Sandro Tacinelli: Conclusa con successo la tre giorni di VINESTATE a Torrecuso, Bn.
TORRECUSO (BN): CHIUDE CON UN OTTIMO BILANCIO LA XXXI EDIZIONE DI VINESTATE.
I PARERI DEL PRESIDENTE LIBERO RILLO E DEL SINDACO FRANCESCO DE NIGRIS
L’edizione 2005 di VinEstate di certo sarà ricordata come quella della svolta. L’appuntamento torrecusano, infatti, oltre a chiudere con un ottimo bilancio, ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per puntare molto in alto, sia per la validità della proposta espositiva, sia per quanto concerne l’organizzazione generale che, val la pena ribadirlo, ha evidenziato competenza e professionalità.
In effetti, la rassegna dedicata all’Aglianico del Taburno ha visto la presenza di numerosissimi visitatori provenienti dall’intera regione che hanno affollato gli stand delle quindici aziende vitivinicole e, oltre a degustare i diversi nettari, hanno dialogato con i produttori, interessandosi alle tecniche di coltivazione ed anche alle diverse attività di chi impegna le proprie energie per migliorare il prodotto. Ma il discorso non ha riguardato solo il vino, poiché quanti sono giunti a Torrecuso hanno apprezzato anche gli oggetti dell’artigianato locale e deliziato il palato con le prelibatezze della cucina locale.
Su VinEstate ecco i pareri di Libero Rillo (Presidente dell’Associazione Aglianico del Taburno) e di Francesco De Nigris (Sindaco di Torrecuso).
“Il primo dato che emerge da questa tornata 2005 – ha osservato Libero Rillo – è la presenza di tanti enoturisti qualificati. Infatti, si può affermare che è cambiato il target dei visitatori di VinEstate e ciò lascia ben sperare per il futuro, visto che per l’edizione 2006 contiamo di varare la prima rassegna nazionale dell’Aglianico e, nel contempo, mettere su un cartellone di iniziative tese a rendere più interessante un appuntamento che, per la sua storia, ha già una sua notorietà”.
Il primo cittadino di Torrecuso, invece, pur condividendo le parole del Presidente del sodalizio promotore, ha aggiunto: “I risultati ampiamente positivi raggiunti da VinEstate ci impongono un ulteriore salto di qualità che, insieme alla prima rassegna nazionale dell’Aglianico, non può dimenticare di coinvolgere tutte le aziende dell’area del Taburno, in modo da proporre un’offerta ancora più completa”.
Inoltre, ha detto ancora Francesco De Nigris: “E’ giunto il momento di raddoppiare gli sforzi, anche da parte degli enti, tesi al riconoscimento della D.O.C.G. che, di pari passo con l’appuntamento 2006, possa creare una più proficua sintonia con il progetto integrativo territoriale della filiera enogastronomica che ha in Torrecuso la stazione principale”.
Migliaia i bicchieri gadget per le degustazioni.
Ha tagliato un traguardo considerevole Vinestate, la festa dedicata all’Aglianico del Taburno svoltasi il 2, 3 e 4 settembre. La rassegna, fra le più attese nel panorama delle manifestazioni campane, infatti, è giunta alla XXXI edizione in ottima salute, come il vino che ha esposto.Un dato, quest’ultimo, che non ammette repliche, vista la longevità dell’appuntamento torrecusano. Vinestate è stata organizzata dall’Associazione Aglianico del Taburno, in collaborazione con il comune di Torrecuso ed il patrocinio di: Provincia di Benevento, Camera di Commercio di Benevento, Comunità Montana del Taburno, Ente Provinciale per il Turismo di Benevento, Ente Parco Taburno-Camposauro, Ersac e Regione Campania.
La mostra-mercato di quest’anno ha messo in vetrina ben diciotto aziende vitivinicole dell’area del Taburno, un territorio dove l’Aglianico trova la sua massima espressione. Per la “tre giorni” è stato varato un fitto programma che, oltre alle degustazioni, ha avuto anche un prologo nei due week-end (20/21 e 27/28 agosto) che hanno preceduto Vinestate. Pienamente rispettato il cartellone con serate dedicate al ballo, ai bambini; inoltre, con spettacoli musicali, di animazione e magia. Mentre, nelle tre serate settembrine, insieme agli stand delle aziende iscritte a Vinestate, è stato possibile assaggiare piatti della cucina locale e visitare mostre di prodotti artigianali.
Il giorno 3, si è svolta una degustazione di vini a cura dell’Associazione Italiana Sommellier Albergatori e Ristoratori presso la Sala Comunale; mentre, il giorno 4, sempre presso la Sala Comunale, è stato possibile partecipare ad un Laboratorio del Gusto a cura di Slow Food. Hanno completato il programma collaterale: il giorno 2 (ore 21) la rappresentazione di teatro di strada a cura di “Zi Peppinella”, nonché artisti strada e l’esibizione di “L’uomo orchestra”; il giorno 3, invece, musica e canti popolari con “Le assurd” e, infine, il giorno 4 in scena “L’isola” di Athol Fulgar e regia di Marta Gilmore, allestimento inserito nella rassegna “Città Spettacolo”.
