Casertavecchia, Settembre al borgo(29/8-11/9). Ecco le istruzioni per l’uso
Tra le righe del Settembre al Borgo. E proprio in senso letterale. Leggendo il programma pieghevole e anche locandina e manifesto diffusi dall’organizzazione, si ricevono una serie di importanti informazioni. «Nel segno della trasparenza» sottolinea il produttore esecutivo della manifestazione, Casimiro Lieto. «Abbiamo voluto mettere in chiaro subito alcune cose per evitare inconvenienti, diciamo così, in corso d’opera. L’esperienza fatta nel corso di questi anni (nove per Lieto a Casertavecchia) ci ha insegnato molte cose». Tra le informazioni contenute in coda al programma della manifestazione, dove, peraltro, si riscontra un grave errore di ortografia, quelli che i maestri di una volta segnavano con la matita blu, una «e» congiunzione con l’accento («Per carità non ne parliamo. Mette il dito nella piaga. Quell’errore, ovviamente di trascrizione, sfuggito anche al momento della correzione delle bozze, è stato già motivo di accesa discussione tra me e il grafico che cura la pubblicazione dei programmi» è lo sfogo di Lieto), c’è più di una indicazione da spiegare. Prima di tutto il divieto di ingresso ai minori di 12 anni. Perché questo limite? «La clausola nasce dalla necessità di tutelare i diritti degli artisti ad esibirsi senza che la loro performance sia disturbata dal pianto, dai rumori e dagli schiamazzi di bambini infastiditi e annoiati da spettacoli per loro incomprensibili, e degli stessi spettatori cui dobbiamo garantire la qualità dell’ascolto e la tranquillità. Negli anni passati – spiega Lieto – è capitato, infatti, di vedere arrivare agli spettacoli genitori “accompagnati da bambini” anche molto piccoli e persino nei carrozzini, un malvezzo che non si verifica in nessun altro teatro. Da qui la scelta del limite di 12 anni: a questa età i bambini sono in grado di capire gli spettacoli e di seguire le indicazione e i suggerimenti dei genitori». Poi c’è la precisazione relativa ad eventuali rimborsi del costo del biglietto. Non sono previsti rimborsi, si legge nel pieghevole, se il programma e gli orari degli spettacoli dovessero subire cambiamenti, né se dovesse piovere a spettacolo iniziato. «Qui vanno ulteriormente precisate alcune cose: se lo spettacolo, per motivi diversi, dovesse essere cancellato, il biglietto viene correttamente rimborsato. Ciò non avverrà, invece, se lo spettacolo dovesse subire modifiche nell’orario, per esempio cominciare con un’ora di ritardo, o essere spostato in altra data» sottolinea Lieto. «In caso di pioggia, il biglietto non verrà rimborsato se lo spettacolo è già in corso mentre è possibile il rimborso se lo spettacolo, a causa del maltempo, non può proprio cominciare».
Clausole che costituiscono una sorta di codice? «Proprio così. In effetti manca un regolamento e un codice per lo spettatore e gli spettacoli. Per queste cose si fa riferimento al codice civile. Una carenza, cui noi come organizzazione abbiamo cercato di ovviare». Riflessioni e considerazione che portano Lieto a formulare una proposta. «Perché non promuoviamo un forum, proprio a partire da Casertavecchia e dal suo Festival, che porti alla formulazione di una Carta dei diritti dello spettatore? Ci sono regolamenti e codici che tutelano qualsiasi categoria. Allora forse è giunto il momento per cominciare a lavorare anche intorno a questa ipotesi». (Lidia Liberto, Il Mattino)

Categorie: Eventi

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