Nell’ultima settimana sono finiti i rincari e i prezzi nell’ortofrutta sono rimasti gli stessi della settimana precedente. Un buon segnale che arriva con la stabilità del clima che si è addolcito e nella disponibilità di grandi quantitativi di prodotti orticoli che hanno soddisfatto sia i produttori che i consumatori. Secondo l’osservatorio Ismea-Mifap ecco la variazione dei prezzi. La verdura costa in meno l’11,5% all’origine, l’11% in meno all’ingrosso e il 5,3% in meno al dettaglio. Nel confronto annuale la variazione negativa raggiunge punte del 30% in meno all’ingrosso, rispetto alla stessa settimana di un anno fa. Per la frutta c’è un contenimento: alla produzione un kg costo va a 0,53, all’ingrosso 1 euro e al consumo 1,20 euro. La Col diretti la spiega così: i prezzi sono in calo e i motivi sono vari. Usciamo dalla fase delle temperature rigide ma aumentano anche le importazioni. Sul mercato, a dire il vero, c’è un’invasione di pere argentine e cilene e questo contribuisce a far abbassare il costo al consumo. Il presidente della Cia, Massimo Pacetti pensa che questo calo dei prezzi potrebbe contribuire a dare fiducia ai consumatori che l’anno scorso, nello stesso periodo, hanno consumato qualcosa come il 12% in meno della frutta e della verdura. Il calo dei prezzi potrebbe spiegarsi per le ragioni prima esposte e non c’è dubbio che possa essere collegato direttamente al caro-prezzi che ha tartassato i consumatori negli ultimi due anni nell’agro-alimentare. Questo andamento al ribasso conferma che i prezzi di allora erano alti e i consumatori hanno punito chi aveva adottato questa politica, comprando di meno o per niente nel campo agro-alimentare.


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