Il momento di riflessione sulle tre giornate enologiche di Torrecuso si è svolto nella mattinata del 4, domenica, nel Municipio che domina il paese e guarda su tutte le colline circostanti, con un convegno dal tema “Vino e territorio, quale futuro per il Taburno?”. L’incontro è stato moderato da Luciano Pignataro, giornalista de “Il Mattino” e autore di guide dei vini, nonché componente dell’Arga, l’associazione dei giornalisti agricoli della Campania, presente con Francesco Landolfo, presidente, e Gianpaolo Necco, addetto ai rapporti con enti e istituzioni.
Ha portato il saluto dell’amministrazione comunale ai partecipanti Francesco De Nigris, Sindaco di Torrecuso, che non ha mancato di annunciare altre manifestazioni per fare di Torrecuso, che è la porta della filiera agroalimentare sannita, il luogo epicentrico dell’enologia, in particolare dell’Aglianico. Inoltre, ha riferito che la città sta recuperando tutti gli edifici storici risalenti al settecento, nell’intento di far rivivere i fasti di un tempo non lontano, quando Torrecuso era città di riferimento per tutta quella parte del Sannio.
Aniello Troiano, Dirigente Nazionale della CIA, sulla stessa linea del Sindaco, ha prospettato momenti collegiali di questa portata, sempre più frequenti per approntare strategie di difesa dell’aglianico ma anche per il rilancio della produzione in confini meno ristretti.
Eugenio Pomarici, docente di Marketing dei Prodotti Agro-Alimentari dell’Università di Napoli, ha intrattenuto i presenti con una serie di slides illustranti la situazione del commercio dei vini sanniti, partendo dalla situazione generale fino a giungere al particolare che riguarda i vini del Sannio. Di grande interesse e valenza il suo ragionamento alle iniziative che i produttori dovrebbero mettere in atto per consentire la commercializzazione più ampia del prodotto vino. Un accenno ai prezzi è stato eloquente in proposito: non sempre il vino che costa molto è di assoluta ed accertata qualità. Marketing vuol dire anche questo.
Caterina Tannini, docente di colture arboree e Viticoltura presso l’Università di Campobasso, ha avuto una platea attenta di vitivinicoltori, che da lei hanno appreso come le nuove tecniche per la coltivazione dell’uva abbiano apportato benefici sia nella quantità del prodotto che nella stessa qualità dei vitigni. Una lezione importante e indispensabile per chi, come gli anziani produttori presenti, ancora guarda con diffidenza all’uso di moderne tecnologie anche nei vigneti. Importanti i risultati ottenuti nelle superfici vitate che si sono prestate agli esperimenti, tra cui quelle di Mastroberardino e Ocone. L’auspicio è che si continui sempre più su questa strada per sfruttare al meglio le nuove tecniche di coltura.
Ettore Varricchio, docente presso l’Università del Sannio, ha parlato della necessità di valorizzare sempre più le colture autoctone sia dell’agroalimentare che della vitivinicoltura, in questo modo si esce dall’anonimato che spesso sovrasta, nascondendole in nome della commercializzazione di massa, le tipicità sulle quali s’è appuntata l’attenzione dei produttori locali. L’impegno dell’Università in tal senso sta diventando sempre più intenso e significativi progressi sono continuamente segnalati dagli organi preposti oltre che da quelli della comunicazione.
Franco Pinti, docente di nutrizionismo, ha parlato degli effetti del vino sulla salute dell’uomo, ma anche dei prodotti che di solito vengono accoppiati alla bevanda. Sfatando il mito che chi beve troppo non campa cent’anni: si può arrivare anche a novantanove, bevendo con oculatezza.
Al tirar delle somme Luciano Pignataro ha aggiunto l’unica cosa che va ripetendo da parecchio tempo: fare cartello. Per il giornalista è’ l’unica via per non lasciare il mercato dei vini frammentato e in mani non esperte; il Sannio ha queste potenzialità e non può restare indietro su una strada che altre regioni già percorrono da tempo.
Francesco Landolfo, presidente dell’Arga, è dello stesso avviso e ribadisce che le strade del vino del Sannio abbisognano anche delle vie della comunicazione. E’ indispensabile una cartellonistica che dia informazioni sulle tipicità enogastronomiche e turistiche, e che potrebbe benissimo essere posizionata sulla superstrada fondo valle Isclero che ha uscite in ogni località di produzione vinicola.
Alla fine tutti ospiti per un pranzo tipico e vini rigorosamente locali al “Prestige”. Nella chiusura un invito: l’associazione degli anziani di San Marco dei Cavoti ha invitato tutti a visitare il borgo a dicembre, il 18, per gustare il torrone che vi si produce. Un modo per riprendere il discorso.
ufficio stampa: Sandro Tacinelli
mob. 3392073143 – sandrotacinelli@tin.it


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