Noi, contadine e contadini d’Europa, oggi minacciati di sparizione a causa della Politica Agricola Comune attuale dell’Unione Europea allargata;
Noi, cittadine e cittadini europei, vittime, come consumatori e contribuenti, dei danni di questa politica dal punto di vista della qualità dei prodotti (industrializzazione della produzione agricola), dell’ambiente e del benessere degli animali (allevamento industriale), dell’impiego e del mondo rurale (volontà dell’Unione Europea di diminuire fortemente il numero di aziende e concentrazione della produzione agricola in certe regioni), del finanziamento (stanziamento agricolo europeo ripartito ingiustamente fra aziende, settori, paesi);
Noi, contadine e contadini degli Stati Uniti, vittime di una politica agricola simile, volta come quella dell’Unione Europea, nella corsa al dumping (concorrenza sleale) (la politica agricola degli USA non fissa dei prezzi minimi, i prezzi sono a terra, mancando una regolazione della produzione. Abbiamo bisogno di un programma di regolazione della produzione con prezzi agricoli rapportati ai costi di produzione per sostituire il sistema attuale che ci costringe a seminare ogni centimetro quadrato a mais o soia per nutrire a basso costo i nostri allevamenti);
Noi, contadine e contadini dell’Africa, dell’America Latina e dell’Asia, impediti di produrre la nostra alimentazione a causa di importazioni a basso prezzo provenienti dall’Unione Europea o dagli Stati Uniti (USA) e primo gruppo sociale a soffrire la fame, la povertà e l’emigrazione forzata,
Noi, contadine e contadini del pianeta, presi in giro con sovrapproduzioni incoraggiate per far cadere i prezzi agricoli, danneggiati dai livelli di prezzi mantenuti artificialmente molto bassi sui mercati internazionali e vittime della mancanza di regole dei mercati, oggi in funzione degli interessi delle ditte transnazionali, dichiariamo che la PAC attuale è delegittimata sul piano europeo ed internazionale distrugge l’impiego nel mondo rurale è da rifondare sulla base dei bisogni e delle attese delle contadine/contadini e delle cittadine/cittadini (e non su quella della grande distribuzione e dell’agroindustria, dichiariamo che un’altra politica agricola europea è possibile, dichiariamo che assieme, le contadine/i contadini e le cittadine/i cittadini potranno costringere i loro governi a cambiare di politica agricola, dichiariamo lanciare oggi una campagna europea ed internazionale con questo scopo, Salviamo i contadini e le contadine, Salviamo la nostra alimentazione
Salviamo i nostri paesaggi, Salviamo il pianeta, Perché occorre urgentemente cambiare la Politica Agricola Comune (PAC) ?
Il fallimento dei negoziati dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) a Cancun nel settembre 2003 ha messo in luce il vicolo cieco nel quale s’è infilata l’Unione Europea nell’intento di riformare la propria politica agricola. La PAC ha bisogno di ritrovare credibilità e legittimità internazionale. D’altronde, con la fine della clausola di pace all’OMC, l’UE probabilmente dovrà far fronte ad una serie di denuncie, che l’obbligheranno a rivedere la riforma della PAC, concepita anzitutto per i negoziati all’OMC. La PAC adottata nel giugno 2003, seguita dalla riforma riguardante alcuni prodotti mediterranei in aprile 2004, contrariamente alle dichiarazioni delle Istituzioni Europee, non rimette in causa né il produttivismo, né il dumping dell’UE. L’Unione Europea e gli Stati Uniti hanno semplicemente spostato la loro forma di sostegno all’esportazione a basso prezzo, sostituendo gli aiuti all’esportazione con pagamenti diretti disaccoppiati dalla produzione (“scatola verde” dell’OMC).Il risultato (l’obiettivo) è chiaro: approvvigionamento a basso prezzo per l’industria agro-alimentare e la grande distribuzione, forte calo del numero di contadini e contadine in Europa, impiego sovente di bassa qualità per i salariati delle aziende agricole, esportazione di eccedenze a basso prezzo nei paesi terzi, ciò che rovina le loro economie agricole locali. Abbandonando i vari milioni di piccole aziende agricole dell’Europa Centrale, questa PAC brutale non vi porta alcuna prospettiva economica e sociale. Senza confessarlo, l’UE prepara una delocalizzazione importante della produzione agricola in altri continenti per le aziende agro-alimentari europee: il processo è già iniziato. Cambiamo le sue priorità:
