Ancora Pompei nel mirino di scippatori, ladri incalliti e soprattutto della camorra che non si riesce ad estirpare in nessun modo, nonostante le tante denunce. Fortuna che tutti i politici in lista per il posto di sindaco alle prossime elezioni abbiano pensato di fare più o meno tutti lo stesso programma: lotta alla invivibilità, alla criminalità e al degrado. Vedremo. Intanto si continua a parlare di camorra che «lavora a fianco agli scavi archeologici di Pompei». «Che gestisce i posti dei bancarellai”.”Che fa affari persino con il turismo religioso”. «Non c’è proprio nulla da meravigliarsi, è tutto vero – dice Luigi Necco, amministratore unico dell’Azienda turistica di Pompei ed ex giornalista Rai – ad ottobre scorso, nella piazza del Santuario, in occasione della visita del Papa, c’erano, davanti al bar a poca distanza dal palco, i capibastone locali, anche loro commossi, solo che il Santo Padre non lo poteva sapere». Le cronache dalla città degli Scavi archeologici sono piene di attentati estorsivi, minacce, e inquinamento tra politica e camorra in un comune attualmente retto da un commissario prefettizio. «Qui il pizzo è quasi una regola – dice Necco – d’altronde Pompei è l’epicentro ricco di risorse turistiche, di una zona ad alta densità di camorra, basti pensare ai clan di Torre Annunziata e Castellammare”.


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