Il 26 il 1° Meeting dei frati minori francescani di Arienzo(Ce)
1° Meeting di 1000 Francescani con “Fraternamente Romania”, il 25 giugno 2005, ore 16, presso il Convento dei Cappuccini di Arienzo, (Ce)
Mille frati francescani ad Arienzo per un atto di solidarietà, “Fraternamente Romania” è il grande evento in programma il 25 giugno alle ore sedici presso il convento dei Cappuccini. Molti seguaci di san Francesco arriveranno proprio dalla Romania, per celebrare con numerosi ospiti, invitati da ogni parte d’Italia, la giornata della fraternità verso quel Paese le cui origini si intrecciano con quelle dell’antica Roma. Attori, poeti, musicisti, cantanti, artigiani e giornalisti hanno assicurato la loro adesione.
Francesco Landolfo, presidente dell’Arga Campania, l’Associazione dei giornalisti dell’Ambiente, dell’Agricoltura e dell’agroalimentare,e componente dell’esecutivo dell’Ordine dei Giornalisti, ha sottolineato:”Siamo vicini agli organizzatori in quanto san Francesco, oltre ad essere stato il santo della solidarietà reale, è stato anche Colui che nel Cantico delle creature è stato il primo ecologista e ambientalista della storia cristiana.,Aiutare gli indigenti di quell’Europa che affonda le radici con le nostre origini romaniche, lo dobbiamo sentire come un obbligo morale e materiale”.
Il meeting si svolgerà in vari momenti, partendo da una riflessione spirituale con il Beato Geremia, articolata in momenti di testimonianze varie, con l’intervento di missionari dei frati rumeni, dei laici impegnati nella missione, che illustreranno la loro attività in appositi stands missionari. E poi poesie di alcuni poeti. E tanta, tanta musica. Il programma infatti elenca numerosi artisti fra i quali si segnalano: Benedetto Casillo, noto attore napoletano; Vincenzo Russo, cui è stato dato l’appellativo di “poeta della solidarietà” per il suo impegno a favore del sociale anche nella vita quotidiana, che presenta il suo libro di poesie “Incontro a te”, che per l’occasione leggerà alcune delle sue liriche; Enrico Necco, virtuoso della chitarra che intratterrà gli ospiti con alcune “ballate irlandesi” ; Antonio Ferrigno, che dirige dal 1998 il Coro Polifonico “Sacro Cuore”, accompagna con Roberto Miola, Tiziana Salvati, Livia Mustica, i due brani in programma (Mio Ospite – Notte), il complesso è formato da elementi del Coro “Sacro Cuore” e dell’ Ordine Francescano Secolare di Piedigrotta di Napoli che si avvale anche dei musicisti Bruno Troisi e Michele Santoro. Ci sono anche i Francis’ Boys; un gruppo di giovani frati cappuccini della Campania, convinti di perseguire la strada della musica come mezzo essenziale per far giungere il messaggio evangelico al cuore di tanta gente ed in modo speciale ai giovani. Infine, Marilena Striano alla quale, oltre alla direzione della serata del 25, è stata affidata anche la Direzione artistica della manifestazione canora “Festival della canzone Valle di Sessuola-Arienzo”, II edizione”, (si svolge il 2-3 luglio 2005 in Arienzo), concorso di voci nuove, nonché pianista-tastierista con l’orchestra accompagnatrice nel corso delle due serate del concorso.
