RONACHER, UN GRAN HOTEL PER STACCARE DAVVERO DALLA QUOTIDIANITA’
Badkleinkircheeim (AT), 29 giugno 2012.

LA SCOPERTA
Un soggiorno in pieno relax, immersi tra trattamenti, welness, riposo, cibi e bevande d’alto pregio così come l’accoglienza e la cura degli ospiti.
Conosco Bad Kleinkirchheim dall’inizio degli anni ’80, invitato dall’Azienda di soggiorno per l’inaugurazione dell’ovovia del Kaiserburg.
Poi iniziai a frequentarla suggerito da un amico medico naturalista, che me ne aveva descritto le virtù salutistiche. Considerata la Cortina d’Ampezzo della Carinzia e dell’Austria del Sud, il suo anfiteatro di montagne ricche di carbonato di calcio e di magnesio e di acque calde e benefiche offre quelle proprietà di benessere e rilassamento che si sommano all’altitudine superiore ai 1000 metri per rendervi il soggiorno davvero gradevole.
Vi ho trascorso diverse vacanze di Natale, anche prolungate, frequentandone i locali e gli intrattenimenti più in e visitati dai turisti e villeggianti. Che per gran parte, d’inverno, sono per gran parte italiani.

LE TERME E I CAMPI DI SCI
Gli stabilimenti termali, le piste per lo sci nordico. Ho trascorso anche una notte di Capodanno all’hotel Ronacher, senza però addentrarmi nelle sue proposte. Sarà che nell’età adulta, da giornalista, mi capita di frequentare per lavoro luoghi e siti di pregio. Ma gli alberghi dell’Austria più vicini a noi, mi riferisco alla Carinzia, davvero riescono a creare un’atmosfera per i clienti italiani che rende poi difficile il distacco per il rientro alla vita quotidiana.
Perché questa introduzione?
Per chi frequenta la località carinziana, d’inverno come d’estate, sfugge all’attenzione la presenza di un gran hotel arroccato ai piedi della montagna, a poca distanza dalla strada della vallata, ma sufficientemente discosto per assicurare silenzio e serenità ai suoi ospiti.
Si trova alle spalle delle Terme di Santa Caterina. E c’è un motivo ben preciso: i fondatori, la famiglia Ronacher, ai primi del ‘900 vollero scommettere che si poteva far sciare gli austriaci anche nel Sud del Paese. E avviarono una locanda nei pressi della chiesa all’interno della quale sgorga l’acqua termale.
Poi, come accade in tutte le località, probabilmente di origine vulcanica, l’acqua prese a sgorgare anche a ridosso della locanda.
Oggi, quest’acqua, che bagna decine di migliaia di turisti nelle terme pubbliche adiacenti alimenta, raffreddata a 28/29 gradi, 5 piscine dell’hotel, una interna, quattro esterne (una con l’aggiunta di sale marino).
E disseta dalle fontane di ametista distribuite nell’ampia e riservata zona welness, i visitatori delle saune, e della SPA.

