28 giugno 2003 – 1. Bonsai, I parte.
L’arte del bonsai, ossia la coltivazione artistica di alberi in vaso secondo il significato del termine giapponese, va sempre più diffondendosi nel mondo occidentale. Così come molti altri aspetti dell’espressione culturale orientale, quest’arte è sempre più apprezzata quale hobby alternativo a un’esistenza che lascia assai poco spazio alla riflessione e a un rapporto sereno e controllato con la natura e realtà. Quella di curare e di allevarecon cura un albero in un vaso è un’attività che richiede fondamentalmente due qualità: la pazienza e l’intuizione. Soltanto l’attenzione quotidiana al soggetto prescelto e la prontezza nel cogliere le sue esigenze permetteranno di coltivare un albero sano, forte e di aspetto assolutamente armonico. A differenza di quanto sostiene un pregiudizio abbastanza diffuso il bonsai non è un albero che soffre, che non viene nutrito a sufficienza o viene torturato perché assuma determinate forme.
Al contrario è forse uno degli oggetti d’amore privilegiati di chi si occupa di giardinaggio in genere. Lo è certamente di più di una siepe che viene squadrata senza pietà, perché la potatura di ogni bonsai è pensata , programmata ed eseguita con molto rispetto e delicatezza, al fine di dare all’albero maggiore armonicità, oltre che di migliorarne la salute. Il bonsai è un albero in miniatura non un albero nano, ossia in un certo senso malato con delle alterazioni genetiche, ma piuttosto la riproduzione fedele in scala estremamente ridotta, ottenuta con mezzi meccanici, di alberi esistenti in natura.


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