28 ottobre 2003 – 28. Funghi: Gyroporus castaneus, fig. 16, Boleto castagno
di Umberto Violante
I funghi simbionti: instaurano una stretta relazione mutualistica con l’apparato radicale di quasi tutte le piante. Tale rapporto, pianta e fungo ospite, è detto simbiosi micorrizica, in cui il fungo utilizza gli zuccheri sintetizzati dalla pianta e fornisce all’ospite acqua, azoto, fosforo, magnesio ed altri minerali importanti. Questi funghi: porcini, tartufi, ecc., possono essere coltivati solo se in simbiosi con le piante.
Nome: Boleto castagno
Nomi dialettali campani: nessuno
Descrizione
Cappello: carnoso, sodo, convesso o piano depresso, 3-10 cm di diametro; color cannella o ruggine, più scuro con l’età; appena tormentoso o liscio.
Tubuli: bianchi poi color paglia, corti e liberi.
Pori: piccoli, rotondi, dello stesso colore dei tubuli, non cambiano di colore al tocco.
Gambo: cilindrico, pieno e poi cavo con colore al cappello, liscio e talora leggermente vellutato
Carne: dura, bianca, immutabile, sapore di noccioline e odore gradevole.
Spore: ovoidali, giallo limone in massa.
Habitat: fruttifica in estate autunno, specialmente nei boschi di latifoglie.
Proprietà: Commestibile, buono.
Note. Etimologia: dal greco(bizantino) Kastanos, castagna, per il colore della cuticola.


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