2 dicembre 2005 – 1° CONCORSO ENOLOGICO “I VINI ROSSI DEL SUD”
Nella sede ERSAC di Parco Maria Cristina di Savoia, si è svolta la conferenza stampa per la presentazione del 1° Concorso Enologico “I Vini Rossi da Uve Autoctone del Sud” che si svolgerà a Villa Campolieto a Ercolano dal 5 al 7 dicembre e ammette alla partecipazione i vini Rossi DOCG, DOC e ad indicazione geografica tipica (IGT) ottenuti con almeno l’85% di uve autoctone e prodotti nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia, da viticoltori, vinificatori in proprio, cantine sociali e aziende commerciali e industriali aventi sede in una delle regioni sopra indicate.
La partecipazione è gratuita ma non sono ammessi i vini presentati da produttori singoli o associati che abbiano avuto a loro carico, con sentenza passata in giudicato, procedimenti giudiziari dovuti a frodi e/o sofisticazioni.
I vini partecipanti alla selezione sono suddivisi nelle seguenti categorie:
vini Rossi D.O.C. prodotti nelle ultime due vendemmie (2004 – 2003)
Vini Rossi D.O.C.G. e DOC dal terzo anno della vendemmia (2002 e precedenti);
Vini Rossi ad Indicazione Geografica Tipica (I.G.T.) delle ultime due vendemmie (2004 – 2003);
Vini Rossi ad Indicazione Geografica Tipica (I.G.T.) dal terzo anno della vendemmia (2002 e precedenti);
Ai fini della classificazione e della verifica delle denominazioni di cui sopra saranno adottate le denominazioni previste dall’Unione Europea e, in mancanza di queste, le definizioni vigenti stabilite dalla legislazione italiana.
Non sono ammessi al Concorso tutti quei prodotti non ascrivibili ad una delle categoria sopra indicate.
I campioni devono riferirsi a partite di vino imbottigliato la cui consistenza, all’atto del prelievo, sia di almeno:
15 hl per aziende agricole (produttori singoli);
30 hl per i produttori associati e le aziende commerciali e industriali.
Il direttore generale dell’ERSAC Raffaele Beato e il Commissario Straordinario Gennaro Limone hanno risposto alle domande dei giornalisti, spiegando le motivazioni del Concorso che vuol essere un’occasione per dare visibilità alla migliore produzione enologica dei vini rossi da uve autoctone del Sud – e in particolare della Campania che assume un ruolo guida – e premiare lo sforzo delle aziende vinicole per migliorare costantemente il loro prodotto; i premi attribuiti saranno il diploma di “Gran Rosso del Sud” per i vini che raggiungono il punteggio di 80 centesimi secondo il metodo di valutazione “Union Internazionale des Oenologues”, il “DiVino Sud” al miglior vino in assoluto a prescindere dalla categoria di presentazione, il “Vinum Rubrum -Nunc est bibendum”al vino di ogni regione che consegue il punteggio più alto, il premio speciale Enos all’azienda di ogni regione che ottenga il massimo punteggio nei tre vini presentati.
Ufficio Stampa ERSAC per Concorso Enologico:
Laura Caico
Cell: 336/7589944
1° CONCORSO ENOLOGICO “I VINI ROSSI DA UVE AUTOCTONE DEL SUD”
Prende il via la prima edizione del concorso enologico “I Vini da Uve Autoctone del Sud” fortemente voluto dall’ERSAC (Ente Regionale per lo Sviluppo dell’Agroalimentare Campania”) diretto da Raffaele Beato, che coinvolge aziende vinicole di ben sei regioni, Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia e Sardegna, offrendo un’interessante e qualificata panoramica del “prodotto vino” del Meridione; il Concorso si svolge in tre giornate, dal 5 al 7 dicembre, a Villa Campolieto a Ercolano, con l’ausilio di una giuria specializzata che svilupperà analisi sensoriali sui campioni selezionati per le prove.
