Flegreinarte. Al via l’estate dei Campi Flegrei con programmi fino a tutto settembre.

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Per Flegreinarte musica, teatro e letteratura al Rione Terra, al Tempio di Apollo e al Castello di Baia.

Tra gli artisti: Richard Galliano e il Solis String Quartet, Marco Zurzolo, Petra Magoni e i Cantori di Posillipo.
Per il teatro c’è il “Don Chisciotte” di Patrizio Marrone, “Didone” con Isabel Russinova e “Ione” con Ernesto Lama
Ingresso ad inviti.
Musica e teatro per i Campi Flegrei e i suoi monumenti: il Rione Terra, il Tempio di Apollo sul lago d’Averno, l’Anfiteatro Flavio e il Castello di Baia. Luoghi affascinanti e artisti importanti per la III edizione di Flegreinarte in programma da luglio ad ottobre.

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DOVE LE RAPPRESENTAZIONI
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A fine agosto lo scenario sarà il Tempio di Apollo sul lago d’Averno:
Tragedie greche e musica sulle sponde del lago d’Averno.
Il Tempio di Apollo farà da scenario alle prossime iniziative di Flegreinarte.
Ingresso ad inviti.
Come raggiungere i luoghi di rappresentazione:
Per CUMA, Capitolium e Terme del Foro
Da Napoli
Tangenziale direzione Pozzuoli, uscire a Pozzuoli-Cuma e proseguire diritto
dopo circa 1 km in prossimità di un incrocio svoltare a sinistra e seguire le indicazioni per Acropoli di Cuma.
Per POZZUOLI, Anfiteatro Flavio
Da Napoli
Tangenziale direzione Pozzuoli, uscire a Pozzuoli-Via Campana e svoltare a destra in direzione Pozzuoli.
Giunti ad un incrocio ( Piazza Capomazza) continuare seguendo le indicazioni Solfatara troverete l’Anfitatro Flavio sulla sinistra dopo circa 1 Km.
Per Lago d’Averno, Tempio di Apollo
da Napoli.
Tangenziale direzione Pozzuoli, uscire ad Arco Felice e seguire le indicazioni per Bacoli
giunti a Lucrino svoltare a destra verso il Lago d’Averno
troverete il parcheggio in prossimità del lago, parcheggiare e proseguire a piedi verso il Tempio di Apollo.

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GLI INVITI
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L’ingresso agli spettacoli è per invito. Gli inviti possono essere richiesti alla Provincia di Napoli, Ufficio relazioni con pubblico (Urp): Via Diaz, 11; telefono 081.7949223; urp@provincia.napoli.it; www.provincia.napoli.it
A Pozzuoli, invece, possono chiesti nei seguenti punti:
• Azienda di cura, soggiorno e turismo di Pozzuoli: 081/5266639 – 081/5262419 – azienturismopozzuoli@libero.it;
• Assoturismo, c/o Hotel Agave Via SS 7/IV Domitiana Km 53+390, Pozzuoli: 081 5249961 – info@agavehotel.it;
• Confesercenti Area flegrea in via Celio Rufo 16 , Pozzuoli: 320 285 09 72 – info@confesercentipozzuoli.com;
• Ascom Pozzuoli c/o Gioielleria Addati – Corso della Repubblica 105,
Pozzuoli: 081 5260196 – vinsadd@libero.it
• Casartigiani: 081 3030362 – falcettigiovanni@libero.it
Per informazioni: www.flegreinarte.it – info@flegreinarte.it

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GLI ARTISTI
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Sono disponibili foto e curriculum completi degli artisti
Per l’accredito dei giornalisti e per maggiori informazioni:
393.5861941 – 339.5445737
ufficiotsampa@cirobiondi.it

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Il Tempio di Apollo
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Il tempio di Apollo è un’imponente edificio termale risalente alla seconda metà del II secolo d. C., che si inserisce in un complesso termale di epoca precedente (inizi I secolo d. C.). Attualmente appare fortemente danneggiato ed in parte sprofondato a causa del bradisismo. L’edificio è collocato proprio sulle sponde dell’Averno, anche per utilizzare le acque del lago, che mescolate con quelle provenienti da sorgenti termali, alimentavano una grande vasca utilizzata probabilmente come frigidarium. L’edificio era a pianta centrale, ottagona all’esterno e circolare all’interno. Si articolava su due livelli: quello inferiore, non più visibile, caratterizzato da quattro piccole esedre e quello superiore, in parte ancora visibile, forato da quattro grandi aperture ad arco. Era coperto da una cupola, ormai crollata, le cui dimensioni erano di appena 5 mt. inferiori a quelle del Pantheon a Roma. L’edificio è realizzato completamente in opera laterizia e recava all’interno un rivestimento d’intonaco, di cui ancora restano tracce.

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Il lago d’Averno
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Il lago d’Averno è uno dei luoghi maggiormente legati alle figure di Omero, Virgilio e al culto dell’Oltretomba. Caratterizzato dalla forma ellittica tipica dei crateri-lago, è circondato da una fitta vegetazione che circonda i 2860 metri di perimetro del lago, per gran parte percorribili grazie a due strade. Un luogo senza dubbio suggestivo in cui la natura incontaminata si fonde con le tracce del mito che voleva il lago come ingresso dell’Ade (il Regno dei morti). Il nome del lago Averno è frutto del suo aspetto: l’etimologia riconduce a Aornis, ovvero “senza uccelli”, in quanto sembra che nell’antichità le esalazioni (ancora oggi presenti) fossero così intense da allontanare gli uccelli. La storia del lago è inoltre legata alla figura della Sibilla Cumana e alla mitica popolazione dei Cimmeri, popolazione che secondo la tradizione viveva rinchiusa in antri per paura del sole e ne usciva solo dopo il tramonto: il ritrovamento di numerose caverne scavate nel tufo ha alimentato questa credenza. La frequente associazione della zona con gli inferi ha fatto sì che restasse disabitata almeno fino all’Età Augustea, quando Lucio Cocceio Aucto fece realizzare una galleria che portava fino a Cuma. La realizzazione del progetto diede il via al sorgere di numerose ville che giustificarono anche un complesso termale (II se. d.C.), di cui ci resta una grande sala ottagonale che fungeva da sala di intrattenimento. La sala termale (situata lungo la sponda orientale) è nota con il nome di “Tempio di Apollo” ed è coperta da una grande cupola (38 metri di diametro) di poco inferiore al Pantheon di Roma. In precedenza la zona era già stata dotata di un altro percorso militare che conduceva al lago Lucrino (il progetto era stato ideato da Marco Vipsanio Agrippa e risaliva al 37 a.c.). Il percorso, che attraversa la collina della Ginestra, è conosciuto come “Antro della Sibilla”.

