FILM IN CONCORSO
Maria Full of Grace, di Joshua Marston
Sezione Y-Generation ( 15-19anni )
Martedì 20 luglio, Cinema Valle, ore 10.00
“Il dramma di una ragazza colombiana coinvolta per bisogno nel traffico di stupefacenti”
Maria Full of Grace racconta la toccante storia di una, di mille ragazze della Colombia dal futuro incerto, i cui sogni vengono dirottati su binari morti di esistenze spesso condannate a un tragico epilogo. Questa, però, è anche l’avventura di uno spirito coraggioso, a cui grazia e virtù concedono una seconda chance, una rara, ma ancora possibile, via di scampo.
Vincitore del Dramatic Audience Award al Sundance Film Festival 2004 e di ben due premi al Festival di Berlino, il lungometraggio d’esordio del regista Joshua Marston racconta la storia di Maria, giovane colombiana che lascia la sua famiglia a causa di una serie di infelici eventi: una gravidanza inattesa e insostenibile, viste le scarse risorse economiche, e l’improvvisa perdita del lavoro in una piantagione di rose. La ragazza, a soli diciassette anni, fugge, con quel minimo di coraggio che le rimane, verso la città, ultima spiaggia e unica meta per un’umanità schiacciata dalla miseria. Nell’estenuante lotta per la sopravvivenza, Maria non può sottrarsi al suo destino e finisce col diventare un “mule”, cioè un contenitore umano per il traffico di droga tra Colombia e America. La sua fiera determinazione la spinge verso scelte difficili ma indispensabili: per riscattarsi da una vita non scelta, il prezzo da pagare è un prematuro e repentino ingresso nell’età adulta.
Joshua Marston, prima di intraprendere la carriera cinematografica, ha lavorato per la rivista “Life” e per la ABC News, ha realizzato diversi cortometraggi prima del suo debutto con Maria Full of Grace, distribuito in Italia dall’Istituto Luce. La sua passione per il cinema nasce dall’interesse antropologico che nutre nei confronti delle persone e della vita, e rappresenta la linfa vitale dell’ispirazione, offrendo sempre nuovi spunti per infinite storie, ambientate negli sterminati paesaggi dell’anima. Il film in concorso, infatti, nasce dall’incontro fortuito dello stesso Marston con una donna che ha vissuto sulla propria pelle il dramma di Maria, ma con un finale meno consolatorio.
The Miracle of Bern, di Sönke Wortmann
Sezione Free to Fly ( 12-14 anni )
Martedì 20 luglio, Sala Truffaut, ore 14.30
“Attraverso la passione calcistica, un ragazzo tedesco salva il padre dai devastanti effetti della guerra”
È il 1954: la guerra è finita e la Russia rimanda a casa i prigionieri. Tra essi, il padre del giovane Matthias, che, in sua assenza, si è naturalmente costruito, in un paesino della Germania dell’Ovest, un certo equilibrio con i fratelli e la mamma, ma soprattutto con l’aiuto di un padre putativo, un allenatore con cui condivide la passione per il pallone. Richard, il padre, porta però i segni degli orrori vissuti durante il conflitto e sembra non riuscire a reinserirsi in un mondo così profondamente e positivamente cambiato. Il film pone l’accento sulla capacità di rigenerarsi dell’adolescenza. Il protagonista, nonostante tutto, riesce a crearsi un nuovo mondo di aspettative che riuscirà a relegare nell’oblio l’amarezza e l’angoscia scaturenti da quella guerra. Una situazione del genere è decisamente destabilizzante ad ogni livello, impone una dura presa di coscienza e un riequilibrio dei valori fondamentali, che spesso non è un percorso accessibile a tutti. Matthias ce la fa grazie a un incontro fortunato, quello con il suo allenatore, grazie a una passione sentita e autentica, quella per il calcio, e grazie al desiderio di recuperare una normalità dovuta, che, invece, la inutile cruenza del suo passato recente gli ha sottratto. È un film ricco di speranza, perché suggerisce la possibilità della salvezza per il protagonista, ma anche per il padre, che, nella scia di suo figlio, potrà dimenticare il suo disagio emotivo guardando la vita in una prospettiva che a volte è negata al mondo degli adulti. Il regista del film è il tedesco Sönke Wortmann, già calciatore professionista e autore di altri film di successo tra cui Tutti lo vogliono, uscito anche in Italia. The Miracle of Bern è il suo atto di denuncia contro l’idea stessa della guerra, ma anche il suo omaggio a una passione, il calcio, celebrata attraverso una mitica vittoria che tutti i tedeschi ricordano, quella dei Mondiali di Calcio del 1954.
