Bombe per prendere pesci ma anche distruggere l’archeologia sommersa dei fondali di Baia. E’ quello che sta succedendo in queste notti di buio lunare. Con l’arrivo delle fasi di luna piena questo non accade perché c’è sempre chi riesce a scovare le barche dei bombaroli. Ma come si fa a non amare il proprio passato, a conservare le antiche tracce delle case e dei templi dei nostri progenitori.Le bombe distruggono tutto quello che sta nel loro raggio d’azione, muoiono i pesci ma anche le antiche vestigia di un tempo che fu e che il mare conservava per noi, quasi gelosamente. Bisogna essere alla fame. No, le forze dell’ordine sanno che si pesca di frodo per svariate ragioni e mai per fame. E’ gente che non ha niente a che vedere coi pescatori, vuole solo averne i vantaggi ma non le fatiche della calata delle reti, dell’attesa, delle lunghe ore ad aspettare la colmata, quindi il ritiro delle reti spesso anche vuote. Ma questo è il lavoro dei pescatori. Quelli che tirano bombe non hanno rispetto per sé stessi, per il pesce, per i clienti e il bello è che non li scopre mai nessuno. Risultato? Un appello alla Regione affinché inserisca i parchi storici di Baia e della Gaiola nei piani organici di sviluppo dei beni culturali. La risposta compete all’assessore regionale Marco Di Lello.


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