A Sarno le zone a rischio tornano normali. Casalnuovo avanza una proposta di mediazione per il Cdr di Acerra.
E’ stata ridisegnata la linea rossa nelle zone alluvionate di Sarno. Molte zone cosiddette a rischio idrogeologico, come Episcopio e San Vito-Sant’Eramo, saranno liberate, cioè usciranno dalal zona rossa. La struttura commissariale, che si è avvalsa della collaborazione di un comitato scientifico costituito da sei esperti, ha provveduto alla nuova perimetrazione delle aree colpite dai tragici eventi del 5 maggio ’98 tenendo conto delle opere di messa in sicurezza realizzate e di quelle da realizzare. Resteranno aree a rischio soltanto le zone a monte dei centri abitati così come verrà rivisto anche il piano di emergenza in caso di evacuazione. L’arretramento della linea rossa riguarda anche gli altri comuni alluvionati. Prima dell’approvazione definitiva, perché per adesso si tratta soltanto di una bozza, bisognerà attendere il parere della Commissione Nazionale Grandi Rischi sulla base dell’ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri , la numero 3335 del 23 gennaio 2004. Il subcommissario Versace ha dichiarato, poi, che una delle opere più importanti di messa in sicurezza riguarda la vasca di Episcopio, che comprende una grande area di espansione di 176mila metri cubi e interventi di contenimento laterali che indirizzeranno eventuali colate di fango verso la zona di espansione. Un’opera che garantirà la massima sicurezza alle famiglie che hanno deciso di continuare a vivere a Episcopio. Un’opera che però non ha mancato di sollevare critiche e polemiche, per il tempo che s’è perso e per la frammentarietà degli interventi.
Si cerca la via della mediazione per il termovalorizzatore di Acerra.Un tavolo interistituzionale che veda la partecipazione non soltanto del Comune di Acerra ma anche di quelli vicini, e la chiusura del cantiere in attesa della nuova valutazione di impatto ambientale. È la soluzione proposta dal sindaco di Casalnuovo, Antonio Peluso, in una lettera inviata al commissario straordinario Catenacci, al Comune di Acerra, alla Regione e ai sindaci di Pomigliano, Afragola, Caivano, Maddaloni, San Felice a Cancello, Nola, Marigliano e Brusciano.Nella lettera si legge che “Un tavolo concertativo potrebbe senz’altro recuperare consensi all’iniziativa, soprattutto se dovesse essere dimostrato – come da più parti si afferma – che il termovalorizzatore è necessario, compatibile e rispetta le normative”. Immediata la risposta del sindaco di Acerra che ritiene positiva la proposta del sindaco di Casalnuovo ma è dell’avviso che il tavolo va allargato a quei comuni che si sono resi disponibili a ricevere l’inceneritore, in primis Napoli. E così, mentre continuano i lavori sui suoli dove dovrà nascere il termovalorizzatore, si cerca una via di mezzo per far inghiottire una pillola che da amara potrebbe diventare dolce…


0 commenti

Lascia un commento

Segnaposto per l'avatar

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.