4th Floor, di Antonio Mercero
Sezione Free to Fly ( 12-14 anni )
Martedì 20 luglio, Sala Truffaut, ore 10.00
“Sorrisi e lacrime tra le anguste pareti di un ospedale per malati di cancro”
Un gruppo di ragazzi, tutti intorno ai quindici anni, si ritrovano a condividere l’angusto microcosmo del reparto ortopedico di un ospedale, legati da una comune e tragica malattia: il cancro. Miguel Ángel, Izan, Dani e Jorge, però, non sono disposti a giocare il ruolo di vittime: la partita con la vita è appena cominciata e il loro entusiasmo e la loro forza di volontà sono l’ottimistica risposta al modo in cui il destino li ha trattati. Al di là della scelta comune di combattere la malattia, però, ognuno di loro ha un carattere diverso e reagisce in maniera differente alla sua particolare situazione: Miguel Angel non riesce ad accettare l’impossibilità di essere autosufficiente, Jorge vive nel terrore di una diagnosi sfavorevole, Izan è legato ai suoi indimenticabili ricordi di “normalità”, Dani incontra per la prima volta l’amore. L’eccezionale bravura del regista Antonio Mercero sta proprio nell’essere riuscito a sviluppare la storia su due piani paralleli, quello commovente e realistico da una parte e quello, invece, leggero e trasognato dall’altra: un equilibrio perfetto tra commedia e dramma.
Il film è già stato presentato in molte vetrine illustri come il 28° Cleveland International Film festival, il 13° Philadelphia Film Festival, il Festival del Cinema di Malaga, dove ha ricevuto una menzione speciale e, ancora, il Festival di Montréal, dove ha conquistato altri due premi. 4th Floor è basato sul racconto autobiografico, scritto per il teatro, di Albert Espinosa, che è anche il co-produttore del film. Il protagonista, il giovane Juan José Ballista, è un volto noto del cinema spagnolo, ed è l’attore più giovane a vincere l’Oscar spagnolo, il Goya, come miglior esordiente per il suo film di esordio, El Bola.
Mercero non hai mai abbandonato il suo lavoro per la tv. Planta 4ª, questo il titolo originale, è la sua ultima opera cinematografica. Tra i suoi lavori precedenti ricordiamo La Guerra de papa (1977), Esperame en el cielo (1987), La Hora de los valientes (1998).
Raining Cats and Frogs, di Jacques-Rémy Girerd
Sezione Kidz ( 6-9anni )
Martedì 20 luglio, Cinema Valle, ore 18.00
“Dalla Francia una nuova Arca di Noé a cartoni animati,
per ricordare l’importanza del rispetto e della fratellanza”
Raining Cats and Frogs è una favola, ma il mondo rappresentato nel film è costantemente confrontato con il potere degli elementi naturali, che ispirano le stesse paure in tutti noi , come quelle di essere trascinati via, di essere sommersi o di perdere quelli che ci sono vicini, a causa di forze che trascendono le nostre possibilità di difesa.
Il contadino Ferdinand è l’unico a credere alla profezia delle ranocchie che presagisce un imminente diluvio che sommergerà la terra. Dopo quaranta giorni e quaranta notti, l’arca creata dal saggio Ferdinand sarà l’ultimo baluardo di vita sulla terra, ospitando tutte le creature che il contadino è riuscito a salvare. Ben presto le inevitabili esigenze primarie, come nutrirsi e far convivere le diverse priorità, creeranno un clima teso e difficile, aggravato dall’azione malefica di un essere infimo intenzionato a seminare zizzania. Saranno proprio i piccoli superstiti con la loro sensibilità ad indicare la strada per una pacifica convivenza. L’arca rappresenta la Terra concentrata in un piccolo punto. Il più piccolo evento ha grosse ripercussioni sull’arca e quindi sull’intero pianeta, e questa immagine ci ha permesso di creare qualcosa di molto potente e ricco, sulla base di un concetto molto semplice”, questo il commento del regista e co-sceneggiatore.
Raining Cats and Frogs, distribuito anche in Italia, è il primo lungometraggio d’animazione realizzato interamente in Francia da circa venti anni a questa parte.
