Libri: conoscere Napoli attraverso la pizza Il caso di Sorbillo, simbolo della nuova generazione doc
Gino Sorbillo: La Pizza di Napoli. La storia dei grandi pizzaioli di Napoli è anche la storia di Napoli. Gino Sorbillo incarna perfettamente questa aderenza al luogo d’origine, sia perché appartiene ad una delle famiglie storiche che hanno legato il loro nome all’arte di fare la pizza, sia perché, nonostante il successo e la notorietà conquistati, ha conservato un rapporto intimo e costante con la città. In perfetto equilibrio tra memoria del passato e spiccata sensibilità ai gusti contemporanei, l’avventura umana e professionale di Sorbillo, nel volume curato da Francesco Aiello per le Edizioni dell’Ippogrifo, testimonia l’attuale valenza culturale della pizza e dei pizzaioli a Napoli e nel mondo, con riflessi che vanno al di là degli aspetti gastronomici del fenomeno. Lungo le pagine del libro, con il contributo di Angelo Cerulo dedicato al personaggio-Sorbillo e le fotografie di Pietro Avallone, la storia del
protagonista si interseca con elementi storici di una città straordinaria che,ben prima di ogni moderno fenomeno di globalizzazione alimentare, ha dato al mondo uno dei piatti più conosciuti e apprezzati.
La pizza e Napoli, infatti, nel tempo, sono riusciti a creare una forte immagine comune, quasi una simbiosi che riguarda gli aspetti storici, culturali e tradizionali. L’esistenza di questo complesso patrimonio locale, una sorta di “genius loci”, carico di significati e valenze anche simboliche, identifica questa città e rende familiari sia determinati odori e sapori, sia lo stesso paesaggio
urbano. Non a caso il racconto della pizza è arricchito dalle “testimonianze” appassionate di coloro che a diverso titolo esprimono oggi la cultura,l’economia e la gastronomia di Napoli: l’intellettuale Jean-Noël Schifano, il cuoco pluripremiato Alfonso Iaccarino, il “re delle cravatte” Maurizio Marinella e il presidente della Camera di Commercio Maurizio Maddaloni.
In questo contesto narrativo Sorbillo va iscritto d’ufficio nel ristretto novero dei cosiddetti “pizzaioli-comunicatori” per la sua capacità di interpretare e raccontare con modernità il mestiere di pizzaiolo, lontano da ogni forma di agiografia e ben inserito nella geografia e nell’economia gastronomica contemporanea.
Titolo: Sorbillo: la Pizza di Napoli Autore: Francesco Aiello Pagine: 144 Prezzo: 35 Euro
Uscita: Ottobre 2015 Info e prenotazioni Edizioni dell’Ippogrifo info@edizionidellippogrifo.it
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LA RECENSIONE ANSA
(ANSA) – ROMA, 9 NOV – FRANCESCO AIELLO, ‘SORBILLO – LA PIZZA DI NAPOLI’ (EDIZIONI DELL’IPPOGRIFO, PP.144, EURO 35,00) Raccontare il prodotto gastronomico per eccellenza di Napoli attraverso, ma non solo, la storia di quello che oggi viene considerato un simbolo della nuova generazione di pizzaioli doc,
ormai vero e proprio brand inconfondibile, in Italia ma anche all’estero: Gino Sorbillo. Il tutto inquadrato in un contesto nel quale la fotografia della pizza è anche l’istantanea di una città e di una regione tra valori, passioni, contraddizioni, insomma emozioni. E’ il progetto editoriale che Francesco Aiello, curatore dell’opera, e Angelo Cerulo (descrive il personaggio, la famiglia e la tradizione) hanno realizzato per un editore di nicchia (dell’Ippogrifo anche ‘La nuova cucina di Napoli’) partendo dalla considerazione che le categorie con le quali siamo abituati a parlare di gastronomia sono cambiate. E il
giovane pizzaiolo di Via Tribunali è, in qualche modo, il paradigma di questa piccola rivoluzione: postmoderno, ha sperimentato nuovi linguaggi comunicativi (ri)lanciando Napoli e la pizza anche attraverso i social.
La storia dei grandi pizzaioli di Napoli è anche la storia della città. Gino Sorbillo, spiegano Aiello e Cerulo, “incarna perfettamente questa aderenza al luogo d’origine, sia perché appartiene a una delle famiglie storiche che hanno legato il loro nome all’arte di fare la pizza, sia perché, nonostante il
successo e la notorietà conquistati, ha conservato un rapporto intimo e costante con la città”.
In equilibrio tra memoria del passato e sensibilità ai gusti contemporanei, l’avventura umana e professionale di Sorbillo testimonia l’attuale valenza culturale della pizza e dei tanti valenti pizzaioli a Napoli e nel mondo, con riflessi che vanno al di là degli aspetti gastronomici del fenomeno.
Lungo le pagine del libro, con le fotografie di Pietro Avallone, la storia del protagonista si interseca con elementi storici di una città straordinaria che, rilevano gli autori, “ben prima di ogni moderno fenomeno di globalizzazione alimentare, ha dato al mondo uno dei piatti più conosciuti e
apprezzati”. La pizza e Napoli, infatti, nel tempo, sono riusciti a creare una forte immagine comune, quasi una simbiosi che riguarda gli aspetti storici, culturali e tradizionali.
L’esistenza di questo complesso patrimonio locale, sorta di ‘genius loci’, carico di significati e valenze anche simboliche, identifica questa città e rende familiari sia determinati odori e sapori, sia lo stesso paesaggio urbano. Non a caso il racconto della pizza è arricchito dalle testimonianze appassionate di alcuni personaggi che, a diverso titolo, esprimono oggi la cultura, l’economia e la gastronomia di Napoli: dall’intellettuale Jean-Noel Schifano al cuoco pluripremiato Alfonso Iaccarino, dal “re delle cravatte” Maurizio Marinella al presidente uscente della Camera di Commercio Maurizio Maddaloni. E non mancano i profili legati alla birra (con Luigi D’Alise) e col vino (se ne occupa Angelo
di Costanzo). Immancabili le ricette, dalla classica marinara alla margherita, da quella col pomodorino giallo del Vesuvio e olive alla pizza col salamino di Faicchio. Un modo per valorizzare i prodotti tipici di tutta la Campania. (ANSA). LB 09-NOV-15 12:46 NNNN

Categorie: Libri

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