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IL PROGRAMMA
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Venerdì 29 (ore 21,00)
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Concerto di musica classica al Tempio di Apollo a Pozzuoli.
Venerdì 29 agosto (ore 21,00) concerto di Francesco D’Orazio, violino e Giampaolo Nuti, pianoforte, con musiche di César Franck e di Arvo Pärt.
Ingresso ad inviti.
La musica classica di Cesar Franck e Arvo Part protagonista del concerto di Francesco D’Orazio e Giampaolo Nuti che si terrà al Tempio di Apollo, al lago d’Averno.
Eseguiranno musiche del compositore belga César Franck (1822 – 1890), una delle figure più importanti della vita musicale francese nella seconda metà del XIX secolo e di Arvo Pärt, o Paart (1935), compositore estone di musica contemporanea legato al minimalismo.
Biografie dei compositori
Nato a Bari, Francesco D’Orazio si è diplomato in violino e viola sotto la guida del padre, perfezionandosi poi con Carlo Chiarappa e Cristiano Rossi. Ha studiato inoltre con Denes Zsigmondy presso il Mozarteum di Salisburgo e Yair Kless all’Accademia Rubin di Tel Aviv. Si è laureato in lettere con una tesi in Storia della Musica su Virgilio Mortari. E’ molto attivo sia nel campo della musica antica quale violinista dell’ensemble l’Astrée di Torino, che nel campo della musica contemporanea, dove è l’interprete preferito di numerosi compositori. Di particolare rilievo è stata la sua lunga collaborazione con Luciano Berio del quale ha eseguito Divertimento per trio d’archi in prima mondiale al Festival di Strasburgo, e inoltre Sequenza VIII al Festival di Salisburgo, Corale per violino e orchestra alla Cité de la Musique a Parigi e all’Auditorium Nacional de Musica di Madrid diretto dall’autore.
Ha tenuto concerti in Austria, Canada, Cina, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Messico, Irlanda, Norvegia, Perù, Romania, Scozia, Spagna, Stati Uniti, Svezia e Turchia. Ha effettuato registrazioni discografiche per Decca, Opus 111, Stradivarius e Amadeus.
E’ stato ospite di prestigiose istituzioni musicali quali l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Unione Musicale di Torino, Ente Lirico di Cagliari, New York University, Cambridge Society for Early Music di Boston, Centre de Musique Baroque de Versailles, British Columbia University di Vancouver, Amici della Musica di Firenze, South Bank Centre di Londra, Amici della Musica di Palermo, Frick Collection di New York e i Festivals Cervantino in Mexico, Breckenridge in Colorado, Lufthansa Festival of Baroque Music di Londra, Ravello, Istanbul, Ravenna, Urbino, Postdam, Salisburgo, Strasburgo, Stresa e Tanglewood.
Ha tenuto concerti con la Ofunam e con l’Orchestra Filarmonica di Città del Messico, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, la NRO di Denver, la Filarmonica di Timisoara, la Saarlandischer Rundfunk, l’Orchestra Regionale del Lazio, l’Orchestra Filarmonica di Shangai, l’Orchestra Sinfonica di Lecce, l’Orchestra Filarmonica di Torino, l’Orchestra da Camera Reina Sofia di Madrid, l’Academia Montis Regalis, l’Orchestra Guido Cantelli, i Virtuosi di Toronto, l’Accademia Bizantina, l’Orchestra Sinfonica di Bari, la Manitoba Chamber Orchestra diretto tra gli altri da Boris Brott, Zuohuang Chen, Hansjorg Schellenberger, Luciano Berio e Karl Martin.
Gianpaolo Nuti è nato a Firenze, dove ha compiuto gli studi pianistici sotto la guida di Antonio Bacchelli; successivamente ha studiato con Franco Scala ad Imola ed ha seguito corsi di perfezionamento in Italia e all’estero, sia di pianoforte che di musica da camera. Ha compiuto inoltre studi di clavicembalo – diplomandosi col massimo dei voti e lode – musica elettronica e direzione d’orchestra.
Vincitore di numerosi concorsi pianistici nazionali, ha tenuto concerti in Austria, Germania, Irlanda, Svezia, Slovenia, Stati Uniti, Canada, Perù e Messico, nonché nei più importanti centri italiani; si è esibito come solista con numerose orchestre sinfoniche e cameristiche, collaborando con M. Marvulli, E.G. Yaslicam, R. Gutter, C. Topilow, N.Samale. Ha suonato concerti di Bach, Haydn, Mozart, Beethoven, Chopin, Liszt e Shostakovich con l’Orchestra da Camera Fiorentina, Chopin con la Filarmonica Marchigiana e la Giovanile di Genova, Ciaikovsky con la Sinfonica di Lecce, nonché il Secondo concerto di Shostakovic con la NRO al Festival di Breckenridge, Colorado, ed il KV 466 di Mozart con la Residenzorchester a Vienna. Ha suonato inoltre il Concerto (1979) di Schnittke per il Festival di Fermo.
Ha tenuto Masterclass per gli studenti della Showa University di Tokyo ed ha collaborato con l’Accademia Chigiana di Siena in qualità di assistente di Yuri Ahronovitch. Il suo ampio repertorio solistico dedica una particolare attenzione alle trascrizioni d’autore ed alle composizioni meno eseguite – come nei concerti monografici dedicati agli Studi di Alkan e Sorabji, o con l’integrale dei Preludi e Fuga di Shostakovich – che Giampaolo Nuti suona spesso con grande successo di critica e pubblico.

