È Ferragosto. Ma con quante tensioni nell’animo. Speriamo che almeno il Papa nel portare a Lourdes le paure del mondo alla Madonna riesca ad ottenere il “miracolo della serenità” per questa umanità dolente. È il periodo dell’insicurezza e della malvagità. Chi l’avrebbe mai detto che nel varcare la soglia del Terzo millennio, la quotidianità sarebbe continuata all’insegna del peggio? È Ferragosto, ma si vigilia sulla sicurezza nazionale. Le minacce della follia islamica vanno tenute in conto, eccome. Inutile nasconderlo. L’Occidente, dopo aver lasciato penetrare attraverso le sue frontiere-gruviera, la massa dei cosiddetti disperati, ora a malapena riesce a fronteggiare il suo rancore atavico. Qui in Italia, purtroppo, si sono intrecciate le vie del terrorismo. Siamo un tallone debole dove un semplice ‘vu cumprà che vedi sorridente sulla spiaggia, il giorno successivo, potrebbe trasformarsi in un messaggero di morte. Ricordate quei pachistani arrestasti dai Ros a Napoli e, successivamente, liberati perché gli indizi a loro carico non furono considerati sufficienti? Qualche giorno fa da Londra si è saputo che, con tutta probabilità, i carabinieri dei Ros in quell’occasione avrebbero sventato un attentato. Italia, culla del diritto… altrui, difficilmente riesce ad ottenere altrove la “par condicio”. È Ferragosto, no, non vogliamo drammatizzare. Ma chi sta tra la gente si è reso conto che in pochi parlano del carovita o del carissimo petrolio, in tanti del pericolo degli attentati. Paura? Certo. Fa parte dell’inconscio umano. Ma le minacce si affrontano con grande dignità. Come quella che ebbe Fabrizio Quattrocchi nel pronunciare ai suoi assassini islamici: “Vi faccio vedere come muore un italiano”. Ma non come quei codardi di sempre che, sotto la spinta dei seguaci di Bin Laden, vorrebbero l’immediato ritiro dei nostri soldati dall’Iraq.
È Ferragosto, tra una spalmata di abbronzante e qualche dolce battuta con la vicina d’ombrellone, rivolgiamo un pensiero a quel Dio della Luce che dovrebbe illuminare un po’ tutti. È mai possibile che da lassù non riesca a vedere che tra fedeli e infedeli si sta arrivando ad un punto di non ritorno? Mandi un pizzico di amore per annullare il seme dell’odio, dell’egoismo e della gelosia. Quello vero, reale e palpitante che nella lealtà trovi il collante comune. È un’umanità che va redenta sotto tutti i cieli. Sì, perché non è solo il terrorismo islamico a incutere timore. Qui in casa nostra, tra scippi, furti e rapine la vita di tutti i giorni è diventata un inferno. La cronaca sembra un bollettino di guerra. Ci vuole davvero un miracolo per fare calare la notte sul giorno di Caino. Papa Wojtyla, una cosa del genere l’ha invocata anche nella Grotta di Lourdes. Ma lo ascolterà il “Dio unico” che dovrebbe mettere d’accordo i suoi figli bianchi, neri e gialli? Abbiamo le nostre perplessità. Gli uomini si sono esaltati ad autodistruggersi in tutte le epoche.
Ma i sogni non bisogna mai bruciarli. È Ferragosto. Respiriamo un po’ di magia. Pensiamo intensamente di portare l’amore dove c’è l’odio e la speranza dove c’è la disperazione. Parole non nostre ma di Francesco d’Assisi, l’uomo che parlava con i lupi. Probabilmente, così la luce squarcerà le tenebre. E al posto dell’inferno si potrà intravedere il paradiso.
Francesco Landolfo, presidente Arga della Campania


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