All’industria di macellazione di Aquilonia manca l’acqua da 4 anni e il risultato è il blocco totale delle attività connesse. Il risultato è che non solo manca l’acqua ma verranno a mancare anche i posti di lavoro che erano stati assicurati dall’azienda che lavora le carni animali. Il solito ritardo burocratico, la carenza dei fondi assegnati e le solite pastoie politiche hanno vanificato l’impegno dell’azienda privata che dopo 4 anni di attesa della soluzione acqua è pronta a lasciare. Così l’industria rischia di non aprire i battenti, di non poter assumere i giovani che ha già selezionato. Quella che è una delle più moderne aziende del settore alimentare, già collaudata dal ministero per le attività produttive, è in attesa esclusivamente dell’autorizzazione sanitaria prima di poter avviarsi alla produzione. Da parte dei responsabili dll’azienda si sottolinea che tutto è pronto, bisogna solo che arrivi l’acqua agli impianti per cominciare. Un problema annoso quello dell’allaccio alla rete idrica, e dal Comune si fa saper che si sta lavorando per eliminare gli ostacoli che si frappongono all’arrivo dell’acqua. Otto miliardi spesi tra contributi del patto territoriale della Baronia, poco più di due miliardi, e fondi propri, la rassicurazione sul contratto, della competenza comunale per ciò che concerneva l’allaccio idrico. Purtroppo, però, l’impegno dei proprietari non è stato supportato da quello di tecnici ed amministratori. L’unica certezza è rappresentata dal blocco dell’attività produttiva. I proprietari hanno investito e sono ansiosi di poter avviare l’azienda; mentre i giovani locali sono in attesa pronti a cogliere al volo quest’occasione di lavoro e di sviluppo. Si tratta di 30 unità interne senza contare l’indotto esterno che punta a partecipare a questa che rappresenta l’occasione di sviluppo per le altre aziende locali che operano nel settore alimentare e in agricoltura. Da sottolineare che il paese l’acqua ce l’ha e allora qualcuno dovrebbe spiegare com’è che il macello privato ancora non ha avuto l’allaccio alle tubature. Inoltre, il fatto in sé è abbastanza paradossale, visto che quando Aquilonia disse sì all’ impianto di energia eolica, si parlò del paese che si metteva alla testa dei Comuni italiani tecnologicamente più avanzati…


0 commenti

Lascia un commento

Segnaposto per l'avatar

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.