10 marzo 2004 – 51.Bonsai, III parte: l’applicazione del filo metallico.
Con il rinvaso, la potatura e la cimatura, l’applicazione del filo metallico completa l’educazione del bonsai alla forma e allo stile prescelti. Questa operazione incide in modo decisivo sull’orientamento dei rami, cercando tuttavia, per quanto è possibile, di assecondarne la forma naturale e di non forzarla eccessivamente. Generalmente si adopera del filo di rame, che pur essendo dolce andrà ancora ammorbidito su una fiamma bassa. Una volta raffredato presenterà una buona malleabilità, tale da assecondare agevolmente le vostre intenzioni. Alcuni alberi tra cui il pruno, la cryptomeria, l’acero e l’albicocco, possono reagire negativamente applicazione del filo metallico nudo; conviene usare allora quello plasticato o avvolgendolo con della carta. Non bisogna stringere troppo il filo attorno al ramo, perché i risultati sulla corteccia e sulla pianta in generale sarebbero disastrosi. Non bisogna eccedere però neppure nel senso contrario, per evitare che l’operazione risulti inutile. Il filo va applicato in maniera uniforme, perché tutto il rampo riceva la medesima pressione. Ciò vorrà dire avvolgere il soggetto in una spirale più fitta nella parte più grossa e vicina al tronco e progressivamente più ampia via via che ci si avvicina all’apice, cioè alla parte più sottile e meno resistente alle piegature. Se il ramo che si desidera educare è piuttosto grosso e si ha a disposizione solo del filo metallico sottile, ma in commercio se ne trovano di diverse grossezze e l’esperienza insegnerà a scegliere quello adatto, applicarlo in doppio, con le due spirali parallele e una vicina all’altra. In nessun caso i due fili dovranno incrociarsi e sovrapporsi: i vasi linfatici ne risulterebbero strozzati, e il ramo morirebbe ben presto .


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