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lunedì 1° settembre (ore 21,00)
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Di scena il pianoforte di Roberto Prosseda: musica classica da Chopin a Mendelssohn
Le note Chopin e Mendelssohn per Flegreinarte. Esegue il pianista Roberto Prosseda.
Lunedì 1 settembre (ore 21,00), al Tempio di Apollo, sulle sponde del Lago d’Averno a Pozzuoli.
Ingresso ad inviti.
Lunedì 1 settembre, alle ore 21,00, il pianista Roberto Prosseda interpreta Chopin e Mendelssohn in un concerto al Tempio di Apollo, sulle sponde del lago d’Averno a Pozzuoli.
I Lieder ohne Worte, noti in italiano con la traduzione di “Romanze senza Parole”, sono le più celebri composizioni pianistiche di Mendelssohn. Queste le caratteristiche: cantabilità di chiara origine vocale, carattere narrativo e struttura semplice. Tutto questo pensato per il solo pianoforte, e quindi in assenza di un testo: una forma artistica di approfondita ricerca poetica e intellettuale. E, a ben vedere, possono effettivamente considerarsi vicine ai Lieder ohne Worte molte altre composizioni pianistiche del periodo romantico, a partire dai Notturni di Chopin. Proprio sulle somiglianze, spesso sorprendenti, tra i brani di Chopin e di Mendelssohn si basa l’impaginazione del programma del concerto di Pozzuoli.
Roberto Prosseda ha recentemente guadagnato una notorietà internazionale in seguito alle due incisioni Decca dedicate a musiche inedite di Felix Mendelssohn, unanimemente elogiate dalle più autorevoli riviste specializzate (American Record Guide, Fanfare, Diapason, Fono Forum, Amadeus). Nella stagione 2006/2007 è stato protagonista del Mendelssohn Discoveries tour, una serie di concerti in Europa, Cina e America, tra cui la Wigmore Hall di Londra, la Philharmonie di Berlino e il Gewandhaus di Lipsia, in cui ha presentato più di 15 brani di Mendelssohn in prima esecuzione assoluta. Ha, inoltre, suonato come solista con la Filarmonica della Scala, la Mozarteum Orchestre di Salisburgo, l’Orchestra Santa Cecilia di Roma, la Royal Liverpool Philharmonic, i Berliner Symphoniker. In Italia ha tenuto concerti per il Teatro alla Scala, l’Orchestra Verdi e Serate Musicali di Milano, l’Accademia Filarmonica Romana, il Teatro la Fenice di Venezia, il Maggio Musicale Fiorentino e gli Amici della Musica di Firenze, l’Unione Musicale di Torino, il Teatro Comunale di Bologna, il Festival Pontino, il Festival Pianistico di Bergamo e Brescia, la Biennale di Venezia.
Nato a Latina nel 1975, ha intrapreso gli studi di pianoforte con Anna Maria Martinelli e Sergio Cafaro. Alla sua formazione hanno contribuito Dmitri Bashkirov, Leon Fleisher, Alexander Lonquich, William Naboré, Boris Petrushansky, Franco Scala, Charles Rosen, Karl Ulrich Schnabel, Fou Ts’ong, docenti con cui ha studiato presso l’Accademia Pianistica di Imola, l’International Piano Foundation e ai corsi di Sermoneta. Si è affermato in vari concorsi internazionali (“Micheli” di Milano, “Casagrande” di Terni, “Schubert” di Dortmund, “Mozart” di Salisburgo).
Le sue recenti uscite discografiche comprendono, sempre per la Decca, un album chopiniano e un doppio CD con l’integrale delle Romanze senza Parole di Mendelssohn. I suoi prossimi impegni prevedono concerti come solista nella stagione sinfonica della London Philharmonic, della New Japan Philharmonic e della Gewandhaus Orchestre diretta di Riccardo Chailly, con cui inciderà il Concerto inedito in mi minore di Mendelssohn

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Il 2 settembre
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Il Rione Terra sarà centro di musica jazz, l’inaugurerà Marco Zurzolo e la sua band;
Il jazz di Marco Zurzolo sull’antico Rione Terra di Pozzuoli.
Martedì 2 settembre (ore 21,00), “Sull’altra riva” concerto del sassofonista napoletano nell’ambito della rassegna di musica e teatro “Flegreinarte”.
Ingresso ad inviti.
Sarà Marco Zurzolo, sassofonista, ad inaugurare le due serate jazz sull’antico Rione Terra di Pozzuoli nell’ambito della rassegna di musica e teatro “Flegreinarte”. “Sull’altra riva” è il titolo del concerto che propone l’artista napoletano.
Mercoledì, invece, il Rione Terra farà da scenario al concerto di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti in “Musica Nuda”.
Marco Zurzolo è nato a Napoli il 26 luglio del 1962, diplomato in composizione jazz e flauto al conservatorio di musica San Pietro a Majella di Napoli.
Successivamente ha approfondito le sue conoscenze musicali nel campo jazzistico attraverso lo studio del saxofono. Negli anni ha attraversato molti generi musicali collaborando, in qualità di solista, con noti artisti: Pino Daniele, Zucchero, Roberto Murolo, Salomon Burkes, Chet Baker, Mia Martini, Gino Paoli. Numerose anche le sue esperienze in teatro con maestri come: Roberto de Simone, Luca De Filippo, Enrico Montesano, Peppe e Concetta Barra, Eugenio Bennato.
Nel 1995 inizia la sua attività di compositore incidendo per la Polosud il cd “Lido Aurora” che riscuote un buon successo di vendite e critica anche grazie al brano “Femmena Mimosa” che ha un’ottima diffusione radiofonica. Nel 1996 un suo brano “Salita Pontecorvo”, dedicato ad una via del Centro Storico di Napoli, viene inserito in una compilation per il restauro della Chiesa di S. Angelo a Nilo, patrocinata dal Comune di Napoli. Nello stesso anno realizza alcune musiche per la colonna sonora di “Pianese Nunzio di anni 14” un film di Antonio Capuano. Nel 1997 compone le musiche per lo spettacolo musicale “Trash” di Enrico Montesano e in seguito anche quelle per il dramma di Bertold Brecht “Vita di Galileo” (regia di Michele Del Grosso, produzione Fondazione Idis). Nel 1998 scrive le musiche per il film “Polvere di Napoli” di Antonio Capuano con Silvio Orlando e quelle per “Il Manoscritto di van Haecken” di Nicola De Rinaldo. Nel luglio del ’99 esce il suo secondo cd “Polvere di Napoli”, sempre per la Polosud, contenente alcuni brani del film. Nello stesso anno continua la sua attività di compositore per il cinema, vincendo il premio per le migliori musiche originali del III concorso del Video Creativo con i cortometraggi “Una mattina di Maggio” di Raffaele Esposito e “Sbraineff” di Domenico Ciruzzi. Nel teatro lavora per le musiche di “Little Peach”, monologo di Enzo Moscato, “La regina di Saba” e “Resurrezione” portati in scena dalla compagnia di Renato Carpentieri e “Riso Frizzante” di Tonino Taiuti. A giugno del ’99 è invitato a rappresentare Napoli alla Festa della Musica di Parigi ed un suo brano è inserito nella compilation ufficiale. Un anno dopo esce per le Edizioni Egea il cd “Ex-Voto” presentato ad Umbria Jazz. Nel gennaio del 2001 la presentazione del cd viene riproposta con due concerti in Egitto, al Cairo e ad Alessandria. Intanto la colonna sonora del film “Polvere di Napoli” vince il premio “Qualità del Ministero della Cultura” e la colonna sonora di “Resurrezione” vince il premio “Girulà” per le migliori musiche teatrali. Nel mese di luglio è invitato in Canada al “Festival International de Jazz de Montreal”. Partecipa anche al festival di “Pomigliano Jazz” inserendo, per l’occasione, nella sua formazione, il percussionista Don Moye. Nello stesso mese esce il suo quarto cd “Napoli ventre del Sud” per l’Egea, presentato anch’esso ad Umbria Jazz.
Nel 2005, per le Edizioni Egea, pubblica il cd “7 e mezzo”, un lavoro musicale “dove si respira una nuova aria, è un lavoro più intimista e romantico, sebbene il mio linguaggio e la mia ispirazione abbiano tratto ancora una volta grande energia da Napoli. Risale al 2006 il cd “Samara”, un lavoro nato in collaborazione col musicista Roscoe Mitchell.

