21. Vino:l’uso delle botti.
Riassumendo, la botte va collocata:
sollevata da terra;
staccata di una ventina di cm dalla parete;
appoggiata a diretto contatto con travi di legno e non di altro materiale;
perfettamente orizzontale, cioè non inclinata né in avanti né indietro;
perfettamente dritta, il cocchiume, cioè l’apertura posta sulla sua parte superiore, deve corrispondere al suo punto più alto.
Per quanto riguarda le tine, quelle in cemento vengono abitualmente poggiate su mattoni o piastrini di cemento. Le tine di vetroresina e quelle in acciaio inossidabile vengono generalmente vendute già dotate di appositi supporti metallici. Anche per le tine vale la regola di tenerle staccate dalla parete della cantina e perfettamente in piano. Le tine a tappo galleggiante richiedono un ulteriore intervento per consentire il movimento del coperchio. Per quelle di piccole dimensioni è sufficiente inserire nel soffitto, sopra il centro della tina, un robusto tassello munito di una carrucolino. Basterà far passare nella carrucola la fune che tiene il coperchio, per sollevarlo senza sforzo ogni qualvolta se ne presenti la necessità.
I consigli del contadino: l’igiene delle botti è importante per preservare il vino da difetti e alterazioni. Dopo ogni travaso la botte va riempita per metà d’acqua. Va tappata e fatta rotolare, scotendola, su una rotaia di legno. Dopo due o tre risciacqui va messa capovolta a scolare. La struttura che regge le botti è assai semplice da allestire; bastano quattro piastrini in cemento o in mattoni e due travi di legno. Le tine dotate di portello d’apertura permettono un più facile controllo della pulizia. Possono essere risciacquate con un getto d’acqua diretto. Dopo il lavaggio bisogna rimuovere accuratamente i depositi d’acqua.


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