26.Vino: uvaggio.
Il secondo aspetto della selezione delle uve, cioè la scelta degli uvaggi. Per uvaggio si intende la produzione di vino da vitigni di diverso tipo. Molti vini derivano da una sola qualità d’uva, e spesso ne portano il nome: Barbera, Nebbiolo, Moscato, Malvasia, ecc.
Ma ci sono altri vini, egualmente rinomati, che provengono dalla miscela di uve diverse, come il Chianti (uva Sangiovese, Lanaiolo, Trebbiano, Malvasia), il Gutturnio (Barbera, Croatina e Uva rara), il Frascati(Malvasia, Malvasia di candia, Trebbiano).
Si consiglia ai piccoli produttori, soprattutto a coloro che vinificano esclusivamente uva acquistata, di attenersi agli uvaggi classici o a quelli tradizionalmente in uso nella zona, evitando sperimentazioni o eventualmente consultando preventivamente un enotecnico.
Ciò non vuol dire che certe sperimentazioni non vadano tentate ma è un invito a condurle con oculatezza. Per esempio, recentemente nella zona delle colline di San Colombano(Mi), alcuni piccoli produttori hanno tentato di modificare l’uvaggio tradizionale Barbera, Bonaria, Uva rara, sostituendo al Barbera il Merlot, perché più resistente alle nebbie di fine estate, e il risultato è stato eccellente. Soluzioni di questo tipo sono comunque consigliabili solo a produttori auto consumatori, perché la modifica dell’uvaggio rispetto a quello tradizionale indicato dalla disciplinare Doc ne comporta l’esclusione e ciò va a evidente detrimento della commerciabilità del prodotto.
I consigli del contadino: Per evitare alterazioni del vino, il rimedio migliore è la prevenzione da attuare fin dalle prime operazioni. Durante la vendemmia si scartano o ripuliscono i grappoli che presentano evidenti segni di malattia, come acini acerbi, parti secche, zone infestate dda muffe o acini rotti e odoranti di aceto.


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