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il 3 la “Musica nuda” di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti.
La “musica nuda” di Petra Magoni sull’antico Rione Terra di Pozzuoli.
Mercoledì 3 settembre (ore 21,00), la poliedrica artista suonerà con Ferruccio Spinetti, contrabbasso della Piccola orchestra Avion Travel.
Ingresso ad inviti.
Mercoledì 3 settembre, alle ore 21,00, al Rione Terra di Pozzuoli, “Musica nuda”, un concerto di Petra Magoni accompagnata dal contrabbasso di Ferruccio Spinetti.
Petra Magoni, comincia a cantare in un coro di voci bianche e per molti anni fa esperienza in gruppi vocali di vario genere. Studia canto perfezionandosi in musica antica con Alan Curtis. Dopo aver lavorato nel mondo della musica antica e operistica nella compagnia del Teatro Verdi di Pisa, approda al rock. Prende parte due volte al festival di Sanremo (1996, con la canzone “E ci sei”; 1997, con “Voglio un dio”). In questo periodo appare in numerose trasmissioni televisive, partecipa alla tournee teatrale e a un film (Bagnomaria) dell’attore Giorgio Panariello, con il quale scrive e incide la canzone “Che Natale sei”. Eclettica da sempre, ha collaborato anche col rapper Stiv e con musicisti jazz come Stefano Bollani, Antonello Salis, Ares Tavolazzi…. Sotto lo pseudonimo di Artepal lavora nel mondo della dance (“Don’t give up” è stato il brano-guida di tutti gli spot televisivi della Sasch), come cantante e come autrice. Ha inciso due dischi a proprio nome (Petra Magoni, 1996 e Mulini a vento, 1997), uno sotto lo pseudonimo Sweet Anima, uscito nel gennaio 2000, contenente le canzoni scritte in inglese da Lucio Battisti e, come Aromatic insieme a Giampaolo Antoni, l’album ellettro-pop Still Alive uscito nel novembre 2004.
La collaborazione con Ferruccio Spinetti
Con Ferruccio Spinetti (contrabbassista della Piccola Orchestra Avion Travel) ha inciso l’album “Musica Nuda”, uscito nel 2004 per l’etichetta “Storie di Note”, che ha superato le 10.000 copie vendute in Italia, e si è classificato al terzo posto al Premio Tenco 2004, nella categoria interpreti.
Il cd, pubblicato nel 2005 anche in Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo e Svizzera per l’etichetta Bonsai Music, ha venduto all’estero già 15.000 copie e ha ottenuto dalla radio pubblica francese il prestigioso bollino della FIP e il riconoscimento delle quattro “clés” di Télerama.
Il duo Magoni-Spinetti ha tenuto in un anno oltre 100 concerti in Italia e all’estero e nella passata stagione estiva ha aperto i concerti degli Avion Travel. Al Mei 2004 (Meeting Etichette Indipendenti), a Faenza nel novembre scorso, il duo si è aggiudicato il Premio “Progetto Speciale” al Pimi (Premio Italiano Musica Indipendente). Ha partecipato al concerto del Primo Maggio 2005 nel set della Grande Orchestra Avion Travel. Nel marzo 2006 pubblicano il doppio Musica Nuda 2, che porta al grande successo il duo in Italia ed all’estero, superando le vendite del cd precedente. Nell’autunno 2006 Petra e Ferruccio si aggiudicano il Premio-Targa Tenco – categoria Interpreti – ed il premio “Miglior Tour” al Pimi (Premio Italiano Musica Indipendente) al Mei di Faenza. Costantemente in tournée in Italia e all’estero, Petra e Feruccio hanno dato alle stampe nel settembre 2007 il loro primo CD live, Live a Fip, registrato nella primavera 2007 in Francia, dove la coppia ha un grande seguito.Nel giugno 2008 in Italia e in Francia è uscito il nuovo album Musica nuda 55/21 (con un divertente riferimento ai numeri della smorfia napoletana: 55 la musica e 21 nuda) di brani inediti del gruppo (i due artisti si considerano infatti un gruppo a tutti gli effetti), per la prestigiosa etichetta Blue Note.

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Giovedì 4 settembre (ore 21,00).
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il 4 sarà la volta poi di Franco Castiglia e Alessandra D’Ambrosio, regia di Carlo Cerciello, per la pièce teatrale “Di.. versi in amore”.
Teatro e musica con Franco Castiglia e Alessandra D’Ambrosio al Rione Terra. Un viaggio nella musica napoletana tra il ‘500 e il ‘900.
Ingresso ad inviti.
Giovedì 4 settembre, alle ore 21,00, al Rione Terra di Pozzuoli, serata di musica e teatro nell’ambito della rassegna Flegreinarte. Franco Castiglia e Alessandra D’Ambrosio in “Di. versi in amore”: musiche e suoni, voci e racconti della tradizione napoletana dal ‘500 al ‘900. Accompagneranno i due artisti: Procolo De Lucia al pianoforte, Giuseppe Di Colandrea al sax e Carlo Starano al contrabbasso.