Applichiamo all’Unione Europea il principio di sovranità alimentare* per fare una PAC legittima, durevole e solidale. Occorre quindi: sviluppare un’agricoltura contadina in Europa che dia priorità all’approvvigionamento del mercato interno europeo, riconoscere e conservare il lavoro contadino grazie a prezzi agricoli legati ai costi di produzione, controllare l’offerta dei prodotti agricoli, sviluppare metodi di produzione sostenibili socialmente ed ambientalmente, recuperare una migliore autonomia europea nell’alimentazione del bestiame, in particolare nei riguardi delle proteine vegetali e delle oleaginose, fornire prodotti di qualità e sicuri, favorire i mercati regionali e la trasformazione locale dei prodotti, sviluppare un mondo rurale vivo appoggiandosi su un tessuto di piccole e medie aziende agricole: i contadini vogliono “dei vicini piuttosto che degli ettari” su tutto il territorio dell’UE, comprese le zone sfavorite (zone di montagna o altre), dare la priorità all’insediamento di giovani contadine e contadini, sostituire alla concorrenza la solidarietà come principio economico e sociale dell’UE a 25, negoziare nuove regole per un commercio internazionale senza alcuna forma di dumping. Le sottoscritte organizzazioni fanno appello alle organizzazioni contadine del Nord e del Sud oltre che alle altre organizzazioni della società civile a condurre assieme questa campagna già da ora per costringere i nostri governi e le nostre istanze internazionali a cambiare la politica agricola dell’Unione Europea e a cominciare politiche agricole e commerciali solidali * “La sovranità alimentare afferma il DIRITTO delle popolazioni, dei loro paesi o Unioni a definire la loro politica agricola ed alimentare, senza dumping nei confronti dei paesi terzi”. (Via Campesina)
Primi firmatari
CPE* Coordination Paysanne Européenne: Belgique FUJA-Front Uni des Jeunes Agriculteurs,VAC-Vlaams Agrarisch Centrum, MAP- Mouvement d’Action Paysanne. Deutschland ABL-Arbeits-gemeinschaft bäuerliche Landwirtschaft, BDM-Bundesverband Deutscher Milchviehhalter Estado Español SLG- Sindicato Labrego Galego, EHNE- Euskal Herriko Nekazarien Elkartasuna, UAGR-Union de Agricultores y Ganaderos de Rioja, Plataforma Rural- France CONFédération Paysanne, MODEF-Confédération Nationale des Syndicats d’Exploitants Familiaux- Italia ARI-Associazione Rurale Italiana, Foro Contadino- Luxemburg FLB-Fräie Lëtzebuerger Baureverband- Nederland- KLB-Kritisch Landbouw-beraad- Norge NBS-Norske Bonde og Smabrukarlag- Österreich-ÖBV-Österreichische Bergbauernvereinigung- Portugal -CNA-Confederação Nacional da Agricultura- Suisse- Uniterre, VKMB-Vereinigung zum Schutz der kleinen und mittleren Bauern- Sverige- Nordbruk- United Kingdom -FFA- Family Farmers’ Association- Magyar-MAGOSZ-Magyar Gazdakörök Es Gazdaszövetkezetek Szövetsege- Malta- ATB-Assocjazzjoni Tal-Bdiewa Europe-MIJARC-Mouvement International de Jeunesse Agricole et rurale catholique.
COAG* Coordinadora de Organizaciones de Agricultores y Ganaderos (España)
SOC* Sindicato de Obreros del Campo (Andalucia- España)
NFFC* National Family Farm Coalition (United States)
FSPI* Federation of Peasant Union of Indonesia
MST* Movimiento Sem Terra (Brasil)
VIA CAMPESINA
ROPPA Réseau des Organisations Paysannes et des Producteurs de l’Afrique de l’Ouest
Platform ABC (Nederland): NMV-Dutch Dairyfarmers Union, NAJK-Dutch Agrarian Youngsters, NAV-Dutch
Arable farmers Union, WLA-Workinggroup on Agriculture and poverty, Point of
support for National Female Farmers Concerns, Foundation Hands off milkleasing,
KLB- Critical Agriculture Council, Association on Organic Agriculture and
Nutrition.
* = member of Via Campesina


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