8 ottobre 2003 – 23. Funghi: Amanita verna, fig. 11, Tignosa di primavera
di Umberto Violante
I funghi simbionti: insaturano una stretta relazione mutualistica con l’apparato radicale di quasi tutte le piante. Tale rapporto, pianta e fungo ospite, è detto simbiosi micorrizica, in cui il fungo utilizza gli zuccheri sintetizzati dalla pianta e fornisce all’ospite acqua, azoto, fosforo, magnesio ed altri minerali importanti. Questi funghi: porcini, tartufi, ecc., possono essere coltivati solo se in simbiosi con le piante.
Nome: Tignosa di primavera
Nomi dialettali campani: Tavarinaro, Velacela bianca, Tignosa e’primavera
Descrizione
Cappello: emisferico, poi piano, glabro, viscoso a tempo umido, bianco o lievemente ocraceo al centro, con margine sottile e non striato
Lamelle: fitte intercalate da numerose lamellule, non annesse al gambo, bianche
Gambo: alto, cilindrico, leggermente ingrossato alla base, farinoso dall’anello al piede, cavo, bianco
Anello: bianco, membranoso, nel terzo superiore del gambo
Volva: persistente, di colore bianco
Carne: tenera, bianca, odore mite, ma disgustoso negli esemplari vecchi; sapore un po’ acre
Spore: bianche in massa, sferoidali e amiloidi
Habitat: cresce nei boschi di latifoglie, dalla primavera all’autunno
Proprietà: velenoso, mortale
Note: la presenza della volva, mancante nei suoi simili, è il carattere più sicuro per evitare fatali sbagli
Etimologia: dal latino vernus, primaverile, per la sua presunta fruttificazione stagionale.


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