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Il 5 settembre c’è il teatro al Tempio di Apollo: “Didone” con Isabel Russinova per la regia Manuel Gilberti.
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9 settembre
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La “Cavalleria rusticana” all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli.
Martedì 9 settembre (ore 21,00), l’opera di Ma scagni, per la regia di lamberto Lambertini, verrà riproposta nell’ambito della rassegna Flegreinarte.
Ingresso ad inviti.

Martedì 9 settembre (ore 21,00), all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli verrà una riduzione in forma semiscenica per la regia di Lamberto Lambertini e la direzione musicale di Riccardo Fiorentino. Un appuntamento atteso nell’ambito della rassegna di musica e teatro “Flegreinarte”.

Santuzza, respinta dall’amato Turiddu, legato da una segreta relazione a Lola, moglie di Alfio, rivela a quest’ultimo la verità; Alfio uccide in duello il rivale. È questa la trama della “Cavalleria Rusticana”, un’opera di rara potenza musicale, eppure molto semplice, nelle tematiche, nella vicenda, nelle melodie. Passione, tradimento, fatalità. Una Sicilia uguale ai sud di tutto il mondo. Un fatto di sangue che si ripete dall’inizio del tempo, che sa di Grecia classica e di lupara, di canzone popolare e di cronaca nera.

Direttore e direzione musicale di Riccardo Fiorentino, ideazione e promozione di Adolfo Viscardi per la produzione Musicus. Personaggi ed interpreti: Santuzza (Elmira Veda), Turiddu (Giacomo Mosca), Alfio (Bruno Iacullo), Lola (Angela Fico), Lucia (Marilena Montuoro). Coro: Solisti cantori. Soprani: Sabrina Messina, Rosa Feola, Angela Fico, Teresa Iodice. Contralti: Tiziana Maionica, Elsa tescione, Cira Scoppa. Tenori: Roberto Toscano, Davide Verde, Bruno Sobillo. Baritono: Roberto montanino. Bassi: Massimo Rizzi, Antonio De Lisio. Orchestra: Cameristi del Teatro San Carlo di Napoli. Violini Mariana Moresanu, Diana Musata, Giuseppe Navelli, Pasquale Murino. Viola: Piero Lo popolo. Violoncello: Ilie Lonescu. Contrabbasso: Gianluigi Pennino. Pianoforte: Giovanni Gambardella. Direttore del coro: Giovanni Gambardella. Suggestioni visive e scene Carlo De Marino. Costumi: Annalisa Giacci. Riprese filmiche Carlo Sgambato. Luci e fonica ditta Perrella. Allestimento e costruzioni: Abicar. Sartoria: Francesca Sannino.

Note di regia
Un’opera di rara potenza musicale, eppure molto semplice, nelle tematiche, nella vicenda, nelle melodie. Passione, tradimento, fatalità. Una Sicilia uguale ai sud di tutto il mondo. Un fatto di sangue che si ripete dall’inizio del tempo, che sa di Grecia classica e di lupara, di canzone popolare e di cronaca nera. L’opera, della durata di poco più di un’ora, è un’esplosione musicale che non lascia tregua. La magia della musica e del canto tocca le corde più profonde dei mostri cuori. Per aiutare, per accompagnare il pubblico, magari i più giovani, in questo percorso, anche se in forma semiscenica, di tanta avvincente bellezza basta sottolineare un poco il verismo della vicenda. Pochi segni dunque. Costumi che riportino tracce della Sicilia d’origine, nei neri e nei bianchi del lutto e della festa, giusto supporto cangiante alle luci e una scena bianca. La chiesa, in alto, metafisico fondale. Un assolato paesino mediterraneo. Immagine semplice, funzionale, cornice ideale per gli interpreti. Gesso calcinato che prende i colori che la musica suggerisce, ma che può trasformarsi in telo cinematografico di piazza, per un film realizzato appositamente per questo spettacolo, fatto di volti, sentimenti, emozioni, citazioni, elementi della natura, simboli, per invitare lo spettatore commosso dalla musica a lasciarsi trasportare anche nei luoghi più segreti, collettivi e personali, della memoria e del sogno. Pietro Mascagni Livorno il 7 dicembre 1863 da Domenico, fornaio figlio di fornai, ed Emilia Reboa. Il ragazzo rivela presto doti di compositore e a diciassette anni a Livorno è già una celebrità: suona, dirige composizioni proprie e altrui, conosce nei dettagli la tetralogia wagneriana. Il suo maestro Alfredo Soffredini ne intuisce fin dall’inizio il grande talento. Nel 1882 Mascagni si trasferisce a Milano, supera il difficile esame di ammissione al Conservatorio, dove fa amicizia con Puccini, con il quale condivide anche l’alloggio e l’ammirazione per Wagner. Nel marzo 1885 abbandona gli studi regolari dopo un litigio con il direttore, preferendo la vita vagabonda del maestro concertatore in una compagnia di operette. Nel 1887 lascia la compagnia e si trasferisce a Cerignola, in Puglia, come direttore della Filarmonica cittadina. Nel 1888 Giovanni Targioni-Tozzetti gli spedisce il libretto di Cavalleria, ricavato dall’omonima opera teatrale di Verga che lo scrittore siciliano aveva creato adattando alle scene una propria novella pubblicata nella raccolta Vita dei Campi (1880). Mascagni conclude la composizione di Cavalleria in cinque mesi (maggio 1889) in tempo per partecipare al concorso per opere inedite in un atto indetto da Sonzogno. Le opere in gara sono ben settantatre, tra le quali una Mala Pasqua tratta dal medesimo dramma di Verga. Nonostante che partecipino musicisti prestigiosi e stimati, Cavalleria, opera di un compositore privo di titoli accademici, vince il concorso e ottiene la sua consacrazione ufficiale al Teatro Costanzi di Roma, il 17 maggio 1890, alla presenza di Verga e perfino della regina. Ebbe un’accoglienza entusiastica. Mascagni scrive al padre: Mai mi sarei immaginato un entusiasmo simile. Tutti applaudivano, compresa la regina. E’ stato un successo colossale che non si è mai veduto. “Cavalleria rusticana”, di un autore di ventisei anni, arriva improvvisa e inattesa a sconvolgere le acque del teatro d’opera che erano diventate stagnanti. L’opera si è accostata alla vita. Ha lasciato i vecchi castelli, i guerrieri in piuma e celata, i monasteri, le prigioni, i campi di battaglia, è scesa in piazza e s’è messa a cantare come ogni giorno si sente, per le strade, per le campagne, nell’aria e la musica è diventata tutta una canzone.In questa atmosfera “Cavalleria” suscitò istantanei consensi, Pietro Mascagni incontrò migliaia di anime gemelle. Quest’opera è tutta creatura del suo tempo, con quella evidenza di canto e il tono forte che immobilizza l’ascoltatore e quell’essere tutt’uno del fare e del cantare per cui lo spettatore, anche se il meno provveduto, nel seguire lo spettacolo, se lo sente, insieme, vibrare nel cuore.
Note biografiche degli attori
Elmira Veda. Nata nel Daghestan (Federazione Russa), e diplomatasi al Conservatorio di San Pietroburgo, Elmira Veda ha completato la sua formazione artistica collaborando con Valery Gergiev al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, dove ha debuttato interpretando Ljudmila in Ruslan i Ljudmila. Vincitrice del Concorso “Maria Caniglia” di Sulmona nel 1996, ha debuttato nell’Iris di Mascagni a Monaco e Torino con la direzione di Gianluigi Gelmetti. La rapida ed intensa carriera l’ha condotta sui palcoscenici di alcuni fra i più importanti teatri del mondo dove ha interpretato titoli quali Pikovaja dama (Liza) di Ciaikovskij, La fiamma di Respighi (Silvana; Teatro dell’Opera di Roma, Wexford Opera Festival), Fosca di Gomez (Fosca; Wexford Opera Festival), The Fiery Angel di Prokofiev (Renata; Teatro alla Scala), Madama Butterfly di Puccini (Cio-Cio-San; Puccini Festival di Torre del Lago), La bohème (Mimì) e Turandot (title role), Lady Macbeth of Mzensk di Shostakovich (Katerina; Teatro alla Scala e Teatro Reál di Madrid), Macbeth di Verdi (Lady Macbeth), Consuelo (Consuelo) di Rendano, Andrea Chénier di Giordano (Maddalena; Teatro Comunale di Bologna) e Cavalleria rusticana di Mascagni (Santuzza). Nel corso della carriera ha collaborato con direttori d’orchestra quali Bruno Bartoletti, Kazushi Ono, Mstislav Rostropovic, Patrick Fournillier, Gianluigi Gelmetti, Renato Palombo. Il calendario dei suoi prossimi impegni annovera Madama Butterfly (Cio-Cio-San) a Mumbai e al Puccini Festival di Torre del Lago, Adriana Lecouvreur (title role) al Teatro Regio di Torino.