Il programma si articola su varie sessioni suddivise nelle tre giornate; la manifestazione apre ufficialmente i battenti lunedì 5 dicembre alle ore 15.30 con la presentazione del Concorso, la formazione per sorteggio delle Commissioni di valutazione e la presentazione dei Commissari. Alla spiegazione del programma e delle modalità di degustazione e di compilazione delle schede di valutazione farà seguito alle ore ore 17.00 la 1° sessione di analisi sensoriali.
I lavori riprendono martedì 6 dicembre alle ore 10 con la 2° sessione che impegnerà tutta la mattinata; alle ore 16.30 si procede all’avvio della 3° sessione di analisi sensoriali, i cui risultati saranno resi noti in serata.
Mercoledì 7 dicembre alle ore 10 avrà luogo la 4° sessione di analisi sensoriale; nel pomeriggio, alle ore 18.30 si apre il Forum sui Vitigni Autoctoni del Sud condotto da Luciano Pignataro. In serata, alle ore 20.30, aperitivo e Cena di Gala sempre a Villa Campolieto, con la proclamazione dei vini vincitori del 1° Concorso Enologico “I Vini Rossi da Uve Autoctone del Sud”.
Ufficio Stampa ERSAC per Concorso Enologico:
Laura Caico:
Cell: 338/7589944
I° CONCORSO ENOLOGICO:I VINI ROSSI DA UVE AUTOCTONE DEL SUD

REGOLAMENTO
ENTE ORGANIZZATORE: ERSAC – ENTE REGIONALE DI SVILUPPO AGRICOLO IN CAMPANIA –
ART.1 – l’Ente Regionale di Sviluppo Agricolo in Campania, con la collaborazione dell’Associazione Enologi Enotecnici Italiani, indice ed organizza il concorso enologico:”I Vini rossi da uve Autoctone del Sud”. Il Comitato organizzatore responsabile del Concorso è composto da:
Legale rappresentante dell’ERSAC;
n. 1 rappresentante del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali;
n. 1 rappresentante dell’Associazione Enologi Enotecnici Italiani
il Direttore Generale dell’ERSAC
un Dirigente ERSAC
n. 1 funzionario nominato dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania.
ART. 2 – SCOPI. Il Concorso si propone di evidenziare la migliore produzione enologica dei vini rossi da uve autoctone del Sud ed in particolare della Campania, anche attraverso il confronto tra le diverse tipologie prodotte nelle regioni meridionali, nonché di premiare e di stimolare lo sforzo delle aziende vinicole al continuo miglioramento del prodotto. Gli esiti saranno tenuti nella debita considerazione ai fini delle azioni di valorizzazione dell’Ente per il comparto.
ART. 3 – AMMISSIONE AL CONCORSO. Sono ammessi al Concorso i vini Rossi DOCG, DOC e ad indicazione geografica tipica (IGT) ottenuti con almeno l’85% di uve autoctone e prodotti nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia, da viticoltori, vinificatori in proprio, cantine sociali e aziende commerciali e industriali aventi sede in una delle regioni sopra indicate.
La partecipazione è gratuita.
Non sono ammessi i vini presentati da produttori singoli o associati che abbiano avuto a loro carico, con sentenza passata in giudicato, procedimenti giudiziari dovuti a frodi e/o sofisticazioni.
ART. 4 – CATEGORIE. I vini partecipanti alla selezione sono suddivisi nelle seguenti categorie:
vini Rossi D.O.C. prodotti nelle ultime due vendemmie (2004 – 2003)
Vini Rossi D.O.C.G. e DOC dal terzo anno della vendemmia (2002 e precedenti);
Vini Rossi ad Indicazione Geografica Tipica (I.G.T.) delle ultime due vendemmie (2004 – 2003);
Vini Rossi ad Indicazione Geografica Tipica (I.G.T.) dal terzo anno della vendemmia (2002 e precedenti);
Ai fini della classificazione e della verifica delle denominazioni di cui sopra saranno adottate le denominazioni previste dall’Unione Europea e, in mancanza di queste, le definizioni vigenti stabilite dalla legislazione italiana.