Nella dichiarazione del Ministro Provinciale dei francescani campani, padre Nunzio Giugliano, organizzatore di questo incontro, c’è la motivazione del meeting:
“Già il titolo sintetizza il significato: “Fraternamente …”. Dice quanto i francescani siano uniti per costituire e formare un grande coro di fratelli legati dalla medesima fede, dallo stesso ardore, dallo stesso ideale. Una valenza del tutto speciale possiede in questo Meeting la figura del Beato Geremia. Nella tenera età lascia l’affetto dei suoi cari e il calore della sua terra per raggiungere l’Italia, la patria dei santi e per farsi santo. Approda nella nostra regione della Campania e precisamente si ferma a Napoli, dove diventa figlio di Francesco d’Assisi e svolge il suo lavoro di infermiere dei poveri e dei suoi confratelli. La nostra presenza ad Arienzo vuol dire due cose essenziali: Volgiamo dire grazie alla Romania e ai rumeni per averci dato questo confratello che ha acquistato tutte le caratteristiche del nostro popolo, o meglio, a Napoli ha potuto sviluppare le capacità e le potenzialità che serbava nel suo cuore, tanto simili alle nostre. Inoltre vogliamo concretizzare il ringraziamento, perché tutto quello che noi raccoglieremo lo daremo ai nostri fratelli rumeni come segno di gratitudine e di riconoscenza”. SCALETTA MEETING

Responsabile: …………………

Ore 16,00 AccoglienzaFr. Gianluca, Troisi e Santoro Palco
Ore 16,30 Presentazione Programma Motivazione Meeting Presbiterio
Ore 16,45 Sigla MeetingFrancis’ Boys Palco
Ore 16,50 Processione Reliquia del Beato Geremia Presbiterio
Ore 17,00 Racconto B. GeremiaGli inizi della sua venuta in Italia Presbiterio
Ore 17,15 Canto Antonio Ferrigno + Coro Sacro Cuore di Napoli Palco
Ore 17,30 Intervista a MissionariP. Ubaldo e Enzo Cozzolino Presbiterio
Ore 17,45 Canto Fr. Gianluca M. + Ciprian M. + Michele Santoro Palco
Ore 18,00 CEMIOFSPresenta il progetto nazionale Romania Presbiterio
Ore 18,15 Canto Bruno Troisi + Anita Palco
Ore 18,30 Poeta Russo Vincenzo e chitarra Necco Presbiterio
Ore 19,00 Canto Marilena Striano Palco
Ore 19,15 OSPITICantautore di Acerra/Sindaco di Arienzo/Vescovo .. Presbiterio
Ore 19,30 Chiusura I° ParteMinistro Provinciale + Benedizione con Reliquia Presbiterio

Ore 20,00 Ripresa Accoglienza Palco
Ore 20,15 Estrazione lotteria di Beneficenza Palco
Ore 20,30 Benedetto Casillo Presbiterio
Ore 21,00 Francis’ Boys + Saluti finali con ospiti Palco

1° Meeting Francescano con “Fraternamente Romania”, il 25 giugno 2005, ore 16, presso il Convento dei Cappuccini di Arienzo, (Ce)
“Fraternamente Romania” è il grande incontro ad Arienzo, nel casertano, al quale parteciperanno un migliaio di frati francescani, molti anche dalla Romania, per celebrare con numerosi ospiti, invitati da ogni parte d’Italia, la giornata della fraternità verso la Romania. Hanno dato la loro adesione di partecipazione alla manifestazione artisti, poeti, artigiani e giornalisti. Il meeting si svolgerà in vari momenti, partendo da una riflessione spirituale con il Beato Geremia, articolata in momenti di testimonianze varie, con l’intervento di missionari dei frati rumeni, dei laici impegnati nella missione, che illustreranno la loro attività in appositi stands missionari. E poi poesie di alcuni poeti. E tanta, tanta musica. Il programma infatti elenca numerosi artisti fra i quali si segnalano: Benedetto Casillo, noto attore napoletano; Vincenzo Russo, cui è stato dato l’appellativo di “poeta della solidarietà” per il suo impegno a favore del sociale anche nella vita quotidiana, che presenta il suo libro di poesie “Incontro a te”, che per l’occasione leggerà alcune delle sue liriche; Enrico Necco, virtuoso della chitarra che intratterrà gli ospiti con alcune “ballate irlandesi” ; Antonio Ferrigno, che dirige dal 1998 il Coro Polifonico “Sacro Cuore”, accompagna con Roberto Miola, Tiziana Salvati, Livia Mustica, i due brani in programma (Mio Ospite – Notte), il complesso è formato da elementi del Coro “Sacro Cuore” e dell’ Ordine Francescano Secolare di Piedigrotta di Napoli che si avvale anche dei musicisti Bruno Troisi e Michele Santoro. Ci sono anche i Francis’ Boys; un gruppo di giovani frati cappuccini della Campania, convinti di perseguire la strada della musica come mezzo essenziale per far giungere il messaggio evangelico al cuore di tanta gente ed in modo speciale ai giovani. Infine, Marilena Striano alla quale, oltre alla direzione della serata del 25, è stata affidata anche la Direzione artistica della manifestazione canora “Festival della canzone Valle di Sessuola-Arienzo”, II edizione”, (si svolge il 2-3 luglio 2005 in Arienzo), concorso di voci nuove, nonché pianista-tastierista con l’orchestra accompagnatrice nel corso delle due serate del concorso.