Bruno Iacullo. Nato a Torre del Greco, inizia gli studi di canto con il soprano Mariagrazia Marchini nell’anno 1985. Nel 1988 vince il concorso presso il teatro Carlo Felice di Genova come artista del coro e nel 1992 lo vince, sempre in qualità di artista del coro, al Teatro San Carlo di Napoli, dove debutta poi da solista, nella Messa di Gloria di G. Puccini, ne La Solenne di C. Gounoud e successivamente ne I Cantori di Brema del Maestro Panariello. Nel 1994 è al Teatro G. Verdi di Trieste dove canta ne la Fedora e in seguito ne Il Rigoletto (ruolo Monterone). Nel 1998 è Oberto conte di San Bonifacio a Bassano del Grappa. Nel 1999 è al Teatro San Carlo di Napoli nel ruolo di Alfio canta Cavalleria Rusticana in differita televisiva Stream. Seguono Nabucco e Rigoletto, ruolo Monterone, al Teatro G. Verdi di Salerno, e ancora Rigoletto presso l’Auditorium di Potenza. Nel 2004, I Vespri Siciliani, nel ruolo Robero, al Teatro Massimo di Palermo e I Pagliacci ruolo Silvio, a Taranto fà il Festival Internazionale. Nel ruolo di Alfio, 2004 Cavalleria Rusticana al Festival di Monte Cervino e nel 2005 al Festival di Benevento e nello stesso anno al Festival di Avellino. giacomo mosca Intraprende gli studi di canto nel 1988 sotto la direzione del M° Virginio Profeta, perfezionandoli poi con il M° Walter Ferrari. Nel giugno del 1994 vince il concorso Mattia Battistini per il ruolo di Turiddu nella “Cavalleria Rusticana” di Mascagni. Nel luglio dello stesso anno partecipa al festival di El Jem in Tunisia; a novembre a Rieti interpreta nuovamente Turiddu diretto dal M° Rinaldi con la regia di Franca Valeri. Partecipa a numerosi concerti in Italia e all’estero, presentando tra l’altro canzoni del repertorio classico napoletano. Tra il 1996/97 si reca in tournè in Germania esibendosi nei maggiori teatri (Berlino, Bayreuth, Hessen, Monaco, Amburgo ed altre città ancora) riscuotendo grandi consensi dal pubblico e dalla critica. A marzo 2001 debutta al Teatro Garibaldi di S.Maria Capua Vetere nel ruolo di Alfredo Germont nella “Traviata” di Verdi, diretta dal M° Silvano Frontalini interpretandolo successivamente al Comunale di Arezzo ed a Bruxelles presso il Cinque Royal. Contemporaneamente collabora con il Teatro Municipale G.Verdi di Salerno sotto la direzione del M° Luisotti in Tosca. A maggio 2002, a Roma, presso il teatro S.Luca, è nuovamente Alfredo Germont in “Traviata” sotto la direzione del M° Petrolo. Nel 2003/2004 ha tenuto numerosi concerti con il M°Giuseppe Carannante e con l’orchestra di fiati Città di Campobasso. Ad aprile 2005 è nuovamente Turiddu (Cavalleria Rusticana) diretto dal m°Giuseppe Carannante. Ha partecipato a varie trasmissioni televisive spaziando dal repertorio classico della canzone napoletana alle romanze di autori nazionali ed internazionali.