Non sono ammessi al Concorso tutti quei prodotti non ascrivibili ad una delle categoria sopra indicate.
ART. 5 – QUANTITA’. I campioni devono riferirsi a partite di vino imbottigliato la cui consistenza, all’atto del prelievo, sia di almeno:
15 hl per aziende agricole (produttori singoli);
30 hl per i produttori associati e le aziende commerciali e industriali.
ART. 6 – MODALITA’ DI ISCRIZIONE. Le aziende delle regioni di cui all’art. 3 che intendono partecipare al Concorso devono far pervenire all’ERSAC – parco Maria Cristina di Savoia, is. C – 80122 Napoli – entro il 07.11.05, per ogni campione che intendono presentare, domanda di iscrizione secondo modulo allegato, completa in ogni sua parte e firmata dal responsabile dell’azienda.
ART. 7 – PRELIEVO DEI CAMPIONI:
Ogni Azienda può presentare fino a 5 campioni per ogni categoria di cui all’art. 4. I campioni delle Aziende che non si atterranno a tale prescrizione saranno esclusi tutti dal Concorso e tali campioni inviati e non ammessi non saranno restituiti all’Azienda. Tale sanzione sarà adottata anche nei confronti delle Aziende che avranno presentato campioni non conformi alle categorie di cui all’art. 4.
Il prelievo dei campioni dei vini corrispondenti alle domande di iscrizione dovrà essere effettuato da un pubblico ufficiale, per la regione Campania l’ERSAC provvederà a nominare dei prelevatori ufficiali.
I campioni prelevati dovranno essere consegnati anche a mezzo corriere e/o posta, all’indirizzo che sarà comunicato alle aziende in tempo utile, entro 15 giorni prima dell’inizio della manifestazione, secondo le seguenti modalità:
le campionature devono essere formate da n. 6 bottiglie di capacità di litri 0,750 completamente confezionate ed etichettate in conformità alle norme legislative vigenti . Sul cartone di vino deve essere scritto “Campione non commerciale inviato per il Concorso enologico “I Vini Rossi da Uve Autoctone del Sud” ;
il prelevatore redige, per ogni vino, in n. 4 copie, il verbale di prelievo, sottoscritto dallo stesso e dal titolare dell’azienda o da suo delegato, di cui una copia viene rilasciata all’azienda, una copia nella confezione del campione, una copia da inviare all’ERSAC – Servizio Produzione Agricola, una copia per il prelevatore;
il prelevatore provvede a sigillare n. 1 contenitore da 6 bottiglie contenente la campionatura ed il verbale.
L’azienda si impegna a consentire l’accesso nei propri locali al personale preposto ad effettuare il prelievo dei campioni.
ART. 8 – CERTIFICAZIONI. La validità del Concorso è subordinata alla presentazione della seguente documentazione unitamente ad ogni campione prelevato secondo le modalità di cui al precedente articolo:
domanda di partecipazione al Concorso secondo il modello allegato, firmata dal responsabile dell’azienda o suo delegato;
n. 4 etichette e controetichette del vino presentato;
certificato di analisi, rilasciato anche dal laboratorio della cantina, riportante:
titolo alcolometrico a 20°C;
zuccheri riduttori g/l,
acidità totale g/l, espressa in acido tartarico o in acido solforico;
acidità volatile per mille;
anidride solforosa totale;
anidride solforosa libera.
Il certificato deve riportare il nome dell’azienda presentatrice e del vino partecipante con tutte le indicazioni utili all’identificazione del campione.
Inoltre le aziende devono presentare, per i vini appartenenti alle categorie 1) e 2), certificazione di idoneità della CCIAA competente per territorio.
ART. 9 – ANONIMIZZAZIONE CAMPIONI.
Dal momento della ricezione tutti i campioni partecipanti al Concorso sono conservati secondo le norme di buona tecnica enologica.
