VINCENZO RUSSO PRIMO TRA 200 AUTORI VINCE IL PREMIO DI POESIA DEDICATO A J:P:II KAROL IL GRANDE CON IL COMPONIMENTO IN NAPOLETANO. L’UNICO.

Buongiorno carissimi amici della stampa,
ieri 8 Ottobre 2009, nella Chiesa di San Vitale a Roma, si è svolta la Cerimonia di Premiazione relativa al Concorso Letterario “J. P. II Karol il Grande” indetto dall’Accademia F. Petrarca,di Viterbo e con il Patrocinio: Stato Vaticano, Stato Italiano, Camere, Beni Culturali, Campidoglio, Ambasciate Estere presso Santa Sede, Regione Lazio, Provincia di Viterbo, Comune di Capranica.

Mi è stata assegnata la medaglia d’oro del Vaticano quale unico vincitore del Concorso, con la poesia “’A vuluntà ’e Dio, Karol, ‘na penna e ‘a mana mia“
Ispirata a Giovanni Paolo II.

Il testo si è Classificato Primo su più di duecento Autori.

Grande è la sofddisfazione, per un testo in vernacolo, che vince un Concorso Nazionale al quale gli autori hanno partecipato con testi in lingua italiana.Napoli è anche questa, soprattutto questa.

Ringrazio Rita, per l’attenzione mostrata, se qualcuno ritiene opportuno dedicargli un pensiero, è chiaro che sarei felice.
Un caro saluto a tutti,Vincenzo

NOTA DI GIANPAOLO NECCO
Becienzo, al secolo il poeta-scrittore Vincenzo Russo, mi ha abituato a questi suoi premi.
Se andate a casa sua ne trovate di tutti i tipi e dimensioni. Tra le coppe e le targhe ora potrà sistemare anche la medaglia del Vaticano. Avanti un’altra!
Tra l’altro, Becienzo ha un’intera parete tappezzata di diplomi di partecipazione che farebbero allibire qualunque professionista del “versare poetico”.
Tra “I ragazzi di San Giorgio a Cremano”, parafrasando il titolo di un suo libro di prossima uscita, lui è quello che dialoga in versi meglio di tanti altri che pure ci provano. Non solo. Ma riesce anche a far ridere e piangere allo stesso tempo: qualità che o sono di attori comici o di quelli drammatici.
Chissà che la giuria in terra e il Grande Karol in cielo non abbiano pensato: questo napoletano lo premiamo, così gli prenotiamo anche un posto in Paradiso e una volta là farà contenti pure chi già c’è…
Nella poesia dedicata al grande Papa scomparso, infatti, lui trasmette la sua napoletanità non solo perchè l’ha scritta in vernacolo, ma perchè ha saputo esternare i sentimenti del napoletano che crede e che ama il prossimo.
Bravo Beciè, intanto, aspettando altre news, ti saluto con affetto e anche Rita, che però non conosco, ma fa lo stesso: è certamente una di noi e tanto basta.
Ciaoooooooooooooooooo!


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