L’ingresso agli spettacoli è per invito. Gli inviti possono essere richiesti alla Provincia di Napoli, Ufficio relazioni con pubblico (Urp): Via Diaz, 11; telefono 081.7949223; urp@provincia.napoli.it; www.provincia.napoli.it

NOTA DEL GIORNO DOPO
Per evitare la diffusione di notizie false sulla serata di martedì 9 settembre all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli.
Sappiamo che alcune agenzie ed alcune testate giornalistiche hanno diffuso notizie fasulle sulla serata di martedì 9 settembre relativa alla rassegna di musica e teatro “Flegreinarte” organizzato dalla Provincia di Napoli (il cartellone prevedeva la rappresentazione in forma semiscenica della “Cavalleria Rusticana” per la regia di Lamberto Lambertini. Evento che si è svolto regolarmente).
Onde evitare di modificare con false notizie la realtà, gli organizzatori precisano quanto segue:
1. l’ingresso all’Anfiteatro è stato consentito fino alle ore 21,10 – 21,15. Sugli inviti distribuiti gratuitamente nei giorni precedenti, infatti, era precisato che l’inizio dello spettacolo era fissato per le ore 21,00. Si ricorda che agli spettacoli teatrali è possibile entrare solo fino all’ora stabilita;
2. gli inviti sono stati distribuiti gratuitamente nei giorni e nelle settimane precedenti allo spettacolo così come per tutte le rappresentazioni musicali e teatrali nel cartellone di Flegreinarte. L’invito – numerato – viene stampato in numero maggiore rispetto ai posti disponibili (è una consuetudine che si adotta per gli inviti agli spettacoli gratuiti: perché c’è sempre chi non partecipa all’evento). Si informa che l’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli – per motivi di sicurezza – può contenere massimo 1500 (millecinquecento) persone;
3. si sottolinea che sull’invito è indicato chiaramente che “l’ingresso è valido fino ad esaurimento posti”;
4. si stima che quasi cento persone (e non di più), infatti, non sono riuscite ad entrare (molti dei quali erano muniti di invito) perché sono arrivati dopo la chiusura del cancello; molte di queste persone hanno sostato nei giardini fuori l’Anfiteatro. Dopo circa un’ora dall’inizio dello spettacolo stazionavano davanti ai cancelli circa 30-40 persone;
5. dopo le ore 22,00 circa (quindi dopo quasi un’ora dall’inizio dello spettacolo) l’autoambulanza della Croce Rossa che sostava all’interno dell’Anfiteatro è dovuta intervenire perché, esternamente (sul marciapiede che segue il perimetro del cancello dell’Anfiteatro), una donna si è sentita male ed è stata, quindi, trasportata prontamente in ospedale.
Si chiede, quindi, per senso di responsabilità e per amore del vero, di vagliare bene le notizie – superficiali e poco veritiere – diffuse immediatamente dopo la rappresentazione.
Grazie per l’attenzione.
Pozzuoli, 10 settembre ’08 (ore 00:50)
Per maggiori informazioni:
393.5861941 – 339.5445737
ufficiotsampa@cirobiondi.it

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Il 10 settembre, Castello di Baia,
sarà la volta del “don Chisciotte” di Patrizio Marrone,
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il 12 dei Cantori di Posillipo
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il 13 della Sinphonica Phlegrea diretta da Raffaele Lopez.
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il 16, la musica classica “Pensavo fosse Bach” di Mario Brunello, violoncellista.
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Dal 10 al 12 settembre, invece, “Libri di mare, libri di terra” rassegna letteraria a cura dell’associazione “Il diario del viaggiatore”.
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L’ingresso agli spettacoli è per invito.
Gli inviti possono essere richiesti alla Provincia di Napoli, Ufficio relazioni con pubblico (Urp): Via Diaz, 11; telefono 081.7949223; urp@provincia.napoli.it; www.provincia.napoli.it
A Pozzuoli, invece, possono chiesti nei seguenti punti:
• Azienda di cura, soggiorno e turismo di Pozzuoli: 081/5266639 – 081/5262419 – azienturismopozzuoli@libero.it;
• Assoturismo, c/o Hotel Agave) Via SS 7/IV Domitiana Km 53+390, Pozzuoli: 081 5249961 – info@agavehotel.it;
• Federalbergatori Campi Flegrei c/o Hotel Solfatara – Via Solfatara
163, Pozzuoli: 081 5267017 info@hotelsolfatara.it;
• Confesercenti Area flegrea in via Celio Rufo 16 , Pozzuoli: 320 285 09 72 – info@confesercentipozzuoli.com;
• Ascom Pozzuoli c/o Gioielleria Addati – Corso della Repubblica 105,
Pozzuoli: 081 5260196 – vinsadd@libero.it
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Promuovono la III edizione di Flegreinarte: Provincia di Napoli, Teatro di San Carlo, Regione Campania – Assessorato al turismo e ai Beni, Soprintendenza beni archeologici di Napoli e Caserta, Comune di Pozzuoli, Comune di Bacoli, Mostra d’Oltremare.
Il progetto è stato realizzato con il cofinanziamento dell’Unione Europea (Por Campania 2000 – 2006)
INFO
Per informazioni: www.flegreinarte.it – info@flegreinarte.it
Per l’accredito dei giornalisti e per maggiori informazioni:
Ufficio Stampa Ciro Biondi
393.5861941 – 339.5445737
ufficiotsampa@cirobiondi.it
ufficiostampa@cirobiondi.it

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EVENTI GIA’ SVOLTI
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Gentili colleghi,la rappresentazione della “Cavalleria rusticana” all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli in programma per domani, venerdì 11 luglio alle ore 21 è stata annullata per problemi tecnici.
Grazie per l’attenzione

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venerdì 11 luglio
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all’Anfiteatro Flavio con la “Cavalleria rusticana”; l’opera di Pietro Mascagni è diretta da Riccardo Fiorentino per la regia Lamberto Lambertini.
Primo appuntamento a Pozzuoli per la III edizione di “Flegreinarte”: si parte con la “Cavalleria rusticana”, riduzione semiscenica del melodramma di Pietro Mascagni, venerdì 11 (alle ore 21), all’Anfiteatro Flavio.
L’opera di Pietro Mascagni è diretta da Riccardo Fiorentino per la regia Lamberto Lambertini. Ideazione e promozione Adolfo Viscardi; Musicus produzione. Personaggi ed Interpreti: Santuzza (Elmira Veda), Turiddu (Giacomo Mosca), Alfio (Bruno Iacullo), Lola (Angela Fico), Lucia (Marilena Montuoro)

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Il 22 luglio
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– sempre nell’Anfiteatro – si continua con la musica contemporanea di Richard Galliano e il Solis String Quartet
il 23 con la musica classica dei Solisti di Napoli diretti da Susanna Pescetti.