Un notaio, un pubblico ufficiale o un esperto formalmente incaricato dall’ERSAC assiste a tutte le operazioni inerenti lo svolgimento del Concorso e cura, sotto la propria responsabilità, che i vini sottoposti alla valutazione delle commissioni vengano presentati all’assaggio selettivo in forma rigorosamente anonima. Pertanto i campioni di vino, prima di essere sottoposti all’esame delle commissioni di valutazione, vengono anonimizzati attraverso l’utilizzo di due appositi codici:
il primo attribuito al campione dall’ERSAC, al momento della consegna del medesimo;
il secondo attribuito dal notaio, dal pubblico ufficiale o da un esperto formalmente incaricato dall’ERSAC.
Il notaio o il pubblico ufficiale o l’esperto formalmente incaricato dall’ERSAC, conserva inoltre sotto la sua personale responsabilità, i campioni dei vini dal momento della anonimizzazione alla stesura delle graduatorie e, per l’adempimento delle sue funzioni, può giovarsi della collaborazione di personale di sua fiducia.
A salvaguardia del prestigio delle aziende partecipanti non viene reso noto l’elenco delle medesime, né il punteggio assegnato ai singoli campioni.
ART. 10 – COMMISSIONI DI VALUTAZIONE. Le valutazioni dei campioni vengono effettuate da apposite commissioni nominate dall’ERSAC.
Ogni commissione è composta per pubblico sorteggio ed è costituita da n. 4 enologi, segnalati dall’Associazione Enologi Enotecnici Italiani, e n. 1 giornalista della stampa specializzata.
La giuria opera pubblicamente ed emette giudizi inappellabili
ART. 11 – METODO DI VALUTAZIONE. Le commissioni valutano i campioni in base al metodo “Union Internationale des Oenologues”. Le valutazioni vengono espresse autonomamente da ogni componente. Ogni vino viene valutato da almeno due commissioni diverse. Il punteggio finale di ogni campione è ottenuto dalla media aritmetica dei singoli giudizi numerici, eliminando il punteggio più alto e più basso.
Il notaio o il pubblico ufficiale o l’esperto formalmente incaricato dall’ERSAC, garantisce gli aspetti formali e le modalità operative e al termine dei lavori redige per ogni categoria di vino una graduatoria di merito.
Ciascuna azienda può, per propria documentazione, richiedere e ritirare presso l’Ente, copia dei documenti di valutazione riferiti ai propri vini in Concorso.
ART. 12 – PREMI. I vini di ogni categoria di cui all’art. 4 che ottengono almeno il punteggio di 80 centesimi, secondo il metodo di valutazione “Union Internationale des Oenologues” vengono premiati ex-aequo con “Diploma di Gran Rosso del Sud”. Al vino che in assoluto ottiene il miglior punteggio, purchè raggiunto il minimo di 80/100, indipendentemente dalla categoria di appartenenza, viene attribuito il premio speciale di “DiVino Sud”; l’assegnazione di tale premio esclude automaticamente la possibilità al vino vincitore di concorrere anche per l’attribuzione di altri premi.
Per ciascuna delle 4 categorie previste dall’art. 4, viene assegnato il premio speciale “ Vinum Rubrum di ……….. (Regione di riferimento) – Nunc est bibendum” al vino di ogni regione che consegue il miglior punteggio purchè raggiunto il minimo di 80/100.
Per ogni regione, all’Azienda che ottiene il miglior risultato, calcolato dalla somma dei punteggi più elevati riferiti ai tre migliori vini che abbiano ottenuto almeno il punteggio di 80/100, presentati dalla stessa Azienda, sarà assegnato il premio Speciale “Enos” Detto premio viene attribuito solo a condizione che la regione di appartenenza dell’Azienda abbia partecipato con non meno di 5 aziende.
Le aziende produttrici possono utilizzare quanto risultato dal concorso anche per fini pubblicitari.
I vini selezionati possono essere sottoposti ad esame enochimico e a controlli di verifica in cantina della corrispondenza del tipo e della qualità dichiarata.