Francesco Landolfo, presidente dell’Arga Campania, l’Associazione dei giornalisti dell’Ambiente, dell’Agricoltura e dell’agroalimentare,e componente dell’esecutivo dell’Ordine dei Giornalisti, ha sottolineato:”Siamo vicini agli organizzatori in quanto san Francesco, oltre ad essere stato il santo della solidarietà reale, è stato anche Colui che nel Cantico delle creature è stato il primo ecologista e ambientalista della storia cristiana.,Aiutare gli indigenti di quell’Europa che affonda le radici con le nostre origini romaniche, lo dobbiamo sentire come un obbligo morale e materiale”.
Nella dichiarazione del Ministro Provinciale dei francescani campani, padre Nunzio Giugliano, organizzatore di questo incontro, c’è la motivazione del meeting:
“Già il titolo sintetizza il significato: “Fraternamente …”. Dice quanto i francescani siano uniti per costituire e formare un grande coro di fratelli legati dalla medesima fede, dallo stesso ardore, dallo stesso ideale. Una valenza del tutto speciale possiede in questo Meeting la figura del Beato Geremia. Nella tenera età lascia l’affetto dei suoi cari e il calore della sua terra per raggiungere l’Italia, la patria dei santi e per farsi santo. Approda nella nostra regione della Campania e precisamente si ferma a Napoli, dove diventa figlio di Francesco d’Assisi e svolge il suo lavoro di infermiere dei poveri e dei suoi confratelli. La nostra presenza ad Arienzo vuol dire due cose essenziali: Volgiamo dire grazie alla Romania e ai rumeni per averci dato questo confratello che ha acquistato tutte le caratteristiche del nostro popolo, o meglio, a Napoli ha potuto sviluppare le capacità e le potenzialità che serbava nel suo cuore, tanto simili alle nostre. Inoltre vogliamo concretizzare il ringraziamento, perché tutto quello che noi raccoglieremo lo daremo ai nostri fratelli rumeni come segno di gratitudine e di riconoscenza”.

1° Meeting Francescano con “Fraternamente Romania”, il 25 giugno 2005, ore 16, presso il Convento dei Frati Cappuccini di Arienzo, (Ce)
“FRATERNAMENTE ROMANIA” . Già il titolo sintetizza il significato: “Fraternamente …”. Siamo fraternamente uniti per costituire e formare un grande coro di fratelli legati dalla medesima fede, dallo stesso ardore, dallo stesso ideale. Francesco credeva fortemente nella fraternità. Basandosi sulla prima comunità della scuola e della sequela di Gesù, volle che i suoi seguaci fossero fratelli.Un’altra sottolineatura vogliamo esprimere, non meno importante: da molti anni la Chiesa, attraverso il suo Magistero, rivela e presenta la necessità di ri-qualificare la coscienza e l’intelligenza dei cristiani attraverso una nuova evangelizzazione: “Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia”. Non è facile la messa in opera di questo mandato. Non è possibile comunicare il Vangelo se non si cambia il mondo, se non cambiano gli uomini e se non cambiano i cristiani. Noi crediamo fermamente che una via privilegiata da seguire nella vita degli uomini, dei cristiani e in particolare dei giovani, sia la musica.La musica non fine a se stessa, ma come mezzo, canale, strumento per far scorrere e raggiungere la voce di Dio e il Vangelo di Gesù Cristo.Anche in questo Francesco è e rimane un modello. È il giullare di Dio! È il cantore della natura! Riesce a cogliere anche da un semplice fiore un motivo di canto che lo eleva a Dio.Anche noi, come Francesco, cantiamo, esultiamo e gioiamo per elevare il nostro canto al Dio Creatore di tutte le cose.