La precedente pellicola del regista Jacques-Rémy Girerd, Le Petit cirque de toutes les couleurs ha vinto un César nel 1988, mentre il suo ultimo film, Charlie’s Christmas (Il Natale di Charlie) ha conquistato il plauso internazionale e ha ottenuto i premi di sette Major e una candidatura agli Emmy Awards.
Fia, di Elsa Kvamme
Sezione First Screens Ray-Ban ( 9-12 anni )
Martedì 20 luglio, Sala Truffaut, ore 18.00
“Una bambina norvegese e il difficile rapporto con una madre irresponsabile”
E’ la storia di una bambina messa di fronte ad una delle più diffuse forme di violenza perpetrata ai danni dell’innocenza, la repentina, brusca acquisizione di responsabilità. L’abbandono coatto del formativo, inprescindibile mondo delle fiabe, per essere catapultati nel mondo degli adulti, avviene senza l’ausilio di una morbida metabolizzazione, in modo tanto rapido da essere infinitamente doloroso. Fia deve trovare degli accomodamenti emotivi e combatte per non abbandonarsi alla ineluttabilità della sua situazione, si racconta storie per non rinunciare all’unico affetto che conti. L’assenza, però, di una madre che sappia comportarsi come tale, la costringe, ad opera di intransigenti assistenti sociali, ad abbandonare il suo mondo e a confrontarsi con dei nuovi genitori, che pur se mossi da nobili intenzioni, rappresentano per Fia una minaccia al ricongiungimento materno. Il suo è un tentativo di dare a ogni cosa e situazione un ruolo, per poi giungere, attraverso la scelta di un amico fuori dagli schemi, a una consapevolezza che le permetta di accettare la sua realtà trasformandola nel suo più grande punto di forza. Il divertente clown Bustric, interpretato dall’attore italiano Sergio Bini, è la figura chiave che determina i propositi della piccola, insegnando alla bambina che con la fantasia si può colorare il mondo e con la forza di volontà si deve lottare per le cose in cui si crede. La pellicola è stata già presentata al Kinder Film Festival of Japan, è stata in concorso al Festival dei Films per Bambini di Montréal, ed è stata premiata al Lübeck Nordic Film Days 2003. Elsa Kvamme è un’artista poliedrica: questo è il suo primo film. Lavora da anni in teatro, avendo creato una sua compagnia con cui ha girato l’Europa, e ha anche inciso tre dischi con le sue canzoni.
.Winning Pass, di Shinichi Nakada
Sezione Y-Generation ( 15-19anni )
Martedì 20 luglio, Cinema Valle, ore 14.30
“Il diritto alla normalità di un ragazzo disabile con la passione del basket”
Nell’agosto del 2002, Kitakyushu City ha ospitato il campionato del mondo di basket su sedie a rotelle denominato “Golden Cup”: era la prima volta che questa manifestazione si teneva in Asia. Il film Winning Pass è stato quasi interamente girato proprio in questa località, traendo spunto dall’incredibile evento che ha entusiasmato giocatori e pubblico. Finanziato dalla Federazione giapponese di basket su sedie a rotelle, la pellicola racconta la storia di uno studente delle scuole superiori, Kenta, il quale perde l’uso delle gambe a causa di un incidente e vede infrangersi il sogno di diventare un campione di basket. La vita all’improvviso sembra negargli ogni possibilità e la sua risposta rischia di essere l’isolamento, quale rifugio per evitare il confronto con un mondo di “normali”. Solo la scoperta di nuovi amici e, attraverso essi, della possibilità di continuare a giocare, gli restituirà la fiducia nella vita e la giusta energia per non soccombere al dolore. Il film ci offre uno stupendo quadro di giovani determinati a spezzare le catene morali e psicologiche imposte dalla malattia e offre un esempio limpido di ottimismo e forza di volontà. Il regista, Shinichi Nakada, ha dichiarato di aver scelto il soggetto del film dopo aver visto di persona l’esplosivo entusiasmo e la felicità di giovani disabili nel competere in una gara sportiva così emozionante. Ha esordito nel 1984 con il film The Snow that Falls upon the Sea, a cui hanno fatto seguito The Adventure of Pipi del 1995 e la coproduzione Cina-Giappone, Chen Bao, sulla guerra tra i due Paesi.
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Categorie: Eventi

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