Padula (Sa), dal 6 al 12 settembre il Workshop Internazionale sulle trasformazioni del paesaggio.
La Certosa di Padula diventa campus di sperimentazione. Sono arrivati da tutto il mondo per visitare la piccola Versailles del Vallo di Diano. Sono gli studenti delle facoltà di storia dell’arte ed architettura selezionati fra nove università del globo per studiare il modello Padula. Già la Certosa di San Lorenzo, progetto pilota in Italia di restauro e sperimentazione, si fa laboratorio interdisciplinare e detta le nuove regole del «fare paesaggio»: non più restyling conservativo del verde storico, bensì reinvenzione degli spazi in chiave contemporanea al fine di esaltare ancor più il dialogo fra natura ed architettura. E così, fino al 12 settembre, il «campus» Certosa sarà lo scenario di «Ortus artis 2», il workshop internazionale di paesaggio ideato da Achille Bonito Oliva come appendice alla felice stagione espositiva de «Le opere e i giorni». In attesa del battesimo – a fine mese il protocollo d’intesa tra Regione e Soprintendenza – del Co.Re, ovvero il museo regionale d’arte contemporanea realizzato con le cento opere date in comodato dagli artisti che hanno partecipato in questi tre anni alla kermesse certosina, ecco, quindi, l’attuale, intrigante pacchetto d’autore con la visione dei «giardini da collezione». Il critico gongola: «La Certosa non è più un monumento isolato, ma è ritornata un luogo di produzione di vita. Qui si elabora, si riflette, si fa scuola, si crea sviluppo. Qui l’architettura totale trova il suo esempio più alto: c’è memoria, c’è operosità, c’è completa armonia tra interni ed esterni, tra costruito e natura». Di tutto questo si parlerà nel corso del convegno «Restaurare, rivalutare, reinventare: la Certosa di Padula, laboratorio sperimentale sulle modificazioni del paesaggio» che si svolgerà oggi con interventi del direttore generale per l’architettura e l’arte contemporanea del ministero per i beni e le attività culturali Pio Baldi, del soprintendente regionale Stefano De Caro, di Gennaro Miccio, responsabile dei restauri in Certosa, degli studiosi Paola Capone, Ippolito Pizzetti, Leonardo Cascini, Bernard Lassus, Michel Conan. L’occasione è ghiotta anche per sbirciare gli ultimi capolavori verdi partoriti dalle mani di Henri Bava della Agence Ter, di Joao Ferreira Nunes della Proap Home, Stefano Tischer, Bet Figueras e il super esperto Ippolito Pizzetti. Cinque paesaggisti di fama internazionale che vanno ad affiancare i colleghi che lo scorso anno hanno ridisegnato i giardini delle celle claustrali: Atelier Le Balto, Victor Beiramar Diniz, Helene Holzl, Topotek 1 e West 8. Ma la vera e propria chicca sono le lezioni dal vivo, il confronto in diretta tra prof e studenti. Da domani all’11 settembre partono, infatti, gli atelier progettuali con conversazioni-contaminazioni tra Henri Bava e Monica Biancardi, Guido Hager e Maurizio Elettrico, Enri Bava e Guido Hager, Stefan Tisher, Bet Figueras ed Emilio Isgrò, Stefan Tisher e Bet Figueras, Joao Nunes e Monica Biancardi. La conclusione è affidata (11 settembre) a Bonito Oliva, presidente, tra l’altro, della giuria che selezionerà il progetto da realizzare il prossimo anno. Che vedrà, anticipa il critico, la forte presenza dell’Università di Salerno. (Erminia Pellecchia, il Mattino)


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