Qualora durante questi controlli si verificassero delle anomalie, il vino sarà declassato dandone comunicazione alle competenti autorità.
ART. 13 – PROCLAMAZIONE La proclamazione dei vini selezionati si svolgerà nel corso di una manifestazione appositamente organizzata.
ART. 14 – CONTROVERSIE. Per qualsiasi controversia, il Foro competente è quello di Napoli.
ART. 15 – MODIFICHE DEL REGOLAMENTO. L’ERSAC si riserva il diritto di modificare il presente regolamento, previa autorizzazione del competente Ministero, e le data delle operazioni in qualsiasi momento ciò si rendesse necessario.
ERSAC – LE PROPRIETA’ DEL VINO
Il vino è un alimento ma non un nutrimento. I suoi costituenti, infatti, incidono relativamente poco sull’approvvigionamento di sostanze permanenti all’interno dell’organismo umano:a parte la calorie fornite dalla parte alcolica, l’acqua è presente all’85%, gli zuccheri sono in quantità minima, il ferro non è facilmente assimilabile, le vitamine e i sali minerali non figurano che in minima percentuale. La funzione alimentare del vino viene espletata dai componenti minori che si sviluppano nel corso della fermentazione: queste esigue sostanze svolgono un’azione benefica sull’organismo, stimolando l’appetito, favorendo le secrezioni gastriche, agevolando la digestione dei cibi.
Il vino – specialmente se rosso – contiene antiossidanti e antiradicali liberi, mentre il vino bianco compie un’utile azione antinfiammatoria grazie ad altri componenti: l’effetto benefico del vino, però, diminuisce in maniera inversamente proporzionale al suo consumo, dando il via a una serie di effetti collaterali nocivi e aumentando i rischi che corre l’organismo relativamente all’aterosclerosi e alle malattie coronariche.
Se assunto in piccole quantità giornaliere – pari a 30/40 grammi
di alcool per l’uomo e 20/30grammi per la donna – il vino incrementa la produzione di colesterolo HDL (detto “buono” per la proprietà di pulire le arterie) e inibisce quella di LDL (definito “cattivo” perché occlude le pareti arteriose) e la formazione di calcoli biliari; il discorso cambia drasticamente se si aumenta il consumo quotidiano, anche se il dosaggio ideale varia da individuo a individuo, in relazione all’età, al peso, alla costituzione fisica, al tipo di vita che si conduce, alla sedentarietà. In modo approssimativo, le quantità ideali vengono indicate dai ricercatori in una quantità massima di mezzo litro al giorno per gli uomini e di un terzo di litro per la donna.
LE REGOLE D’ORO PER ACCOSTARE I VINI AI CIBI
Assaporare senza fretta. Fondamentale, per chi conosce i vini, poter disporre di tempo e cognizioni tecniche per degustare varie qualità di vino, cogliendone sfumature di sapore, retrogusto e sentore di aromi: vi sono con delle regole precise da rispettare per pasteggiare i vini, accostandoli ai cibi e creando una sinergia che ne ottimizza le qualità e che vanno tenute ben presenti al momento di organizzare pranzi, cene, ricevimenti, incontri gastronomici.
CRITERI CODIFICATI :
Per valorizzare i due elementi – cibo e bevande – esaltandone vicendevolmente i pregi, esistono delle indicazioni da seguire attentamente. Il primo criterio rispetta la tradizione e abbina i cibi del territorio ai vini locali per sottolineare 1)l’affinità dei profumi e dei sapori; 2) per “contrasto” avviene, invece, l’accostamento di pietanze elaborate a vini frizzanti che ne alleggeriscono il carico di grassi. 3) la“similitudine” prevede che il corpo del vino non sovrasti le strutture della pietanza, per cui un piatto complesso dev’essere accompagnato da un vino ben invecchiato per non diminuirne l’impatto organolettico sul palato: altro sistema, piuttosto diffuso, segue 4) la “concordanza” dei sapori, per cui ad alimenti di impronta dolce non vanno avvicinati vini secchi e aciduli, pena una disarmonia insanabile.
