Le risorse europee appostate sui fondi Feoga nell’Agenda 2000, hanno gratificato la regione Campania che è stata presa a modello da tre regioni del sud Come la Basilicata e del centro come la Sardegna. Si deve alla maestria di esperti funzionari regionali che hanno adottato procedure veloci e tecnologie moderne il successo della Regione che più di tutte ha utilizzato i fondi disponibili. La scoperta per certi versi sorprendente è che l’agricoltura sta di nuovo assorbendo braccia e il boom delle domande di accesso ai fondi Feoga sono illuminanti, a tal proposito. Al 30 settembre 2003 l’utilizzo del Feoga in tutta Italia raggiungeva il 54,6%; ma in campania quello stesso fondo al 31 dicembre del 2003 vedeva ammesse e finanziate ben 5.829 istanze, così suddivise per provincia: Avellino, 965; Benevento, 3.797; Caserta, 775; Napoli 507; Salerno, 785. Le spese ammesse ammontano a 744milioni542mila euro. La suddivisione dei soldi per provincia, pertanto è: Avellino, 138mila euro; Benevento, 281mila; Caserta, 142mila; Napoli 39mila; Salerno, 142mila. L’agricoltura, dunque, su tutti gli altri settori produttivi, almeno per quel che riguarda la Campania. Le istanze riguardano gli investimenti in aziende agricole già esistenti ma bisognevoli di ammodernamento; servizi per le aree rurali; ammodernamento e adeguamento tecnologico degli impianti di irrigazione gestiti dai Consorzi di Bonifica, rafforzamento delle presenze forestali nella regione; recupero e valorizzazione dei piccoli centri agricoli e miglioramento delle dotazioni infrastrutturali. Insomma, tante iniziative tutte per migliorare quella che fino a qualche anno fa era considerata la cenerentola dei settori produttivi , e che ora sembra aver trovato il principe azzurro nell’europa coi fondi Feoga che per altri investimenti sono ancora disponibili.


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