18 settembre 2003 – 18. Vino: le botti.
La botte per eccellenza è quella in legno, ideale per sviluppare i processi chimico-fisici dell’invecchiamento, sia per gli aromi che cede al vino; per questo motivo non vanno mai utilizzate botti paraffinate.
I legni più comunemente impiegati sono il rovere e il castagno selvatico. Quest’ultimo, un tempo assai diffuso, ora è piuttosto in disuso, soppiantato nei vari casi da materiali sintetici o dal rovere. La caratteristica particolare del rovere è la sua bassissima porosità e di conseguenza l’alta impermeabilità.
Le botti più adatte all’invecchiamento sono in genere di piccole dimensioni, 2-5 q. circa, perché offrono una maggiore superficie di contatto con il vino e ne accelerano i processi di affinamento, e sono maneggevoli; per le stesse ragioni le migliori sono quelle con le pareti di fondo di forma non tonda ma ellittica.
La durata di una botte di rovere è di parecchi anni; questa notizia deriva da recenti studi che hanno calcolato con precisione la quantità di sostanze, soprattutto tanniche, che il vino estrae dal legno, in rapporto ai suoi tempi di permanenza in botte. Attenzione comunque ad accorciare la permanenza del vino in botti nuove, perché un eccessivo passaggio di sostanze aromatiche dal legnoal vino non sempre è apprezzato.


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