ACCOSTAMENTI CLASSICI:
Gli antipasti vanno serviti con vini bianchi, freschi e secchi, in modo da sfruttare l’acidità del vino per preparare i succhi gastrici e lo stomaco all’arrivo del cibo, minestre e zuppe richiedono vini bianchi amabili per esaltare la propria fluidità, risotti e pastasciutte pretendono vini rossi corposi con sughi a base di carne e funghi, mentre vini rosati o bianchi secchi sono più indicati per sughi a base di pesce e verdure; alla voce “secondi”, gli arrosti esigono vini rossi morbidi di medio corpo per le carni bianche o piuttosto corposi per le carni rosse, i lessi preferiscono l’accostamento con vini rossi leggeri se si tratta di pollame o con vini rossi corposi se si tratta di bovini, mentre umidi e brasati costituiti da selvaggina e cacciagione si abbinano a vini rossi ben invecchiati. Il pesce merita un capitolo a parte, poiché spazia dai vini bianchi e secchi che si accordano con le fritture e le grigliate, ai bianchi molto secchi per i crostacei e i molluschi, per finire ai bianchi più morbidi da sorseggiare con il pesce bollito.
I formaggi vanno assaggiati con vini bianchi leggeri se freschi e cremosi, con vini rossi maturi se stagionati; i dessert vanno esaltati da vini liquorosi se contengono cioccolato, o da spumanti dolci e amabili se costituiti da masse cremose e impasti soffici.
ABBINAMENTI VIETATI:
E’ consuetudine accreditata non servire vini in presenza di pietanze costituite da alimenti acidi (sottaceti, agrumi, piatti in carpione), amari ( ortaggi come i carciofi e verdure come la catalogna); anche ai gelati non va unito alcun tipo di vino a causa del grado di temperatura che rende il palato insensibile, né ai dolci al liquore che vogliono solo superalcolici per accompagnarne la degustazione.
UFFICIO STAMPA ERSAC :LAURA CAICO – CELL: 338/7589944
ISTRUZIONI DEL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE PER LA REDAZIONE DEL PIANO DEI CONTROLLI DEI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE Introduzione. Il presente documento riporta le istruzioni per la redazione del piano di controllo secondo le modalità descritte dallo schema di controllo per i vini a D.O. Per tutte le attività si fa riferimento alla normativa vigente che disciplina i V.Q.P.R.D., in particolare alle seguenti norme: decreto del Presidente della Repubblica n. 162 de1 12 febbraio 1965 (in particolare, l’art. 20: poteri dei prefetti); legge n. 164 del 10 febbraio 1992; decreto n. 256 del 4 giugno 1997; decreto del 29 maggio 2001; decreto di approvazione del disciplinare di produzione. Il piano dovrà prevedere due tipologie di attività, strettamente collegate e conseguenti: a) attività di conoscenza della denominazione, basata sulle seguenti azioni obbligatorie: acquisizione dei dati relativi alla documentazione obbligatoria per gli utilizzatori della Docg/Doc, ivi compresi quelli necessari per la conoscenza dei movimenti interni alla denominazione. Tali dati consentiranno di conoscere in ogni momento la situazione reale della denominazione: vigneto, produzione di uva, giacenze, prodotto imbottigliato. Questa conoscenza permetterà di attuare il controllo di rispondenza quantitativa tra produzione e commercializzazione di ogni singola azienda e dell’intera denominazione. Su questi dati si baseranno inoltre le attività relative alle verifiche di conformità; b) attività di verifica di conformità delle azioni degli utilizzatori della Docg/Doc alle disposizioni dei disciplinari di produzione, esplicate attraverso: verifica della rispondenza quantitativa delle denunce di produzione, delle richieste di certificazione di idoneità (con parere di conformità obbligatorio), delle partite imbottigliate; verifiche ispettive di processo presso le aziende agricole produttrici di uva, presso le aziende di trasformazione delle uve, presso le aziende di imbottigliamento e confezionamento. Tali verifiche sono effettuate annualmente su un campione significativo pari ad un minimo del 25% della produzione rivendicata, con l’eccezione