggiorno estivo in Svizzera”. “Un altro esempio concreto – proseguono poi le due esperte – è rappresentato dal recente aumento di individui di airone guardabuoi (Bubulcus ibis), di airone bianco maggiore (Egretta alba), di airone cenerino (Ardea cinerea) e di garzetta (Egretta garzetta) che svernano in Italia centrale. Una spiegazione plausibile, va ricercata negli effetti indotti dall’aumento della temperatura media dei corpi idrici con conseguente maggiore proliferazione di pesci, anfibi, rettili e insetti acquatici, principali fonti di alimento di queste specie”. Secondo gli studi condotti in materia, emerge poi un altro dato molto importante: l’aumento della temperatura media globale ha fatto cambiare le destinazioni dei volatili migratori. La rondine, nome scientifico “Hirundo rustica”, non nidifica più in Gran Bretagna ma in Irlanda, terra caratterizzata ormai da un clima non rigidissimo, l’ideale per deporre le uova

Categorie: Ornitologia

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