12 settembre 2003 – 17. Funghi: Amanita muscaria, fig. 5, Ovolo malefico
di Umberto Violante
I funghi simbionti: instaurano una stretta relazione mutualistica con l’apparato radicale di quasi tutte le piante. Tale rapporto, pianta e fungo ospite, è detto simbiosi micorrizica, in cui il fungo utilizza gli zuccheri sintetizzati dalla pianta e fornisce all’ospite acqua, azoto, fosforo, magnesio ed altri minerali importanti. Questi funghi: porcini, tartufi, ecc., possono essere coltivati solo se in simbiosi con le piante.
Nome: Ovolo malefico
Nomi dialettali campani: Velocera rossa, Tavarino.
Descrizione
Cappello: da 8-20 cm di diametro, rosso vermiglio o rosso-camicino, picchiettato da verruche bianche; orlo liscio, ma striato nel senso delle lamelle: cuticola viscida a tempo umido, facilmente staccabile dal cappello.
Lamelle: fitte, bianche, talvolta volgenti al giallo-limone.
Gambo: cilindrico, slanciato, bulboso al piede, bianco.
Volva: bianca aderente al piede del gambo, sul quale si frammentano squame a forma di cinturoni.
Carne: bianca, inodore e insapore.
Spore: bianche, ovali, non amiloidi.
Habitat: fruttifica in estate autunno nei boschi di conifere e di latifoglie, più frequente sotto conifere.
Proprietà: tossico.
Note: in alcuni paesi europei è usato come stimolante, per l’effetto neurotropico; in altri paesi viene consumato dopo prolungata bollitura, oppure dopo salamoia e prolungati lavaggi. Presso alcuni popoli del Sud-America, viene usato come allucinogeno.
Etimologia: dal latino muscarius, delle mosche, per le sue proprietà moschicide.


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