Confagricoltura Campania accusa Governo e Parlamento: Niente regolarizzazione del debito previdenziale agricolo:
Il presidente Pietro Micillo: “I danni per lo sviluppo del sud saranno gravissimi, continua la mobilitazione generale. ”
Napoli, 5 gennaio 2006 – Dopo molte, vane, promesse, ed il mancato inserimento delle misure necessarie nella finanziaria, neppure nel tanto atteso “decreto mille proroghe” di fine anno è stato inserito dal Governo un provvedimento per la regolarizzazione del debito previdenziale degli agricoltori italiani. Una vera beffa per l’intero mondo agricolo contro la quale si scaglia il presidente di Confagricoltura Campania, Pietro Micillo.
“Gli agricoltori del sud pagano un prezzo altissimo rispetto al resto del Paese per via di questa scelta scellerata. – afferma Micillo – Lo scandalo delle “cartelle pazze”, piene di errori, inviate agli agricoltori da una società privata per contro dell’Inps, è quindi ancora lontana dal concludersi, con tutti i danni che la vicenda comporta per gli imprenditori. Sarà impossibile, in questo modo, utilizzare i finanziamenti europei per i nuovi investimenti, in quanto è condizione indispensabile per presentare le domande il poter dimostrare di non avere pendenze con l’Inps.”
“Non abbiamo ottenuto neppure risposte sul fronte della riforma previdenziale: oltre al passato, bisogna pensare anche al futuro, riducendo l’ammontare dei contributi previdenziali che le imprese devono pagare e che sono tra i più alti d’Europa.” “L’agricoltura del mezzogiorno agricolo, nonostante tutta l’occupazione e lo sviluppo che garantisce, viene presa in giro ancora una volta. E’ chiaro che il Governo ha abdicato alla sua responsabilità di assumere un provvedimento,più volte promesso, a favore di migliaia di imprese agricole . Evidentemente,la questione della mancanza di copertura finanziaria rappresenta un alibi per nascondere l’assenza di intese e di concertazione in seno all’Esecutivo.”“Da mesi siamo in mobilitazione permanente. E’ ora che anche i parlamentari campani, di entrambi gli schieramenti, prendano coscienza del problema per tutelare al meglio gli interessi di chi li ha eletti, gli stessi davanti ai quali si ripresenteranno nei prossimi mesi per chiedere il voto. Quanto accaduto rischia di arrecare danni gravissimi all’economia meridionale. Prevedo un futuro molto difficile: ho paura che la nostra agricoltura, già allo stremo a causa dell’allargamento della forbice costi-ricavi, possa ricevere il definitivo colpo di grazia.”
Michele M. Ippolito (Responsabile comunicazione Confagricoltura Campania) – 3403008340


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