DAL CARCERE A GIURATI DEL GFF: “SERVONO FILM CHE INSEGNINO A NON SBAGLIARE PIU’”
Tra i giovani giurati del Giffoni Film Festival ecco la storia di Francesco e Osvaldo, rispettivamente 17 e 19 anni. Non si tratta del loro vero nome, dal momento che i due ragazzi, dopo la dura esperienza del carcere, stanno ancora scontando la pena come ‘ospiti’ di una casa famiglia del Dipartimento Giustizia minorile, nel cuore del centro storico di Salerno.
Le loro giornate al Festival di Giffoni trascorrono come quelle di tutti gli altri giurati: assistono alle proiezioni dei film in concorso, partecipano ai dibattiti con autori e registi; eppure quel pass appeso al collo, con su scritto “Ministero di Giustizia”, che ciondola sulla maglietta gialla destinata ai 250 giovani, tra i 15 e i 19 anni, della sezione Y – Gen, ricorda che a fine serata c’è il ritorno in comunità.
Francesco di Sala Consilina è nei guai per spaccio di stupefacenti. Vive la sua esperienza al Festival come l’occasione per sentirsi finalmente come tutti gli altri ragazzi della sua età. Ma poi ci ripensa: “Ho quasi voglia di dire a tutti questi ragazzi che quello che ho fatto è un grosso sbaglio”. Osvaldo è un po’ più grande, ha 19 anni, e arriva da Castellamare di Stabia. Per lui il carcere è “una vera prigione”, e adesso vive in una casa famiglia “dove la solitudine la senti lo stesso e gli sbagli che hai fatto li avverti comunque, ma almeno è tutto diverso”. Entrambi hanno un desiderio, particolare: “Speriamo che il Festival presenti un film che parla dei reati commessi dai ragazzi – spiega Osvaldo – queste cose servono, eccome se servono. Bisogna far vedere ai ragazzi della nostra età film narranti storie reali, crude, storie che ti aiutano a capire cosa ti può capitare se sbagli. Il carcere è davvero una realtà dura. Per questo i film devono servire da monito, devono farti capire che non si devono commettere gli errori che ho commesso io”. “Non ho il coraggio di raccontare agli altri i miei guai – aggiunge Osvaldo – nessuno qui sa che vengo dal carcere, adesso mi sento un ragazzo normale, uno come tanti altri”.
Dal carcere alla casa famiglia al Giffoni Film Festival, Osvaldo e Francesco stanno vivendo un’esperienza indimenticabile, un’esperienza normale, una parentesi di vita che fino a quale anno fa neanche avrebbero immaginato.
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Categorie: Eventi

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