10. Vino: in cantina organizzazione dello spazio
Le cantine sono spesso rappresentate come luoghi pittoreschi, bui e pieni di ragnatele, ma questa immagine appartiene ormai alla mitologia enologica. In realtà on cantina bisogna lavorare, anche se per diletto, e puntare a ottenere il migliore prodotto possibile, proprio perché gli amici saranno i consumatori del prodotto fatto in casa. Bisogna perciò concepire la cantina non come un antro, ma come un laboratorio efficiente in cui siano garantite l’igiene e la facilità del lavoro. L’ambiente deve essere buio, perché il vino non subisca alterazioni del colore, ma dotato di un razionale sistema di illuminazione costruito da vari punti luce da utilizzare di volta in volta nelle diverse lavorazioni. Le prese di corrente devono essere numerose e ben distribuite per evitare il ricorso a cavi di prolunga che striscerebbero pericolosamente sul pavimento talvolta bagnato; le prese vanno inoltre collocate ad almeno 30cm da terra per poter lavare tranquillamente i pavimenti con getti d’acqua senza rischiare cortocircuiti.
E’ necessario installare almeno un rubinetto d’acqua potabile dotato di attacco per la canna e un lavabo per lavare gli indumenti di lavoro, i secchi, gli imbuti. Sono utili anche un tavolino per eseguire i lavori di manutenzione delle attrezzature – sostituzione di raccordi e guarnizioni – e un armadio in cui sistemare attrezzi, tappi e i prodotti indispensabili come lo zolfo, l’olio enologico, ecc. Conviene fissare al muro dei ganci ai quali appendere i tubi che si utilizzeranno per i travasi, perché possano asciugarsi dopo ogni lavaggio e non vengano inavvertitamente calpestati perché sono piuttosto costosi.


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