Anche il ministro per l’ambiente, Alterio Matteoli, si è schierato dalla parte di chi vuole il Cdr di Acerra. Si deve fare là, fa sapere, perché dai tecnici non vengono segnali di preoccupazione. D’altra parte, sembra che siano i soli termovalorizzatori a garantire la soluzione dell’emergenza rifiuti a Napoli e provincia; così come non serve a nulla che a pochi metri sorga il polo pediatrico: l’impatto ambientale sarebbe nullo. Le associazioni ambientaliste hanno compulsato un’autorità in materia, il prof. Carlo Rubbia, premio Nobel, che ha esposto il suo pensiero: il Cdr, bruciando una tonnellata di rifiuti, procura una quantità di energia equivalente a quella prodotta da 40 kg. di carbone che costa 20 euro la tonnellata. Nessun guadagno ma solo una spesa in più, dovendo utilizzare petrolio per bruciare i rifiuti.


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