6 settembre 2004 – A Procida settimana di eventi e premiazioni
Procida torna protagonista della vita culturale campana con la «Settimana della Cultura», in programma nei Giardini di Elsa dal 6 al 12 settembre, quando culminerà nella diciottesima edizione del Premio Letterario «Procida, Isola di Arturo, Elsa Morante». Il 6 sera l’avvio della kermesse, alle 20.30, con un incontro-dibattito dedicato a Cesare Brandi, con il professore e storico dell’arte Vittorio Rubiu, cui seguirà «”Il diavolo è donna”, autori vari del ’900» di e con Cinzia Mirabella e le canzoni di Valerio Sgarra. Giovedi sarà di scena la poesia, con la V edizione del concorso di versi on-line ideato dal poeta e presidente della giuria Elio Pecora e dall’assessore alla Cultura di Procida, Enrico Scotto di Carlo. Gran finale domenica 12 settembre alle 20.30, con la la cerimonia conclusiva del Premio dedicato a Elsa Morante la cui giuria, quest’anno, è presieduta da Marcello Veneziani. Nell’ambito del Premio, in cui vengono segnalati autori di poesia, narrativa, saggistica e traduzioni, ci sarà anche la premiazione per la migliore tesi di laurea sull’isola di Procida.

6 settembre 2004 – 13) Settembre al Borgo di Casertavecchia, il programma di lunedì 6 settembre
Lunedì 6 settembre – Teatro della Torre – Ore 20.30Teresa De Sio e Giovanni Lindo Ferretti: “Craj” (domani). Storia di cantatori, cavalieri e pizzicate.
Con Uccio Aloisi, I Cantori Di Carpino, Matteo SalvatorePosto unico numerato : 15 Euro
Noi abitiamo un mondo arredatissimo. Pieno di oggetti, da usare e consumare, freneticamente, spesso inutilmente. Il videoregistratore, il cellulare, il frigorifero, ma anche la giacca, il surgelato e il giornale ci appaiono come strumenti irrinunciabili per la buona riuscita delle nostre vite, ed entusiasmanti conferme della nostra presenza nel mondo. Tutto ciò che viene prodotto sotto il sole noi dobbiamo possederlo e consumarlo. Che fatica! E che fatica sprecata, dato che niente può mai essere consumato fino in fondo. Il televisore rotto, la giacca passata di moda, il giornale di ieri, dopo che abbiamo smesso di adoperarli sono ancora lì, fisicamente e malinconicamente transitati dalla condizione di splendidi feticci dei nostri tempi a quella di scorie inquinanti. Ciò nonostante ci avviamo allegramente dentro il terzo millennio trascinandoci il peso di milioni di cose rotte, invendute, vuoti a perdere, gioielli consumati troppo in fretta. Non sono soltanto gli oggetti a subire questa sorte, ma anche le idee, il pensiero, le arti e la musica, tra queste. Ogni attività dell’ingegno umano dovrebbe sempre servire a qualcosa (compreso rispondere all’eterna richiesta di Bellezza e Piacere) e consumare interamente la propria essenza nell’arco del ciclo servile per il quale viene prodotta. Senza residui, senza scorie. La Musica Popolare è così. Esiste perché serve, ha una funzione e uno scopo sempre. È la musica che danza nelle feste, nei rituali, che cura le anime strette dal «negativo dell’esistenza» e le libera. Per questo è l’unica musica veramente consumabile fino in fondo e che, quindi, non lascia scorie e non inquina. Musica ecologica dunque.
Musica il più possibile suonata in acustico. Compatibilmente con le necessità che il violentissimo e degradato suono sociale dentro cui viviamo immersi, richiede. Musica come quella che suonerò lunedì a Napoli, la mia Napoli, sulla spiaggia di Bagnoli, nell’ambito di «Mezzanotte dei parchi» e di un progetto organizzato con l’assessorato comunale all’Ambiente. «A Sud! A Sud!» dice il titolo del tour del ritorno potente alle radici popolari. Quelle nostre, campane, ma anche quelle del Brasile di Lenine e Caetano Veloso. Quelle del Gargano, quelle mediterranee di Fabrizio De Andrè. Quelle che non inquinano, quelle che fanno bene al cuore, quelle che curano. Quelle che riproporrò il 6 settembre a Casertavecchia, quando per «Settembre al borgo» porterò finalmente in Campania «Craj», la mia avventura con Giovanni Lindo Ferretti e i grandi vecchi del Gargano: i Cantori di Carpino, Matteo Salvatore e Uccio Aloisi. Ma questa è un’altra storia, di cui parleremo un’altra volta.
Prevendita biglietti Festival:Infoline Ticketteria – 0823/353336

Categorie: Eventi

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