della verifica ispettiva relativa alla resa di uva massima ad ettaro, del 15% (*). Le modalità di controllo sono attuate come segue: ogni anno verranno controllate aziende che rappresentano almeno il 20% produzione complessiva rivendicata nell’anno precedente. (*) La riduzione al 10% della percentuale della produzione rivendicata da controllare ogni anno nel caso delle verifiche relative alla resa di uva massima ad ettaro, è motivata dal breve periodo in cui tale verifica risulta oggettivamente eseguibile in vigneto. Il controllo della resa potenziale è infatti possibile solamente dalla fine del mese di giugno alla vendemmia. Sopralluoghi relativi al 20% della produzione (+5%) comporterebbero per le denominazioni medio/grandi l’utilizzo di un numero elevatissimo di ispettori con costi e modalità organizzative difficilmente sostenibili. Resta inteso che il limite del 10% è da ritenersi minimo, non escludendo, pertanto, la possibilità di percentuali piu’ elevate. A partire dal secondo anno, verranno sorteggiate un numero di aziende già sottoposte a ispezione da riproporre a verifica che rappresentino almeno il 5% della produzione complessiva. Il controllo del 15% sulla resa massima di uva ad ettaro è effettuato sempre a campione. Elementi del piano dei controlli. 1. Soggetti. Devono essere individuati i soggetti effettivamente presenti nella filiera del vino a D.O. controllato, partendo dalla produzione primaria fino al soggetto produttore del prodotto finito certificato e pronto per la commercializzazione. Nel piano andranno riportati solo i soggetti – e quindi le relative righe – effettivamente presenti nella filiera.2. Fase di processo. Per ciascun soggetto precedentemente identificato occorre definire le fasi di processo “controllate” che devono essere adattate alla specifica realtà, prevedendo quelle effettivamente svolte dagli operatori.3. Requisito. Per ciascuna fase di processo precedentemente identificata devono essere “esplicitati” i requisiti minimi che ciascun soggetto deve possedere per poter partecipare al circuito della produzione tutelata. Tali requisiti sono quelli previsti dal disciplinare di produzione in ogni fase del processo produttivo.4. Acquisizione documentazione. Si intende la documentazione relativa al soggetto e alla fase di processo necessaria per verificare i requisiti e svolgere l’attività di controllo.5. Attività di controllo. Per ciascun requisito individuato occorre definire le attività di controllo per le verifiche di conformità.6. Tipo ed entità del controllo. Nello schema si riportano la tipologia del controllo e l’entità minima di esso. La tipologia del controllo è stata sinteticamente raggruppata in tre possibili categorie: un controllo di tipo documentale (indicata nello schema con la lettera D); un controllo di tipo ispettivo esercitato presso il soggetto (indicato con la lettera I), esso puo’ comprendere anche un controllo a campione della documentazione aziendale; un controllo di tipo analitico sul prodotto (indicato con la lettera A).7. Entità del controllo per anno. Per entità del controllo per anno (in %) s’intende la percentuale della produzione rivendicata dalle aziende controllate sul totale della denominazione, con le modalità indicate al punto 1, lettera b); ovviamente le percentuali indicate sono quelle minime, in quanto l’organismo di controllo puo’ effettuare controlli anche su percentuali piu’ elevate.8. Comunicazione del parere di conformità. È la trasmissione dei pareri di conformità derivanti dalle attività di controllo documentale, indispensabili per l’utilizzo della D.O. nelle varie fasi del processo. In particolare le CCIAA non potranno rilasciare le ricevute frazionate per la produzione delle uve a D.O. nè avviare le procedure di prelievo campioni per la certificazione di idoneità alla D.O. delle partite di vino senza il parere positivo di conformità del consorzio. Allo stesso modo le aziende imbottigliatrici non potranno procedere all’imbottigliamento senza il parere positivo di