SALVO D’ACQUISTO,UN EROE DA SANTIFICARE – Una beatificazione richiesta a gran voce. Si intensificano le manifestazioni per onorare la figura indimenticabile di Salvo D’Acquisto, il brigadiere napoletano che scelse di sacrificare la propria giovane vita per opporsi al piano criminoso delle sentinelle naziste del Terzo Reich di stanza a Torre di Palidoro: in seguito all’esplosione fortuita di un ordigno, nel corso di una perquisizione, infatti, alcuni soldati tedeschi rimasero uccisi e scattò la caccia ai presunti attentatori partigiani. Non trovando nessun colpevole, la rappresaglia nazista coinvolse ventidue civili che vennero arrestati e costretti a scavare la fossa nella quale seppellirli, dopo averli trucidati; in questa drammatica situazione – constatata l’impossibilità di far desistere i feroci soldati dall’eccidio programmato in assenza di un colpevole certo – il vicebrigadiere D’Acquisto si autoaccusò dell’esplosione, strappando ventidue esistenze innocenti alla furia distruttiva e sanguinaria che ha segnato tragicamente le pagine della Storia del Novecento con le stragi similari delle Fosse Ardeatine, Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema. L’estrema prova di abnegazione con cui l’appena ventitreenne carabiniere immolò la sua vita per salvarne tante altre è scolpita a lettere di fuoco nella memoria collettiva e richiede un riconoscimento di ordine morale superiore, la beatificazione appunto. Del giovane meridionale che “morì come i re non seppero morire” come scrisse lo storico Giorgio Pisanò, oggi tutti si interessano e approvano il procedimento che lo dichiarerà Santo: molti “contributi” spontanei per onorarne la memoria provengono proprio dall’Arma dei Carabinieri, che già ha intitolato alla sua memoria l’Associazione Nazionale dei Carabinieri, presieduta a Napoli dal cavalier Fazio, che assiste gli appartenenti all’Arma e le loro famiglie, concedendo borse di studio ai giovani che si distinguono nel mondo scolastico e promuovendo interessanti iniziative a loro sostegno. A Salvo D’Acquisto è dedicato l’Oratorio con musica e testi di Antonio Pappalardo, Capo di Stato Maggiore della Divisione Unità Specializzata della capitale, rappresentato in prima nazionale nella Basilica di Santa Chiara a Napoli dove riposa la salma dell’eroico carabiniere ; l’opera eseguita dal Coro e dall’Orchestra del Conservatorio di Santa Cecilia diretto dal Maestro Ernesto Gordini, si è avvalsa della partecipazione per le parti recitate di Mariano Rigillo e Lina Sastri e per le parti cantate di Sal da Vinci – al suo debutto come tenore – del soprano Ornella Pratesi, del contralto Yana Mrazova, del basso Massimo Pizzirani, della voce naturale di Brunella Selo, della voce moderna di Emanuela Loffredo e della fisarmonica di Marco Lo Russo. Il concerto- evento nominato “Il Soffio di Dio” illustra con efficacia il tormento dell’anima di Salvo d’Acquisto alle prese con i pensieri difficili che precedono il suo sacrificio, rivisitando i momenti salienti del suo breve passato e concentrandosi su 5 punti focali della sua giovane esistenza: la Madre, la Patria, la Vita, la Torre di Palidoro, dove si consuma il dramma finale e la Croce di Cristo..Nel corso della rappresentazione viene data lettura della commovente poesia “Lettera a Salvo d’Acquisto” composta da Rosita Orza Palazzo, moglie del generale di Corpo d’Armata Sabato Palazzo, Comandante Interregionale “Ogaden” che suscita grandi consensi, alla pari dell’Inno “Angeli di Nassyria” musicato ed interpretato dal bravissimo Maestro Gino Serretta su testi della signora Orza Palazzo, eseguito al termine della cerimonia: due opere della coinvolgente e dotata compositrice, molto vicina all’Arma e agli eventi che ne contrassegnano l’iter, che è anche autrice di un eccezionale libro-verità di prossima pubblicazione sulle vittime della Benemerita in Iraq. La Storia dei Carabinieri è densa di episodi rilevanti e saperli descrivere con accenti accorati – come fa Rosita Palazzo con umanità e sensibilità materna – serve ad avvicinare ancor più l’anima popolare ai Valori dell’Onore, del Dovere, della Dignità , della Lealtà che permeano la vita e la carriera di chi vi appartiene: solo così la portata dei sacrifici umani che ancor oggi l’Arma tributa al servizio dello Stato può trovare la giusta collocazione nella coscienza di tutti e rafforzare l’attaccamento alla Nazione e alla bandiera tricolore che ci dichiara fratelli ma che costa, talvolta, a chi ne difende la sicurezza un prezzo troppo grande e definitivo. Laura Caico


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