Curiosa politica di prevenzione del Parco Nazionale dell’Aspromonte. La proposta è sconvolgente nella sua semplicità: coinvolgere le associazioni di volontariato o le cooperative locali e prevedere un compenso economico in relazione al minor numero di incendi. Si viene pagati, insomma, se non si verificano incendi. L’idea si pone in controtendenza rispetto a molti parchi nazionali italiani che ogni anno, sono oggetto di attacchi incendiari. Il Parco del Gargano, del Pollino, del Vesuvio, del Circeo sono in genere i più colpiti dalla piaga degli incendi dolosi proprio perché presentano un’azione preventiva debole. Illuminante, dunque, l’esempio del Parco dell’Aspromonte che il Wwf indica come esempio da emulare. Secondo la nota associazione ambientalista sono utili da un lato l’uso di telecamere sulle aree a rischio o i controlli sulle aree a maggior valore ambientale, ma il coinvolgimento attivo delle comunità locali (come sull’Aspromonte), costituisce un presidio ineludibile ed insostituibile. Il Wwf propone anche di considerare i boschi a rischio veri e propri obiettivi sensibili.. C’è poi un altro aspetto su cui il Wwf ormai da anni insiste, e cioè quello della responsabilità degli Enti Locali, ed in primo luogo dei Comuni, obbligati per legge a riportare sulle proprie mappe i terreni percorsi dal fuoco al fine di poter controllare negli anni i vincoli di legge per le nuove edificazioni e per l’attività di pascolo. Obbligo che viene sostanzialmente disatteso. (Luisa Maradei, l’Articolo)


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