IL GRAND HOTEL RONACHER
Nel tempo l’Hotel Ronacher è cresciuto. E oggi è in grado di ospitare 200 persone. Coccolandole con una cura e un’attenzione che sono pari alle cinque stelle, quattro stelle superiore, che lo contraddistinguono.
Lo staff che lo ottimizza e migliora di anno in anno, guidato da Simone Ronacher, la splendida figlia della più nota chef dell’Austria, che però non esercita nel locale, ma nel suo ristorante di Salisburgo, ha saputo integrare il complesso alberghiero alla perfezione nell’ambiente alpino.
Tanto che solamente le foto esterne ci aiutano a comprenderne l’estensione. Tanta è stata la cura nel valorizzare il paesaggio esterno, occultando alla vista cospicue porzioni dell’hotel.
Ma partiamo dall’inizio: l’ingresso, realizzato di recente, ci introduce al giardino degli elfi, dove d’estate sono organizzati intrattenimenti.
Dalla reception alle stanze, immersi in un ovattato arredo che se è di chiara ispirazione carinziana, emana sensazioni dettate dal buon gusto che ha ispirato i curatori.
Puntiamo in alto e parliamo di una delle suite. Al 5.piano, un paesaggio incantato in ogni stagione ci mostra il monte dedicato allo sci e la porzione della vallata e della cittadina rivolta a Sud. E il cuore della località. Allestita in tipico stile carinziano, con i pavimenti, le pareti, il soffitto mansardato tutti in legno pregiato. Quattro ampi locali dispongono la zona dinner, separata da una splendida stube dall’area soggiorno dotata di grande e comodo divano letto.
Il terrazzo, alle spalle dell’insegna dell’hotel, è in comune con l’ampia camera da letto. Il bagno non tradisce le attese.
Ci spostiamo verso Ovest, e scopriamo ciò che Simone e la splendida Pr Carolina ci avevano anticipato: la suite ‘Mille e una notte’. Dedicata alle coppie, dotata di sauna e bagno turco, idromassaggio, cucina, camera con letto ad acqua, un terrazzo con vasca con idromassaggio che lascia vedere solamente la parte alta della vallata, aperta proprio verso Ovest. L’arredo è proprio da favola, e viene proposta solamente per frazioni di giornata.
Anche dalle camere è possibile raggiungere la zona wellness in accappatoio e ciabatte. E immergersi fra i trattamenti, dai massaggi ayurveda con olio caldo, allo sciatsu. Per passare alla grotta di ametista, ai bagni nelle piscine, alle saune finlandese, biologica…
Se ne avete la forza è possibile fare colazione di primo mattino, per poi non perdere nemmeno un secondo del wellness, dai divani in mezzo all’erba, alla zona silente della piscina.

IL BUFFET
Poi, fino a mezzogiorno, la colazione. Il locale ove scegliere il buffet è di dieci metri per dieci.
Ogni parete propone dolci, pani, verdure, yogurt, centrifughe, numerose varietà di muesli, marmellate, mieli, ma anche formaggi, burri, affettati tipici, piatti caldi a base di uova come omelette, ma anche uova arricchite dalle erbe aromatiche alpine.
Al bar, le stesse possibilità di degustazione sono accessibili anche arrivando in accappatoio dalle piscine. Di tempo, e desiderio per uscire dall’hotel, dopo avere consegnato le chiavi dell’auto al portiere, ve ne rimarrà davvero poco.

LA CUCINA
Fino ad arrivare alla sera, per l’approccio con la cucina. Simone e Carolina ci spiegano che le scelte, il gusto dello chef e del ristorante, sono stati tarati nel tempo verso la clientela italiana. Che è maggioritaria.
Lo chef, Michael Oberrauter, carinziano,(nella foto con lo staff di cucina), da oltre dieci anni al Ronacher,è valso al ristorante dell’albergo il riconoscimento di ‘due cappelli’ dalla guida che, per l’Austria, rappresenta lo stesso percorso prestigioso della Michelin. Materie prime di alta qualità e di prossimità, le uova bio del contadino della vallata, le erbe e piante officinali dell’orto dell’hotel e degli agricoltori del territorio. E così via. Si sommano a una scelta calibrata degli ingredienti e dei sapori.
Poi, scopriamo l’elemento che fa innamorare gli italiani della cucina del locale: l’aiuto chef è salernitano. Giuseppe Nocera Scafati, dopo esperienze in Italia e in Svizzera, da dieci anni a al Ronacher.
Introducendo quella contaminazione e quel calore mediterraneo che rendono davvero ricercata la cucina dell’hotel, che pure parte da una base di lavoro mutuata dalla cucina carinziana.
Ed è supportata da una cantina che dispone di 150 etichette di grandi vini del Burgenland, della renania, dell’estero. Abbiamo provato un Riesling a tutto pasto, e la scommessa è stata vinta.
Un esempio della cura dei piatti? Un semplice uovo in camicia arredato con erbe officinali, è proposto in un piatto dotato di 16 cellette, in quindici delle quali sono posizionate verdure, salse, complementi da abbinare all’uovo.
O il piatto dei cioccolatini, dalle fragole immerse nel cioccolato fondente, ai lamponi, ai cioccolatini fatti in casa. Viene proposto nel corso della giornata anche in camera, per colazione, o per merenda.

