A Pomigliano nasce un altro agnello deforme. Gli allevatori in attesa dei contributi minacciano di bere il latte contaminato. Le analisi fatte nel territorio di Pezzalonga, Acerra, sono ancora allarmanti; nel mirino dei divieti ora sono entrati anche gli animali da cortile. Ad Acerra è giunta un’altra ordinanza stop, dopo gli esami dell’Asl sul latte. Riunione dei sindaci dell’agro acerrano-nolano dal prefetto di Napoli, renato Profili, per istituzionalizzare il nucleo interforze di tutela ambientale che si servirà, per quanto riguarda il comune di Acerra, anche di volontari della protezione civile. La zona rossa dei comuni interessatio è posta sotto stretta sorveglianza ma si continuano a rinvenire tracce di inquinamento la cui provenienza appare difficile da scoprire. E si verifica il crollo delle vendite agro-alimentari in tutto il comprensorio. Intanto, dopo il primo caso otto giorni fa, ieri è venuto alla luce in un allevamento di Somigliano un altro agnello che somiglia più ad un cucciolo di cane che ad una pecora. Sotto accusa, per queste anomalie genetiche, i continui incendi di materie plastiche che stanno devastando il territorio e le pecore hanno brucato erba contaminata dalla diossina nelle campagne del vasto perimetro Acerra-Marigliano-Nola. Con tutto quello che sta accadendo, cresce la tensione tra gli allevatori delle greggi alla diossina.che dicono:”Siamo ridotti alla fame; saremo costretti a bere il latte contaminato. Finora abbiamo utilizzato i risparmi di anni di duro lavoro. Ci ciberemo con prodotti contaminati e se ci saranno conseguenze sulla salute le responsabilità ricadranno sui tempi biblici della burocrazia e sugli enti locali.Adesso però non abbiamo più soldi e siamo stati anche nominati custodi giudiziari delle greggi e non possiamo neppure impegnarci in altre attività”. Una beffa se si pensa che le bestie devono essere munte e portate al pascolo tutti i giorni.


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