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26 agosto ore 21
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“Ione” di Euripide con Ernesto Lama, Sebastiano Trincali, Cinzia Maccagnano e Stefano Annoni (regia di Aurelio Gatti);
inizio alle ore 21,00, al Tempio di Apollo (sulle sponde del lago d’Averno a Pozzuoli) gli spettacoli di fine agosto promossi nell’ambito di Flegreinarte.
Ritorna la tragedia greca nei Campi Flegrei
Domani, martedì 26 agosto (ore 21,00) il Tempio di Apollo farà da scenario alla tragicommedia greca ‘Ione’ di Euripide.
Ingresso ad inviti.
È “Ione” di Euripide, la tragicommedia scelta per riportare il teatro greco nei Campi Flegrei. Martedì 26 agosto (inizio alle ore 21,00), al Tempio di Apollo (sulle sponde del lago d’Averno a Pozzuoli) si terrà lo spettacolo che apre gli appuntamenti di fine agosto promossi nell’ambito della rassegna di musica e teatro Flegreinarte.
Ione, rappresentata per la prima volta nel 410 a.C. circa, non è una vera e propria tragedia, ma di una sorta di tragicommedia a lieto fine ante litteram, un filone che pare essere stato inventato dallo stesso Euripide e che, più tardi, sfocerà nella ilarotragedia, genere drammatico popolare che consisteva essenzialmente in parodie di tragedie attiche, soprattutto tragedie euripidee, largamente note al pubblico del tempo.
Lo Ione è uno tra i più antichi esempi di dramma a intreccio, tutto giocato sugli equivoci dell’identità e percorso da un’ironia sottile che fa dei suoi personaggi degli eroi minuscoli, incapsulati nel loro inconsapevole gioco delle parti e, alla fine, riscattati dai capricci del destino. La scena è sgombera, al centro una serie di persone lavorano all’unisono attorno ad un grande cencio, forse un sipario o una tela teatrale, sono vestiti come gli abitanti di Aleppo, città sede di scambi e in cui si intrecciano varie e diverse culture. Una cantilena si trasforma in ritmo e la vicenda dello Ione, quasi una storia antica, viene raccontata dal capocomico, mastro egli stesso della tessitura. Man mano che la storia prende corpo i personaggi subentrano al centro della tela, quasi loro stessi disegni di arabeschi esotici. Creusa e Ione sono i personaggi della tragedia, Xuto, gli dei, il coro e gli altri …quelli della commedia. Il continuo entrare e uscire dalla vicenda di Ione e dalla storia della compagnia capocomicale creano un atmosfera paradossale, inverosimile per lo schizofrenico sovrapporsi della commedia e della tragedia. Sarà il teatro a porre fine a questa opera attraverso il capocomico, vecchio Xuto che ripete le parole di Athena a lui riferite: lo si lasci godere “la sua bella illusione”.
Ione, ilarotragedia di Euripide (480 – 406 a. C.).
Adattamento e drammaturgia di A. Gatti e S. Trincali.
Regia e coreografia di Aurelio Gatti con Stefano Annoni, Gianna Beduschi, Giuseppe Bersani, Annalisa D’Antonio, Elisa Di Dio, Gioia Guida, Ernesto Lama, Cinzia Maccagnano, Giovanni Calmieri, Sebastiano Trincali.
Musica di scena e fisarmonica Marcello Fiorini.
Costumi di Elena Pennello. Scena del Capannone Moliere.
Luci di Stefano Stacchini. Assistente regia: Filippa Ilardo.
Organizzazione Alceste Ferrari. Produzione dell’Ente Teatro Cronaca in coproduzione con Compagnia Arpa – Mda Produzioni Danza e in collaborazione con Teatri di Pietr – Fonderia 900.

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Mercoledì 27 (ore 21,00)
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E’la volta della musica contemporanea con Cecilia Chailly duo. Il Tempio di Apollo al lago d’Averno.
“Alone” è il titolo del concerto proposto dalla poliedrica artista milanese.
C’è la musica contemporanea al Lago d’Averno al Tempio di Apollo concerto dell’artista milanese Cecilia Chailly che presenterà il suo nuovo album, “Alone”.
Ingresso ad inviti.
Mercoledì 27 (ore 21,00) al Tempio di Apollo, al lago d’Averno a Pozzuoli, concerto di musica contemporanea di Cecilia Chailly. L’artista milanese presenterà il suo nuovo album, “Alone”.
Cecilia Chailly è personaggio artistico dalle mille sfaccettature. A diciassette anni è prima arpa della Scala di Milano, oggi si dedica ad una ricerca che l’avvicina agli altri generi musicali, diventando la pioniera dell’arpa elettrica. Da sempre immersa nel mondo culturale e artistico più vivace, ribelle e insieme legatissima alla prestigiosa famiglia di musicisti da cui proviene, vicina alle sensibilità di molti degli artisti con cui ha collaborato, tra cui Mina, Fabrizio De Andrè, Ludovico Einaudi, Placet Funk, Ron, Teresa De Sio. Scrittrice del best seller “Era dell’amore”, anima inquieta e insieme solida, sempre affascinata da un continuo ricercare.
L’approdo della sua ultima ricerca è “Alone”, disco Emi di grandissima suggestione, con la partecipazione di Ludovico Einaudi. La musica, gli arrangiamenti, i testi e tutte le esecuzioni sono di Cecilia Chailly, eccetto il pianoforte in Living Room, il testo di Dies Irae tratto dal canto religioso, e l’intro di campane distorte di Tsunami tratte dall’opera “Il Mantello” di Luciano Chailly su libretto di Dino Buzzati.
Cecilia Chailly: arpa acustica, arpa elettrificata, voce cantata, voci registrate da bambina, pianoforte, violino, percussioni etniche, flauti, ocarina, armonica a bocca. Ludovico Einaudi: pianoforte in Living Room, registrato a Milano sul pianoforte che apparteneva a Luciano.
Con questo “nuovo inizio” Cecilia ha dato il via ad una nuova fase artistica che la riporta tra la gente, sul palcoscenico, con gli effetti sonori originali e l’abilità unica di avvicinarsi e avvicinare il pubblico.
(1 luglio 2008)


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