Il sindaco di Acerra, Michelangelo Riemma, ha deliberato lo stanziamento di 25mila euro per impegnare i laboratori del Cnr a monitorare i tre allevamenti non ancora abbattuti. Il lavoro che è stato affidato all’equipe di citogenetica animali del Cnr servirà per conoscere quali rischi corre la città e i suoi abitanti. Le pecore alla diossina, insomma, se non hanno smosso la montagna Asl e Arpac-Regione che stanno lavorando ma non si sa a cosa, e soprattutto non si sa cosa decideranno di fare, dopo l’abbattimento dei 7mila capi del 31 dicembre scorso, hanno convinto il sindaco a far da sé. Anche perchè a dicembre, tra le pecore analizzate in allevamenti di Brusciano e Casalnuovo, furono riscontrati valori di diossina da 5 a 40 picogrammi, mentre il tasso sopportabile è di tre. Questo indusse i ricercatori del Cnr a dichiarare che con questi tassi si andava incontro a possibili mutazioni genetiche delle bestie e alla formazione di tumori.


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