conformità (e il ricevimento dei contrassegni identificativi per le D.O.).9. Documentazione comunicata al MIPAF. In questa colonna sono riportati i documenti che, prodotti dall’organismo in seguito all’attività di controllo, devono essere comunicati al MIPAF secondo le modalità previste dal decreto ministeriale 29 maggio 2001.10. Non conformità. È l’elencazione delle non conformità possibili per ciascun requisito individuato. Lo schema prevede alcune ipotesi minime ed altre da esplicitare evidenziate con la dicitura “di vario tipo”.Ogni eventuale modifica “riduttiva” va opportunamente giustificata.11. Gravità della non conformità. Per ogni non conformità identificata specificare se lieve o grave. Per non conformità lieve s’intende la irregolarità che non ingenera presupposti di non conformità per la materia e per il prodotto, risolvibile con azioni correttive. Per non conformità grave si intendono le irregolarità che ingenerano presupposti di non conformità per la materia prima e per il prodotto ed irregolarità già considerate lievi, ma non risolte con azioni correttive. Nello schema viene riportata l’indicazione “grave” quale conseguenza del non soddisfacimento del requisito. Ogni eventuale modifica “riduttiva” va opportunamente giustificata.12. Trattamento della non conformità. Di fatto, si intende la comunicazione entro quindici giorni agli organi competenti (regione, CCIAA, ICRF, a seconda del caso) della non conformità riscontrata nelle attività di controllo.13. Azione correttiva. Per azione correttiva s’intende l’insieme delle azioni intraprese al fine di eliminare le cause di non conformità esistenti o potenziali. Nella colonna devono quindi essere specificati (quando la casella è evidenziata con la dicitura “di vario tipo”) gli interventi da adottare, che a titolo esemplificativo ma non esaustivo di seguito si riportano: a) intensificazione temporanea delle verifiche ispettive; b) intensificazione temporanea dei controlli analitici; c) intensificazione temporanea dei controlli documentali; d) informazioni tecniche e legislative. Inoltre, l’organismo deve provvedere ad elaborare ed adottare specifiche procedure per la gestione dei casi di reiterazione della medesima non conformità. PROSPETTO TARIFFARIO 1. Modalità e tempi dei pagamenti. Il pagamento sarà effettuato direttamente al consorzio o all’organismo incaricato da parte degli utilizzatori della denominazione: produttori di uve, vinificatori, imbottigliatori, per ognuna delle funzioni svolte. La fatturazione potrà avere cadenza trimestrale, quadrimestrale, semestrale o annuale con scelta del consorzio proponente approvata dall’assemblea dei soci, o dell’organismo incaricato e sarà effettuata per i produttori d’uva sui quantitativi rivendicati a D.O., per i vinificatori sui quantitativi di prodotto per i quali viene richiesta la certificazione di idoneità per la Docg/Doc e per gli imbottigliatori sui quantitativi di prodotto imbottigliato. Gli utilizzatori della denominazione dovranno aver assolto ai propri obblighi nei confronti del consorzio o dell’organismo incaricato per la sua attività di controllo, al fine di poter ottenere rispettivamente il rilascio delle ricevute frazionate (viticoltori), delle certificazioni di idoneità (trasformatori) e del parere di conformità (imbottigliatori).2. Gli importi. Le tariffe per ognuna delle funzioni svolte dovranno essere comprese tra i seguenti valori: minimo massimo
Viticoltori… euro 0,21 x q/uva euro 1,55 x q/uva
Vinificatori…. euro 0,30 x hl/vino euro 2,20 x hl/vino
Imbottigliatori…. euro 0,30 x hl/vino euro 2,20 x hl/vino
Tuttavia, in caso di piccoli livelli produttivi, per ognuna delle predette funzioni svolte, è previsto a carico dei soggetti interessati il pagamento di una franchigia di euro 25. Le tariffe verranno aggiornate, ove se ne ravvisi la necessità, con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali, previo conforme parere delle competenti regioni.
Laura Caico


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