Il Comune di Bacoli, affiancato dalla Regione Campania, ha inviato richiesta di nullità per l’atto che 20 anni fa faceva passare al demanio statale la proprietà del Castello di Baia, tra i monumenti-gioiello della zona flegrea, sede di un museo dei reperti archeologici trovati in mare, e fino ad oggi sede anche della Soprintendenza archeologica che proprio per quest’anno ha ottenuto un altri milioni di euro per la campagna di scavi sottomartini ma anche per recuperare altre parti dell’enorme castello. Un vizio formale alla base della rivendicazione che ha tutti i requisiti per far tornare al Comune di Bacoli la proprietà del maniero. Ma si sa che anche lo Stato è deciso a cedere il castello alla Regione, che poi dovrebbe girarlo al Comune di Bacoli, il cui sindaco, Vincenzo Coppola, vorrebbe che il maniero potesse aprirsi alla fruibilità dei suoi concittadini. La contesa è appena all’inizio e da una parte e dall’altra non mancheranno colpi a sorpresa. Per ora è il Comune che conduce la partita con l’impugnazione del verbale di consegna. Poi si vedrà. Intanto la Regione ha rotto gli indugi ed è intervenuta nella faccenda del sito preistorico di Nola, acquisendo al patrimonio regionale i siti archeologici dell’età del bronzo antico ritrovati nella località Croce a Nola; è tutto il complesso collinare di Montesano, la Vigna e la Starza nel Comune di San paolo Belsito dove si trovano insediamenti sepolti da una eruzione avvenuta circa 3500 anni fa. Si farà un parco archeologico e verrà inserito tra gli itinerari culturali dei progetti integrati del Por 2000-6, denominato Valle dell’Antico Clanis-Antica terra dei miti e degli dei. Stanziamento già approvato per oltre 13 milioni di euro. Non resta che mettersi all’opera.


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