20 ottobre 2003 – 26. Funghi: Boletus appendiculatus, fig. 14, Boleto radicante
di Umberto Violante
I funghi simbionti: insaturano una stretta relazione mutualistica con l’apparato radicale di quasi tutte le piante. Tale rapporto, pianta e fungo ospite, è detto simbiosi micorrizica, in cui il fungo utilizza gli zuccheri sintetizzati dalla pianta e fornisce all’ospite acqua, azoto, fosforo, magnesio ed altri minerali importanti. Questi funghi: porcini, tartufi, ecc., possono essere coltivati solo se in simbiosi con le piante.
Nome: Boleto radicante
Nomi dialettali campani: Rifoglia
Descrizione
Cappello: 8-20 cm. di diametro, bruno castano o bruno ocraceo, con cuticola vellutata, tubuli corti e fini, giallastri, azzurrognoli al tocco, annessi al gambo
Pori: fitti, con colori al gambo, rotondi e piccoli, al tocco virano al blu verdastro
Gambo: massiccio, giallo o giallo-citrino, ricoperto di fine reticolo, piede bulboso e radiciforme
Carne: compatta e poi tenera, giallognola ma all’aria vira nell’azzurro tenue, odore di pane fresco al taglio, sapore dolce e gradevole
Spore: fusiformi, olivastre in massa
Habitat: cresce nei boschi di latifoglie, specialmente castagno, in estate-autunno
Proprietà: commestibile, eccellente
Note – Etimologia: dal latino appendicela, piccola radice, per il gambo leggermente radicante.


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