A Salerno, il Comitato di quartiere lancia una proposta per Pastena: completiamo l’oasi.
Il Comitato di quartiere «Pastena Hippocratica Civitas», presieduto da Alfonso Stanco, ha lanciato l’idea di una piccola oasi di verde nella zona orientale, a Pastena. Un progetto vincente, visto che Comune e Provincia hanno recepito, disponendo la risistemazione a verde pubblico attrezzato dell’area di via Mauri, di fronte all’istituto Alessandro Volta. I lavori, affidati alla ditta ”Salerno Verde srl”, prevedono una spesa di 13.630,50 euro. Con questi fondi sarà possibile creare un giardino e fornirlo di panchine in ghisa, cestelli porta rifiuti, essenze arboree e arbusti della macchia mediterranea, tra i quali: Albizia julibrissin, Coccos Australis, Cercis Siliquastrum e Prunus lauroceraso, che adorneranno lo spazio verde, riservato soprattutto ai tanti anziani del quartiere di via Loria e ai più piccoli, che tra il profumo delle piante vi troveranno frescura e possibilità di giocare senza impedimenti. Stanco spiega che è un passo avanti, senza dubbio, anche se non risolve i problemi del quartiere, ancora privo di idonei punti di aggregazione sociale pubblica.
Il Comitato attende, infatti, che vengano avviati dall’amministrazione comunale importanti piani organizzativi. Stanco, infatti, spera che l’assessore alla Cultura, Ermanno Guerra, prenda atto della situazione per avviare la riorganizzazione dei servizi erogati presso la struttura di villa Carrara, determinando l’ampliamento degli orari di apertura dei locali e potenziando gli strumenti di consultazione. Al sindaco De Biase, Stanco ha chiesto di trovare il tempo di ascoltare, in un incontro già fissato (poi disdetto), le serie e non procrastinabili esigenze dei cittadini del più popoloso aggregato urbano della città di Salerno. Ma proprio sul verde pubblico e sulle strutture, il primo cittadino ha fornito spiegazioni. Il sindaco di Salerno, Mario De Biase, accusato di trascurare i parchi cittadini, ha detto chiaro e tondo che in cassa non ci sono fondi per rimettere in sesto alcune zone di verde pubblico. Ne è sorta una querelle con gli organi di stampa che lo stesso sindaco ha poi cercato di smussare, con una serie di motivazioni che partono dai tagli alle spese dei Comuni imposte dal governo e che, inevitabilmente, hanno frenato l’attuazione dei progetti di manutenzione come quello dei parchi.. Il caso del Parco Pinocchio sul Lungo Irno per il quale occorrono 300.000 euro, è emblematico, in proposito: non si riescono a reperire soldi nelle casse comunali. Chioschi e verde pubblico abbandonato, parchi ridotti a una sorta di deserto urbano, con l’amministrazione comunale impegnata in prima linea nella battaglia contro i tagli agli enti locali stabiliti dalla recente manovra economica decisa dal governo. Questo è il problema che coinvolge, purtroppo, anche gli interventi di manutenzione. Intere aree di verde pubblico, infatti, sembrano quasi in agonia, ma al comune dicono che non si riesce più a portare avanti nemmeno la gestione ordinaria. Inoltre, la struttura del Parco di Pinocchio è affidata in gestione alla società mista Salerno Solidale che avrebbe bisogno di questi fondi per poter intervenire. Lo stesso dicasi per il caso dell’acqua stagnante nel parco del Mercatello. Se a Roma continuano a tagliare le risorse degli enti locali, non è possibile far nulla, e quando è stato realizzato il parco sulla Lungo Irno, forse nessuno pensava di abbandonarlo senza manutenzione. De Biase fa del governo il capro espiatorio: dovrebbe pensarci Berlusconi a tirare il Comune di Salerno fuori da questo problema, visto che è stato lui a crearlo. Diversamente, non resta che sperare nell’aiuto dei privati, ricorrendo a soluzioni creative. Come quella di affidare la manutenzione delle aree ai proprietari dei chioschi che insistono in ciascuna zona. Al Comune hanno individuato quindici siti in cui è possibile procedere in questo modo. Ma l’esperimento non è facile da realizzare, visto quello che è successo con il chioschetto di piazza San Francesco. Si voleva fare in modo che il titolare del chiosco si occupasse del verde che è in piazza. Invece si è scatenato un vero e proprio tiro al bersaglio; meglio è andata per il parco Mariele Ventre a Pastena. Da lì il Comune ha avviato questo esperimento, e a quanto pare con successo. Una volta tanto si può essere solidale col sindaco, lui l’intenzione ce l’aveva ma qualcun altro no.


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