ANDANDO PER MARE, A STROMBOLI, VERSO L’ISOLA CHE C’E’…
con e di Mario Carillo

Stromboli, una delle sette perle dell’arcipelago eoliano, paradiso di pescatori subacquei di cernie ed aragoste e degli amanti della natura, pronti ad affrontare a piedi o a dorso di un mulo, al chiar di luna, escursioni al vulcano, sempre in attività, posto a 750 m.s.l.m, abitata fin dall’antichità per la sua fiorente produzione agricola (olio, vite, fichi) arrivò a contare oltre quattromila abitanti.
Il ripetersi di terremoti (tremende le eruzioni del 1919 e del 1930) costrinse gli stromboliani ad emigrare verso paesi lontani come l’Austria e l’America, riducendo i residenti a meno di quattrocento abitanti.
L’isola, all’incirca 12 kmq, percorribile tuttora solo con motocarro o motorini elettrici fu riscoperta da Roberto Rossellini nell’immediato dopoguerra con il film “Stromboli terra di Dio” del 1949, protagonista principale Ingrid Bergman, film che ha fatto la storia del cinema mondiale, girato nell’unico villaggio turistico all’epoca esistente sull’isolotto, Stromboli, ora ribattezzato “Le terrazze di Eolo”. Ancora prima fu Giulio Verne ad ambientare il suo romanzo “1864 Viaggio al centro della terra”.
L’attività del vulcano, emerso dal mare, si fa risalire ad oltre duecentomila anni fa. “E all’isola Eolia arrivammo, nell’isola galleggiante – disse Ulisse ai Feaci suoi compagni di viaggio, dopo una travagliata traversata – Tutto un muro di bronzo, indistruttibili, la circondava, nuda s’ergeva la roccia”, aggiunse il re di Itaca al momento di approdare sull’isola di Eolo, dio dei venti figlio di Giove e di Melanippe.
Raggiungibili facilmente da Milazzo, Messina, Palermo e Napoli, le isole siciliane, Lipari, Stromboli, Alicudi, Filicudi, Salina, Vulcano, Panarea (la più piccola) sono diventate, da qualche anno, mete di personaggi del mondo dello spettacolo, della politica e dell’industria.
A dare maggiore smalto a queste incontaminate isole che nulla hanno da invidiare ad altre più famose e reclamizzate sparse nel mondo, la visita del capo dello stato Giorgio Napolitano che ha soggiornato in compagnia della moglie Clio, fermandosi al ristorante Le Terrazze di Eolo, congratulandosi con lo chef Oreste Valletta, la signora Luisa Paduano e figlioli, la famiglia napoletana che gestisce da qualche anno il locale più rinomato e accogliente dell’isola, dove si ritrovano vip e intellettuali per apprezzare manicaretti e presentare nelle sale a picco sul mare, mostre e libri.
La cucina, un mix di portate partenopee e siciliane, ha fatto scrivere ad un inviato di un giornale al seguito del presidente Napolitano: “Tutti pazzi per i piatti preparati da Oreste lo chef-proprietario delle Terrazze”.
Paccheri al pesce spada con pomodori e capperi, parmigiana di melanzane, spaghetti con i frutti di mare, arancini, pesce in umido o ai ferri, per non parlare dei dolci, torte, cannoli e babà per i palati più delicati.
Il vulcano che contraddistingue quest’isola è chiamato dai suoi abitanti Struògnoli, o anche Iddu (Lui in siciliano) con riferimento alla natura divina che un tempo era attribuito ai fenomeni naturali incontrollabili.
Il nome proviene dal greco antico Στρογγύλη (rotondo) per via della sua forma. In siciliano strumbulu significa trottola.
L’attività “ordinaria” avviene ad alta quota dai tre crateri allineati in direzione NE-SW all’interno della depressione della Sciara del Fuoco. Dall’Osservatorio si può vedere la lava del vulcano, l’unico delle Isole Eolie perennemente in attività e il cielo stellato evidenziato dalla mancanza di luce notturna nelle strade.

foto di John Goler

da: Mario Carillo,
giornalista Arga Campania-Calabria-Basilicata [mcarill@tin.it]

Categorie: Mare e Pesca

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