L’emergenza rifiuti: Acerra, cronaca di un disastro ambientale. Caivano, incendio nel Cdr in fiamme le ecoballe
A Caivano, Na, ecoballe in fiamme. Momenti di tensione ieri mattina poco dopo le 5, quando nell’area di stoccaggio delle ecoballe della Fibe, a Caivano, si è levato un denso fumo alimentato da piccole ma persistenti fiamme. L’allarme è scattato immediatamente e sono stati gli stessi operai dell’impianto Cdr ad accorrere sul posto con estintori e tubi antincendio. Pochi minuti dopo sono arrivati anche i vigili del fuoco, e in meno di mezzora le fiamme sono state spente. Quindici le ecoballe bruciate. Gli inquirenti non escludono un atto di sabotaggio o un attentato. Intanto la cronaca dei fatti che si stanno verificando ad Acerra, è stata riportata in modo esemplare dal giornalista Paolo Mainiero de Il Mattino, che riteniamo superfluo commentare ritenendolo esaustivo e completo, preferendo riportare l’articolo così come pubblicato sul quotidiano, per i nostri lettori:
“Acerra. La lunga giornata di Acerra, la lunga giornata di Corrado Catenacci. Il commissario straordinario per l’emergenza rifiuti lunedì sera ha chiamato nella sua stanza i suoi più stretti collaboratori. L’ora «X» si avvicinava ma anche lui, abituato a decidere da solo, ha voluto un ultimo confronto. Dal suo ufficio, in via generale Orsini, ha seguito passo passo, per tutta la notte e l’intera giornata di ieri, l’apertura del cantiere, in contatto con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Letta, il ministro Matteoli, Bertolaso, il questore di Napoli Malvano. Più che da commissario, una giornata da prefetto. «Questo è il mio mestiere», ha commentato.
Fermo nella sua posizione, Catenacci è pronto a riprendere il colloquio con Acerra. «Sarà anche nostra cura fin da subito riprendere i contatti con l’amministrazione comunale anche per procedere alla verifica di tutti quegli aspetti che possano garantire alla città di Acerra che il costruendo termovalorizzatore non compromette in alcun modo le condizioni ambientali del territorio». Insiste, molto, sulle garanzie, Catenacci, ribadisce che per ora saranno eseguite solo opere civili e conferma che se i risultati dell’aggiornamento della valutazione di impatto ambientale saranno negativi «il cantiere sarà chiuso e l’impianto delocalizzato». In tempi brevi, anche entro domani, aggiunge Catenacci, sarà anche avviato l’Osservatorio che dovrà monitorare l’evoluzione del cantiere. Il commissario annuncia inoltre un tavolo di concertazione per individuare «altre iniziative che servono a migliorare la qualità della vita e dell’ambiente dell’intero comprensorio acerrano».
Ma il commissario guarda anche avanti e fissa le nuove scadenze. «Nelle prossime settimane apriremo anche il cantiere a Santa Maria la Fossa», assicura. Si annuncia un’altra battaglia. Il presidente della Provincia di Caserta Riccardo Ventre (Forza Italia) ieri ha criticato l’apertura del cantiere di Acerra ed è deciso ad opporsi all’inizio dei lavori a Santa Maria la Fossa. «Arriveremo ad ogni forma di protesta consentita, compresa la mobilitazione di massa». Il cantiere è stato aperto, i lavori del termovalorizzatore sono iniziati. Una Acerra assolata e deserta ha vissuto ieri la sua giornata più lunga, blindata da mille agenti e in un clima di forte tensione. Il blitz è scattato nella notte, e l’effetto sorpresa è riuscito. Solo alle 6 il tam tam ha diffuso in città la notizia. Circa cento cittadini hanno raggiunto l’area del cantiere ma sono stati bloccati. Venti, più audaci, tra loro il leader dei No Global Caruso e don Vitaliano Della Sala, sono riusciti ad aggirare il cordone di polizia e a bloccare i lavori. Naufragato ogni tentativo di mediazione, dopo un’ora e mezza gli agenti hanno liberato con la forza il cantiere. Ventuno i denunciati. Tra loro, il vice sindaco Riemma, l’assessore all’Ambiente Altobelli, il consigliere comunale Dubino.