GLI EVENTI
Ronacher nel corso dell’anno ospita diversi eventi dedicati agli ospiti. Dalla musica serale nella zona del bar, al cinema dedicato nella sala riservata. A eventi culturali. Ma forse, viste le caratteristiche dell’hotel, di intrattenimenti, davvero, anche se sono un arricchimento del soggiorno e delle opportunità, non se ne sente il bisogno.
Carlo Morandini giornalista, presidente Arga Friuli V.G. e vicepresidente Unaga
da: carlomorandini@libero.it

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ENTRANDO NEL MERITO…
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CUCINA CARINZIANA INNOVATIVA CON SENTORI MEDITERRANEI ALL’HOTEL RONACHER ANCHE LA RISTORAZIONE E’ STELLATA
L’ESPERIENZA MEDITERRANEA DALL’AIUTO CHEF CAMPANO
Badkleinkirchheim, 29 giugno 2012.
Un’oasi delle emozioni nel verde intatto della Carinzia. Se fosse necessario isolarsi in una valle solare e protetta a mille metri di altitudine, a meno di mezz’ora dalle grandi vie di comunicazione, in una località amata dei turisti, specialmente italiani, e frequentata anche dagli austriaci di altri land per la bellezza e la varietà dei paesaggi e delle piste da sci, per le acque termali che trovano riscontro nel relax tramesso dall’ambiente naturale e forse anche dalla qualità delle rocce e dei minerali che caratterizzano l’habitat, dovremmo trovare una location che valga davvero il baratto con una realtà del benessere così completa. Per quanto riguarda la località, i frequentatori avranno già riconosciuto Badkleinkirchheim, a meno di mezz’ora da Villaco, a una cinquantina di km dall’aeroporto di Klagenfurt. Una località montana di moda, anche per gli austriaci, che negli anni ha saputo adeguarsi alle attese dell’esigente utenza italiana. Pur preservando le proprie caratteristiche peculiari.
E forse proprio valorizzandole.
Tanto che personalmente, pur avendolo visitato in parte per trascorrervi una serata di capodanno, non avevo mai sentito la curiosità di cercarvi ristoro.
Nel frattempo il ristorante dell’hotel Ronacher ha rafforzato la capacità di trasmettere le sensazioni del gusto del territorio adottando il linguaggio universale dei sapori. Tanto da divenire secondo le guide enogastronomiche austriache, che sono severe, il miglior ristorante della Carinzia, uno dei primi cinque dell’Austria.
Il motivo di questo percorso, oltre che nell’orgoglio del gestore dell’hotel, la bella xxx, di emulare raggiungere la popolarità e il livello della qualità della madre, una delle chef più apprezzate dell’Austria, la quale gestisce a sua volta un ristorante a Salisburgo, si può individuare nella scelta di trattenere la clientela di target medio-alto tra le mura dell’hotel. Dove poterla coccolare, seguire, servire con stile e garbo. Un obiettivo che è stato centrato da xxx, grazie alla professionalità dello chef, Michael Oberrauter.
Agli inizi un cuoco della zona che aveva maturato esperienze d’alta cucina all’estero, e che si è subito immedesimato nel ruolo di leader della cucina carinziana. Crescendo di pari passo con i servizi e la qualità dell’hotel Ronacher. Del quale cura il ristorante da 21 anni.
La cucina del ristorante è però davvero calda, trasmette le emozioni di un territorio che sa e si vuole comunicare verso un’utenza esigente.
Sa sposare all’apparente quotidianità accorgimenti adatti per mettere a proprio agio tutta la gamma di clienti che si fidelizzano quasi subito con convinzione. Perfino i più piccini. Certo, Michael è un ottimo chef. Lo si nota dall’unicità della proposta per la colazione, pensata per i clienti italiani, visto che viene servita fino alle ore 12. E dotata di una varietà quasi pantagruelica di ghiotte proposte. Ma se la colazione è un’anteprima della gustosa serata che ci attende, già lascia trasparire talune contaminazioni che vanno oltre le aspettative della nostra cultura mitteleuropea.