NOTIZIE
LA MISSIONE DEI FRATI CAPPUCCINI IN ROMANIA. I Frati Cappuccini raggiunsero per la prima volta la Romania nel 1642, provenienti dall’Italia. Difficoltà di ordine storico – politico impedirono una presenza stabile. L’unico convento, sito a Oradea, fondato nel 1728 e affidato alla Circoscrizione dell’Ungheria, fu evacuato forzatamente nel 1945 dal nuovo regime che si era instaurato nel paese.Solo recentemente, dopo la caduta della dittatura di Ceausescu nel 1989, i Cappuccini hanno ritrovato il contesto favorevole per un loro ritorno. L’occasione provvidenziale è stata la proclamazione a Beato del frate cappuccino Geremia da Valacchia avvenuta ad opera del Papa Giovanni Paolo II nel 1983.Nel lontano 1583, all’età di 18 anni il giovane Jon Stoica, nato a Tatzo in Romania, con un ardimento non comune si mise in viaggio verso l’Italia. Giunto a Napoli bussò alla porta del convento per chiedere di farsi cappuccino sulle orme di Francesco d’Assisi. Per più di 40 anni esercitò un servizio eroico a favore dei malati nell’Infermeria di Sant’Eframo Nuovo, ora Carcere giudiziario. A questo si aggiunga l’aiuto solidale instancabile che profuse verso i più poveri e bisognosi della città di Napoli e dintorni. “Alla carità di fra Geremia chi può arrivare”, scrisse un testimone, suo confratello.A seguito della sua beatificazione, come primo rumeno ad essere elevato agli onori degli altari, i vescovi della Romania, tramite il vescovo di Iasi, Petru Gherghel, presentarono al Ministro Generale del tempo, fra Roberto Carraro, attualmente vescovo di Verona, l’istanza di avere i cappuccini nella terra del Beato Geremia, allo scopo di far conoscere e diffondere la spiritualità francescano-cappuccina incarnata dal Santo romeno.Il 24 settembre del 1992, da Napoli, ove si conserva il corpo del Beato Geremia, partirono i primi due frati, Ubaldo Oliviero e Vittorio Clemente, che furono accolti dal Parroco don Eduardo Sechel nella cittadina di Onesti, situata verso il centro nord-est del paese. Poiché si respirava un’aria nuova, sconosciuta al tempo del comunismo, fu possibile, prendendo in fitto una casa popolare, aprire subito il Seminario minore per la formazione dei giovani e l’orientamento alla scelta fondamentale di vita. In seguito, a motivo delle attività che andavano sviluppandosi, si aggiunsero altri frati provenienti dalla Campania: Valentino Parente, Leonardo Izzo, Giuseppe Donelli, Cicero Dias Sampaio, Salvatore Di Bonito. In tredici anni circa di presenza missionaria i Cappuccini, collaborati dalla generosità di amici e benefattori hanno realizzato importanti opere sia sotto il profilo religioso che sociale. L’attuale Circoscrizione della Romania, eretta a Custodia l’8 maggio scorso, nella festa del Beato Geremia, dal Ministro Generale dell’Ordine, fra John Corriveau, si compone di 4 case, o conventi, che sono il frutto di un intenso lavoro compiuto in questi anni. A Onesti c’è il centro più importante della missione: il Seminario che provvede alla formazione dei giovani e il Liceo cattolico frequentato da 200 alunni. A Nehoiu, in diocesi di Bucarest, opera una comunità impegnata nell’orientamento vocazionale dei giovani e nell’iniziazione alla prima esperienza di vita francescana. A Borzesti, casa di noviziato, i giovani, attraverso incontri