Francesco Landolfo: Quanti in vacanza? Uno, nessuno, centomila: il terrorismo no.
L’Italia dei vacanzieri sta conquistando le sue postazioni al mare, ai laghi e ai monti. Un’onda lunga di nove milioni che non ha temuto né il caro-benzina, né le lunghe code autostradali. Si entra nella settimana di Ferragosto, delle stelle cadenti della notte di San Lorenzo e si tenta di dare vita ai sogni o di cacciare le negatività di questo inizio millennio. Meglio, però, non distrarsi troppo. Quelle ombre cupe che da tempo appaiono sull’orizzonte globalizzato continuano a fare giungere tristi presagi. Odiano e massacrano in nome di un Dio che ha predicato amore. Le minacce di questi fanatici che intendono trasformare l’Italia in una tomba insanguinata del cristianesimo inducono alla massima allerta. Hanno iniziato in Iraq con gli attacchi-suicidi alle chiese cattoliche e non. Un esame di coscienza e relativo pentimento dovrebbero farlo tutti coloro che in Vaticano e altrove continuano a porgere l’altra guancia. Cristo, è vero, ha predicato il perdono ma ha anche invitato a fare giustizia. E da Dubai le brigate Abu Afhs al-Masri, proprio ieri, hanno ripreso a recitare i loro rosari di morte. Hanno ricordato, non a caso, che l’ultimatum lanciato all’Italia per ritirarsi dall’Iraq non è prorogabile. Vanno al sodo. Le loro cellule mimetizzate nel nostro tessuto sociale sono pronte a colpire a partire da domenica prossima. Il vento che giunge dalla stessa Nassirya, d’altra parte, non è dei più tranquillizzanti. I nostri soldati sono stati costretti a sparare, dimostrando di essere all’altezza del compito. Ai miliziani del leader sciita Moqtada Al Sadr hanno fatto comprendere che sanno colpire al momento opportuno. Sono giorni carichi di tensione. La partita che si gioca sui ponti dell’Eufrate è tra le più dure. E il tributo di sangue italico per questa missione di pace non è stato irrilevante. In Iraq, purtroppo, il dopo-Saddam è difficile da gestire. I nuovi signori della guerra, sotto le spoglie di guide spirituali, sono arroccati su posizioni dove l’odio tribale si miscela con l’atavico fanatismo religioso, mentre la vera partita è quella della gestione della ricchezza dell’oro nero. E, come sempre, la carne da macello è costituita dagli “utili idioti” con il cervello strizzato al massimo e con il corpo imbottito d’esplosivo. Sacrifici inutili che non fermeranno il corso della storia. Le guerre, d’altra parte, non sono mai sante, come non sono sante quelle città sciite dove si preparano i piani per seminare morte e terrore.È una settimana particolare questa che il mondo occidentale si prepara a vivere. La mente dei più è distaccata perché illusoriamente è alla ricerca di uno spaccato di relax. In questo contesto i servizi di sicurezza sono vigili al massimo. Le minacce non sono state spedite per caso. La strage di Madrid ha tragicamente insegnato qualcosa. L’Italia, sia sul fronte iracheno che su quello interno, sta giocando la battaglia della dignità. Lì sta dimostrando di non aver spedito “soldatini di piombo”, mentre qui sta rintuzzando subdole manovre di quel centrosinistra sempre pronto alla fuga dalle responsabilità, alle ritirate stile Caporetto. No, non bisogna avere paura. Oriana Fallaci ha ragione. Per sentirsi uomini o donne non bisogna rinunciare né alla rabbia né all’orgoglio. La codardia non costruisce il futuro. (Francesco Landolfo, presidente Arga della Campania)


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