“TROPPI DIRITTI” DI ALESSANDRO BARBANO
di Laura Caico
Libertà, spartiacque fra meritocrazia e democrazia. In una società sempre più protesa verso l’assistenzialismo, in cui i desideri si trasformano in diritti, in cui la parola “sacrificio” – adombrando spettri di povertà, disciplina, ubbidienza – risulta desueta e priva di un significato intrinseco per le nuove generazioni, si assiste all’inesorabile declino dell’Etica: di questo e di molto altro si parla in “Troppi diritti.

L’Italia tradita dalla libertà”, il nuovo libro – edito da Enzo D’Elia per Mondadori – del giornalista Alessandro Barbano, direttore del «Mattino» di Napoli, presentato a cura de “Il Sabato delle Idee” al Teatro San Carlo di Napoli. Nel foyer storico del Massimo partenopeo, affollatissimo di presenze e autorità, hanno salutato il pubblico il fondatore de “Il Sabato delle Idee” Marco Salvatore, direttore scientifico dell’IRCCS SDN di Napoli, il Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli Lucio d’Alessandro e Gaetano Manfredi Rettore dell’Università degli Studi di Napoli, Federico II: nelle prime file, visti il Prefetto di Napoli Carmela Pagano, il Questore di Napoli Antonio De Iesu, il Comandante Interregionale Carabinieri Ogaden generale Vittorio Tomasone, il Comandante Regionale della Guardia di Finanza generale Fabrizio Carrarini con il Comandante Provinciale generale Gianluigi D’alfonso, il Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho con la moglie Paola Piccirillo, il Procuratore Capo della Repubblica Giovanni Melillo, con il Procuratore aggiunto Nunzio Fragliasso, il Procuratore Generale Luigi Riello, il Presidente Corte d’Appello di Napoli Giuseppe De Carolis Di Prossedi, Ettore Ferrara Presidente del Tribunale di Napoli, Elisabetta Garzo Presidente del Tribunale di Napoli Nord con il Procuratore Francesco Greco, Antonio Buonajuto Presidente Fondazione Castelcapuano, Aldo De Chiara già numero due della Procura Generale di Salerno, Amedeo Manzo Presidente Bcc, Aurelio De Laurentiis presidente del Napoli, Stefano Caldoro, Gianni Lettieri, Massimo Garzilli, Al tavolo dei relatori, oltre all’autore e al moderatore, il vicedirettore del Mattino Federico Monga, le illustri presenze di Giovanni Legnini vicepresidente del CSM Consiglio Superiore della Magistratura, Antonio Tajani presidente del Parlamento Europeo, il Rettore emerito dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” Biagio De Giovanni già presidente della Commissione per gli affari istituzionali dell’Unione Europea, Massimo Adinolfi docente di Filosofia della comunicazione all’Università di Cassino e Serena Sileoni vicedirettore dell’Istituto Bruno Leoni “Idee per il libero mercato”. Un “parterre de rois” che in tre intense ore ha analizzato i contenuti del libro, mettendo in luce le criticità di questa fase epocale che il mondo intero attraversa, sviscerando i problemi che attanagliano la nazione italiana, più avvezza a parlare di scandali, corruzione e magagne che ad agire per rimediarvi e a rispettare regole, ormai ritenute avulse dalla realtà.
Invero, Barbano, docente e autore di altri interessanti testi a sfondo politico e di carattere sociale, ha toccato i punti nevralgici del nostro vivere contemporaneo, delle nostre identità smarrite fra concetti vetusti e nuove, aggressive, forme di imposizione mediatica che ci condizionano anche subliminalmente, producendo un disagio esistenziale sempre più stratificato, a cui non sembriamo in grado di opporci, combattuti fra l’attaccamento alla tradizione che si svuota man mano di forza e i nuovi modelli suggeriti da social, media, informazione deviata, che presentano il discutibile ma ineludibile fascino della trasgressione trionfante.
In tutto l’occidente stanno avvenendo fenomeni nuovi e le Degenerazioni sono all’ordine del giorno, con un aumento esponenziale di falsità mediatiche ( le cosiddette “fake news”), dipendenze psicologiche e fisiche provocate da sostanze in cui i giovani cercano di trovare una sponda alla loro irrisolta personalità e alle difficoltà che il mondo eleva come muri, contrastando il loro ingresso nel campo lavorativo e la creazione di spazi vitali autonomi, di una stabilità economica individuale, nonché la realizzazione del desiderio di volare con le proprie ali, costringendoli al ruolo infinito di “uccellini nel nido”. Ecco allora che ci si aggrappa al materialismo, al soddisfacimento di bisogni primari, all’innalzamento di pretese soggettive, in cui tutto ciò che è possibile deve diventare non solo probabile ma anche imprescindibile, all’offuscamento degli obblighi di ogni cittadino, poiché i diritti prevalgono sui Doveri, la cui sola parola fa storcere molti visi se appena pronunciata.
L’indagine di Alessandro Barbano è attenta e spietata, lucida e disillusa ed evidenzia il degrado culturale e politico della nazione, l’abbandono del criterio meritocratico, sepolto dalla pioggia del “dirittismo”, una pletora di diritti senza doveri: l’autore afferma, infatti, che “Partendo da una lettura scorretta della Costituzione e da un’interpretazione distorta di alcuni articoli, si pensa sia giusto pretendere e ottenere una libertà sconfinata, reclamando sempre nuovi diritti che, in realtà, la legge non prevede e che le consuetudini non avevano finora consentito”.
Così è l’intero sistema dei valori, sociali, politici, istituzionali, familiari che perde mordente e autorità e che porta il populismo e la cattiva politica a ottenere il consenso delle masse con subdole tecniche di rassicurazione collettiva, assecondandone i desideri e persuadendole che siano veri e propri diritti, per orientare l’opinione pubblica a proprio favore. Esempio di ciò, secondo Barbano, è il Movimento 5 Stelle – privo di ideologia e progettualità – venuto alla ribalta grazie alla delusione provocata da regimi liberali che non hanno saputo esprimere il loro potenziale: i grillini “sono una malattia della democrazia e hanno utilizzato questo strumento magnifico che è la ‘democrazia internettiana’, costruendo un’utopia che è risultata credibile nelle urne. E’ un partito che ha disintermediato il rapporto tra massa ed elite, pur nascondendo, dietro questa disintermediazione di fatto, una gestione verticistica: ma la gente con loro sogna di più e ottiene sempre di meno perché aumenta la distanza tra le promesse della politica e la realtà”.
Laura Caico

Categorie: Libri

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