formativi, la preghiera, lo studio, il lavoro manuale, vengono introdotti specificamente nella stessa avventura spirituale di Francesco d’Assisi, a Roman, dove il convento è in fase di ultimazione, i frati che hanno già emesso i voti di povertà, obbedienza e castità si dedicano prevalentemente allo studio della filosofia e della teologia per una solida formazione religioso-sacerdotale. Attualmente i frati professi rumeni sono 45, di cui 4 sacerdoti, i novizi 4, i postulanti 7. Una trentina circa studiano filosofia e teologia a Nola e a Napoli. All’impegno prevalente della formazione dei giovani e dell’apostolato sacerdotale si affianca l’attività sociale. Si offre particolarmente aiuto alle famiglie bisognose, alle quali si provvede non solo con distribuzione di alimenti, ma in diversi casi anche con offerte in denaro per restaurare la casa, costruirla ex nova o contribuire ad acquistarla. È in fase di progettazione anche un centro di accoglienza per i bambini di strada o comunque con particolari problemi. Un punto di riferimento importante per il futuro della missione sarà il Santuario in costruzione ad Onesti dedicato al Beato Geremia, cioè al quel giovane rumeno pieno di coraggio, che, venendo a Napoli, fece della sua vita un’esperienza tutta dedita al servizio dei poveri e dei sofferenti. Il Santuario, oltre all’aspetto spirituale, è destinato ad essere un faro di luce e di solidarietà, sia per la Romania che per più vasti orizzonti. Per lo sviluppo delle opere già realizzate e di quelle ancora da realizzare i missionari confidano nella generosa collaborazione di tutti quelli che sono sensibili ai valori umani e spirituali. Noi Frati Cappuccini, dopo diverse difficoltà iniziali, siamo riusciti a portare a questi fratelli rumeni ciò che abbiamo in comune: la gioia e la grazia del Vangelo di Cristo. Oggi vogliamo, in modo particolare, elevare insieme un canto di lode e di ringraziamento a Dio per il lavoro condiviso in tutti questi anni. Ed in questa particolare cornice va incastonata la realizzazione del I° Meeting Francescano con l’esplicito titolo: “Fraternamente Romania”, infatti è nostro desiderio sentirci solidali e fraternamente esprimere la nostra partecipazione ai fratelli rumeni. Formeremo una forte e fraterna cordata per meglio vivere e testimoniare il Vangelo.
IL BEATO GEREMIA . Una valenza del tutto speciale possiede in questo Meeting la figura del Beato Geremia. Nella tenera età lascia l’affetto dei suoi cari e il calore della sua terra per raggiungere l’Italia, la patria dei santi e per farsi santo. Approda nella nostra regione della Campania e precisamente si ferma a Napoli, dove diventa figlio di Francesco d’Assisi e svolge il suo lavoro di infermiere dei poveri e dei suoi confratelli.La nostra presenza oggi qui dice due cose essenziali: Volgiamo dire grazie alla Romania e ai rumeni per averci dato questo confratello che ha acquistato tutte le caratteristiche del nostro popolo, o meglio, a Napoli ha potuto sviluppare le capacità e le potenzialità che serbava nel suo cuore, tanto simili alle nostre. Inoltre vogliamo concretizzare il ringraziamento, perché tutto quello che noi raccoglieremo oggi lo daremo ai nostri fratelli rumeni come segno di gratitudine e di riconoscenza. Grazie Beato Geremia! Grazie, Romania! Grazie, rumeni!
