24 agosto 2003 – 13. Funghi simbionti: Amanita cesarea, fig. 1, Ovolo buono.
di Umberto Violante
I funghi simbionti: insaturano una stretta relazione mutualistica con l’apparato radicale di quasi tutte le piante. Tale rapporto, pianta e fungo ospite, è detto simbiosi micorrizica, in cui il fungo utilizza gli zuccheri sintetizzati dalla pianta e fornisce all’ospite acqua, azoto, fosforo, magnesio ed altri minerali importanti. Questi funghi: porcini, tartufi, ecc., possono essere coltivati solo se in simbiosi con le piante.
Nome: Ovolo buono.
Nomi dialettali campani: Ove’e trote, Pirzzolo, Coccone, Velacela, Robiola d’ova, Ovolo, Velozza re’ova.
Descrizione:
Cappello, decisamente arancione, inizialmente racchiuso nel velo primordiale bianco, simile ad un uovo; con la crescita assume la forma sferoidale, quindi piana, di dimensioni fino a 20-25 cm di diametro.
Gambo: giallo.
Lamelle: gialle.
Volva: persistente, liscia, carnosa e libera al gambo.
Carne: bianca, tenera e fragile, immutabile al taglio, con sapore dolce e odore tenue.
Spore: ovali, gialline in massa.
Habitat: cresce nelle radure dei boschi ben soleggiati soprattutto di latifoglie, querce e castagni.
Proprietà: eccellente sia cotto che crudo in insalata.
Note: si presta ad essere conservato essiccato, sott’olio o sotto aceto. La sua squisitezza indusse i Romani a definirlo Cibo degli Dei, e a tutelare i boschi in cui essi si riproducevano.
Etimologia: dal latino caesareus, dei Cesari, per la sua ottima commestibilità


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