17. Vino: i contenitori a tappo galleggiante.
Se si intende rispettare l’assunto iniziale che ha per obiettivo la salvaguardia del nostro benessere e quindi il rispetto della vinificazione biologica-naturale è meglio, nel campo dei recipienti moderni, se ci si orienta verso i contenitori in acciaio inossidabile.
Questi contenitori sono eccellenti dal punto di vista dell’igiene e per la loro versatili, ma hanno due difetti: sono pesanti e poco maneggevoli. E’ opportuno acquistare modelli dotati di portello che ne permette una facile pulizia senza doverli spostare o inclinare, e sono piuttosto costosi. Conviene quindi informarsi per cercare di acquistarne di usati da altri enoproduttori.
Di tine e vasche di cemento si è già detto, bisogna però, fare un passo indietro sulle botti a tappo galleggiante: può capitare che il piccolo produttore non voglia, malgrado i suggerimenti di esperti, sobbarcarsi la fatica dell’imbottigliamento e della tappatura di tutta la produzione. Potrà allora utilizzare una botte a tappo galleggiante, da cui potrà spillare qualche decina di litri di vino alla volta, senza il rischio di esporre il vino dal rubinetto della spina, per esempio in bottiglioni con tappo a molla, rimettere il coperchio in posizione di galleggiamento e gonfiare lo pneumatico di chiusura. Sia ben chiaro che questo è un suggerimento di comodo, da utilizzarsi caso mai per consumare una parte di vino giovane, mentre un’altra parte sta affinandosi nelle botti. Proprio per questo tipo di contenitori è opportuno indirizzarsi verso quelli prodotti in acciaio inossidabile.
I consigli del contadino: I contenitori a tappo galleggiante permettono di conservare il vino sempre lontano dal contatto con l’aria. Sono molto comode perché permettono di suddividere in diverse operazioni come l’imbottigliamento.


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