La difesa dell’ambiente secondo la Regione Campania
La Regione Campania ha deciso che si costituirà parte civile nei procedimenti penali in materia di abusi edilizi, e in quella sede potrà avanzare domanda giudiziale per il risarcimento dei danni ambientali. Lo prevede una delibera approvata nei giorni scorsi dalla giunta, su proposta del presidente Antonio Bassolino e dell’assessore alla Politica del territorio Marco Di Lello, che di fatto hanno aperto la stagione della linea dura contro l’abusivismo edilizio. Nel comunicato stampa si legge che la Regione ha anche previsto nuove misure per fronteggiare l’abusivismo nella zona rossa alle falde del Vesuvio dove, dal primo aprile del 2003 al 31 luglio scorso, sono stati individuati 615 abusi edilizi. I sindaci dei diciotto comuni sono stati diffidati a concludere l’attività di repressione contro le violazioni edilizie non rientranti nelle normative del condono, di cui sono state già respinte le domande di sanatoria e per le quali sia stato già ordinato il ripristino dei luoghi. La Regione Campania, infatti, ha da tempo fatto della lotta all’abusivismo edilizio una delle priorità, ed è tra quelle che più ha contestato il condono edilizio voluto dal governo; in questa linea rientrano i provvedimenti adottati dalla giunta. Altro fatto importante è che sulla costituzione di parte civile la Regione si sostituirà ai Comuni che non avranno la possibilità di farlo. In effetti, in base alle leggi vigenti, spetta agli enti locali costituirsi nei procedimenti penali in materia di abusivismo edilizio ma spesso i Comuni non sono in grado di adempiere a tali funzioni. Così, nel caso in cui le amministrazioni comunali territorialmente competenti dichiarino di non potersi costituirsi parte civile, per carenze di carattere organizzativo o economico, può intervenire la Regione. Sempre nel comunicato della giunta regionale si legge inoltre, che “con questo provvedimento si attua un raccordo di competenze tra i diversi uffici in materia di repressione dell’abusivismo edilizio, con l’obiettivo di garantire iniziative di tutela del territorio aggredito da trasformazioni illecite e che causano danni alle bellezze naturali e paesaggistiche”. La Regione, quindi, può costituirsi parte civile e chiedere il risarcimento del danno ambientale anche nei casi di opere edilizie eseguite su aree del Demanio regionale e su siti o edifici collegabili ad altro diritto reale regionale. I Comuni devono trasmettere, ogni mese, al settore Politica del territorio della Regione gli elenchi dei procedimenti penali per i quali è avvenuta la costituzione e gli elenchi per i quali non è stato possibile costituirsi. C’è poi la diffida ai sindaci della zona rossa. L’assessore Di Lello ha spiegato che alle falde del Vesuvio nell’ultimo anno c’è stata una frenetica attività dovuta anche al condono. Per rafforzare gli interventi antiabusivismo nella zona rossa, quella ad alto rischio in caso di eruzione e dove la Regione ha bloccato qualsiasi nuova edificazione a scopo abitativo, Di Lello ha inviato ai sindaci dei diciotto comuni interessati: Ercolano, Portici, San Giorgio a Cremano, San Sebastiano al Vesuvio, Massa di Somma, Pollena Trocchia, Torre del Greco, Torre Annunziata, Boscotrecase, Boscoreale, Trecase, Sant’Anastasia, Somma Vesuviana, Cercola, Terzigno, San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano e Pompei, la diffida a concludere nei tempi dovuti gli iter per la repressione degli abusi. Nei casi in cui gli enti locali non intervengano, la Regione eserciterà i poteri sostitutivi per consentire l’abbattimento delle opere abusive. Ci sono poi le iniziative di monitoraggio nell’area vesuviana. I dati evidenziano quello che da tempo viene denunciato dalla Regione: le politiche del condono, messe in atto dal governo, incrementano la commissione di reati edilizi. Infatti, fuori dai termini previsti dall’ultima sanatoria, 31 marzo 2003, l’attività abusiva è proseguita senza sosta: sono state fatte 293 nuove costruzioni, 83 sopraelevazioni e 108 ampliamenti.


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