Certo, a cena, scopriamo che Michael si distingue per una cucina ricercata anche nell’attenta selezione del contenuto calorico, nella riduzione dei grassi, nell’assenza di sostanze non naturali o non derivate da materie prime del territorio e dalla predilezione per i prodotti biologici. Tanto che organizza anche corsi per la cucina dei bimbi e degli anziani che sono molto apprezzati e seguiti. Al Ronacher prepara piatti della tradizione. Però modernizzati e capaci di rappresentare elementi di volta in volta innovativi. Forse il calore mediterraneo viene infuso nei piatti dall’altro elemento chiave del ristorante del Ronacher: la sorpresa del locale che in parte spiega la vicinanza della cucina ai sapori evoluti di casa nostra. L’aiuto cuoco è infatti davvero mediterraneo: Giuseppe Nocera è di Scafati, nel napoletano. Ed è al Ronacher da dieci anni. I piatti a tavola sono davvero da scoprire. Molto curati nella preparazione, schiudono un insieme di sapori lasciando a ciascun ingrediente, o componente, un ruolo da protagonista del gusto. per esempio, nell’entrée primaverile c’erano patate fritte grattugiate con mousse di mele, un involtino di verdure che valorizzava la carota, la crema alla rucola: piatti delicati ma ricchi del sapore originale dei componenti.
Anche piatti tipici del menù carinziano, come la variazione di formaggio Gluntner e speck con verdura all’aceto e salsa d’aglio; o il brodo di bue con Gerstl, verdura e carne affumicata; o la pasta di patate carinziana con maiale arrosto; o il filetto di luccioperca arrosto su gnocchi di spinaci con formaggio Drautaler e pomodoro; oppure la pasta di cavolo con salsa di cumino, uovo affogato e salsa d’erba cipollina, sono realizzati con l’obiettivo di farvici riconoscere il gusto del territorio. Per concentrare l’attenzione dei commensali sui sapori del luogo. Per esempio, il gustoso uovo biologico (in Italia sarebbe chiamato ‘all’occhio di bue’) del contadino di vallata, servito con guarnitura di pasta fritta, è proposto in un piatto con sedici incavature, sedici sellette, nelle quali, a parte quella ipotecata dall’uovo, sono disposte salsine, condimenti, verdure da abbinare a ogni boccone dell’uovo. Un gioco squisito che permette di lanciare la fantasia oltre le tradizionali frontiere del gusto. avremmo dovuto parlarvene nelle prime righe di questa nota. Ma abbiamo preferito puntare sulla cucina. In sala il servizio è caratterizzato da un’opzione che nel corso dell’intera serata si è rivelata un felice connubio: l’acqua, che per la Carinzia è un regalo della natura, e viene considerata un punto di forza della vita della comunità e dell’offerta turistica, può essere scelta quale unica bevanda in abbinamento all’intero menù della serata. Si tratta dell’acqua termale con carbonato di calcio che sgorga dalla fonte sottostante, attorno alla quale è sorto il Ronacher. Si abbina perfettamente con la linea di cucina di Michael Oberrauter e di Giuseppe Nocera.
Abbiamo però assaggiato anche il Riesling 2008 Smaragd, dell’azienda vinicola Knoll, di Loibenberg, nella Bassa Austria.
Equilibratamente sapido e minerale, si è rivelato adatto all’abbinamento anche a conclusione di una giornata dedicata ai bagni termali, alle saune e i bagni turchi e di calore.
Carlo Morandini


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