Ore 1.30. Quartier generale, il Cdr di Caivano. Scatta la mobilitazione. Una prima colonna di mezzi della polizia raggiunge località Pantano. Mezz’ora dopo, arrivano ruspe, betoniere, bulldozer.
Ore 3.15. La Fibe prende possesso dell’area. I lavori iniziano, gli operai, circa trenta, alla luce delle fotolettriche, avviano la recinzione dell’area.
Ore 6. Il commissario Catenacci notifica l’ordinanza che dà esecuzione dell’ordinanza di protezione civile. Il testo viene notificato, via fax, anche al Comune di Acerra. Alla stessa ora, il sindaco Marletta, in vacanza, viene avvisato del blitz.
Ore 8.30. Circa cento cittadini si radunano sulla statale Acerra-Cancello, a trecento metri del cantiere. Poco dopo, arriva il senatore di Rifondazione Tommaso Sodano.
Ore 10. Arriva Marletta. «Sindaco, aiutaci», grida la gente. Marletta, in fascia tricolore, viene autorizzato a raggiungere il cantiere. «Questa – dice – è una pagina nera della democrazia. Hanno iniziato senza avvisarmi. Bertolaso ha tradito la nostra fiducia».
Ore 11. Circa quindici manifestanti eludono il cordone di polizia, irrompono nel cantiere e si impossessano di una pala meccanica. Marletta si unisce alla protesta. «Sono uno di loro. Ora caricateci», dice. E si toglie la fascia tricolore.
Ore 11.15. Marletta e Sodano chiedono la sospensione dei lavori e un incontro con Bertolaso e Catenacci. Il commissario è irremovibile: «Incontriamoci, ma i lavori non si fermano». Sodano incalza: «Chiediamo solo qualche ora». Catenacci non cede. Sodano attacca: «Qua bisogna fare gli interessi dei cittadini, non della Fibe». Alla protesta si unisce anche il parlamentare europeo del Prc Musacchio.
Ore 13.15. Arrivano i rinforzi, ora in località Pantano vi sono oltre trecento uomini tra polizia, carabinieri e guardia di finanza. Il vice questore De Iesu è pronto a ordinare lo sgombero.
Ore 13.33. Sodano tenta un’ultima trattativa, questa volta con il prefetto di Napoli Profili.
Ore 13.35. De Iesu ordina lo sgombero. I manifestanti vengono portati via con la forza, un paio di donne si gettano in terra. Anche Sodano e Marletta vengono allontanati dagli agenti. «Vado anche io in questura, sono uno di loro», urla il sindaco e sale sul cellulare della polizia. In questura i manifestanti saranno denunciati. Tutti, tranne il sindaco, che era stato autorizzato a entrare nel cantiere. «Non c’è stata nessuna carica», dirà in serata Marletta. Sodano si è fatto medicare in ospedale. Contusione, guarirà in cinque giorni.
Ore 13.40. Tra Sodano e De Iesu volano parole grosse, si rischia lo scontro fisico. I lavori riprendono, per i primi tre giorni si lavorerà 24 ore su 24.
Ore 18. Il sindaco raccoglie la solidarietà di Bertinotti, e non si dà per vinto: «La nostra è una battaglia per la democrazia». Marletta annuncia ricorso al Tar del Lazio. Intanto stamane incontrerà Catenacci. Interviene il leader dei Verdi Pecoraro Scanio: «Grave il blitz». I Verdi annunciano un’interrogazione parlamentare. «Pisanu – chiedono – riferisca alla Camera». (Paolo Mainiero, Il Mattino)


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