28 novembre 2003 – 35.Funghi: Boletus purpureus, fig. 23, Boleto porporino
di Umberto Violante
I funghi simbionti: instaurano una stretta relazione mutualistica con l’apparato radicale di quasi tutte le piante. Tale rapporto, pianta e fungo ospite, è detto simbiosi micorrizica, in cui il fungo utilizza gli zuccheri sintetizzati dalla pianta e fornisce all’ospite acqua, azoto, fosforo, magnesio ed altri minerali importanti. Questi funghi: porcini, tartufi, ecc., possono essere coltivati solo se in simbiosi con le piante.
Nome: Boleto porporino
Nomi dialettali campani: Sasso, Tavarino.
Descrizione
Cappello: carnoso, sodo; emisferico, poi convesso; leggermente tormentoso, talvolta fessurato al centro; color rosso scuro, facilmente cambia colore verso il blu al tocco.
Tubuli: liberi o leggermente arrotondati al gambo; giallo limone, poi giallo verdastri, che virano nel blu se sfregati.
Pori: piccoli, rotondi e leggermente angolosi; color arancione, poi rosso scuro, viranti nel blu al tocco.
Carne: spessa, soda, giallo limone con sfumature giallo verdastre; al taglio vira rapidamente nel blu; odore di frutta, sapore dolciastro.
Spore: sub fusiformi, bruno oliva in massa.
Habitat: cresce su terreno calcareo, sotto boschi di latifoglie o misti, in estate autunno.
Proprietà: tossico.
Note: alcuni lo considerano commestibile dopo cottura. Ingerito crudo questo fungo fa quasi subito svenire.
Etimologia: dal latino purpureus, purpureo, per il colore rosso del cappello e dei pori.


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