4 ottobre 2003 – 22. Funghi:Amanita Excelsa, fig. 10 , Amanita cenerina
di Umberto Violante
I funghi simbionti: insaturano una stretta relazione mutualistica con l’apparato radicale di quasi tutte le piante. Tale rapporto, pianta e fungo ospite, è detto simbiosi micorrizica, in cui il fungo utilizza gli zuccheri sintetizzati dalla pianta e fornisce all’ospite acqua, azoto, fosforo, magnesio ed altri minerali importanti. Questi funghi: porcini, tartufi, ecc., possono essere coltivati solo se in simbiosi con le piante.
Nome:Amanita cenerina
Nomi dialettali campani: nessuno
Descrizione
Cappello: carnoso, grigiastro e leggermente brunastro, ricoperto da verruche riunite, bianche o bianco-grigiastre, talvolta mancanti; 6-12 cm di diametro
Lamelle: bianche, fitte, attenuate al gambo o decorrenti con un dente
Gambo: biancastro, striato sopra l’anello, squamoso, grosso, terminante in un bulbo con cercini concentrici di scagliette.
Anello: bianco, ampio, consistente, striato
Volva: frammentata e poco distinguibile dal bulbo basale, radicante del gambo.
Carne: bianca, immutabile, consistente; sapore dolce e odore insignificante, ma sgradevole
Spore: bianche, ialine, ellittiche
Habitat: cresce nei boschi di latifoglie e di conifere, in estate-autunno
Proprietà: commestibile, ma si consiglia di evitarla per la facilità di confonderla con la velenosa Amanita pantherina
Note – Etimologia: dal latino excelsus, alto, per la notevole altezza del gambo


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