Dalla Vita Prima di S. Francesco d’Assisi – Il primo tra quelli che seguirono l’uomo di Dio fu un abitante d’Assisi, devoto e semplice di spirito. Dopo di lui frate Bernardo, raccogliendo questo messaggio di pace, corse celermente al seguito del Santo di Dio per guadagnarsi il regno dei Cieli. Egli aveva già più volte ospitato Francesco nella sua casa; ne aveva osservato e sperimentato la vita e i costumi e, attratto dalla sua santità, cominciò a riflettere seriamente, finché si decise ad abbracciare la via della salvezza. Lo vedeva passare le notti in preghiera, dormire pochissimo e lodare il Signore e la gloriosa Vergine Madre sua, e, pieno di ammirazione pensava: «Veramente quest’uomo è un uomo di Dio!» Si affretta perciò, a vendere tutti i suoi beni, distribuendo il ricavato ai poveri, non ai parenti, e, trattenendo per sé solo il titolo di una perfezione maggiore, mette in pratica il consiglio evangelico: Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che hai, dallo ai poveri, e avrai un tesoro in Cielo poi vieni e seguimi! (Mt 19,21).Fatto questo, vestì l’abito e condivideva la vita di san Francesco, e stette sempre con lui, fino a quando, cresciuti di numero, con l’obbedienza del pio padre, fu inviato in altre regioni. La sua conversione a Dio servì di modello per tutti quelli che vennero dopo di lui: dovevano vendere i loro beni e distribuire il ricavato ai poveri. La venuta e la conversione di un uomo così pio riempirono Francesco di una gioia straordinaria: gli parve che il Signore avesse cura di lui, donandogli il compagno di cui ognuno ha bisogno e un amico fedele.

Scaletta: L’incontro si svolgerà in vari momenti e cioè così: Una riflessione spirituale con il Beato Geremia. Momenti di testimonianze varie con l’intervento di missionari dei frati rumeni, dei laici impegnati nella missione. E poi poesie di alcuni poeti. E tanta, tanta musica.
Saranno allestiti anche alcuni stands missionari.

Schede degli Artisti che interverranno
Benedetto Casillo. Nasce a Napoli il 2 luglio 1950, attore simpatico e popolare. Umanità, cordialità, disponibilità: queste sono alcune delle doti che caratterizzano Benedetto Casillo, e che fanno di lui una delle figure più simpatiche e popolari della commedia italiana in generale, della napoletana in particolare.
Vincenzo Russo. È nato il 7 novembre 1965, in uno dei “bassi”, tra gli storici vicoli della Napoli dei Borboni, i “Quartieri Spagnoli”. È residente da circa 30 anni, nel paese che fu di Massimo Troisi, S. Giorgio a Cremano, vive tra Roma, dove lavora e Napoli, dove conserva gli affetti della famiglia e degli amici. È socio UNITALSI, pertanto è impegnato nel campo sociale, offrendo il suo contributo nell’assistenza ai portatori di Handicap, lasciando immutato lo “scugnizzo” che è in lui.
“Una delle ragioni di vita è la solidarietà espressa nei confronti di chi vive uno stato di inferiorità”, questo per Vincenzo è un irremovibile concetto. E per la sua encomiabile generosità ed altruismo che gli è stato assegnato, dagli esperti del settore, l’appellativo di Poeta della solidarietà.
Francis’ Boys. Sono un gruppo di giovani frati cappuccini della Campania convinti di perseguire la strada della musica come mezzo essenziale per far giungere il messaggio evangelico al cuore di tanta gente ed in modo speciale ai giovani. Il vangelo conosce tante voci e tante strade per essere diffuso e poi tradurlo in maniera vitale. I Francis’ Boys non hanno la velleitaria pretesa di essere un gruppo di musica rock, anzi preferiscono non avere nessuna targhetta, per essere liberi cantori dal cuore leggero da ogni condizionamento per portare il messaggio cristiano in modo limpido, chiaro e trasparente. I Francis’ Boys hanno come unico obbiettivo di evangelizzare in una forma nuova per creare e formare cristiani nuovi. Perché sia annunciato Cristo e il suo Vangelo tutti i mezzi sono validi, e i Francis’ Boys usano la musica per questo nobile scopo. La loro musica canta Cristo, canta il Vangelo perché parte da un cuore pieno e traboccante dell’amore di Cristo per gli uomini. Nati il 1998 a Sanremo in una missione cittadina del tutto speciale, in concomitanza del più noto festival, hanno al loro attivo numerose partecipazioni in programmi televisivi e teatrali. Sono presenti nelle piazze, come veri frati del popolo, in mezzo ai giovani per condividerne le attese e le speranze. Testimoniano la speranza di Francesco all’uomo moderno, sempre più preso dalle incertezze e dallo sconforto che la società moderna comporta. Non è sempre facile oggi gioire e dare la gioia, i Francis’ Boys questo si propongono: essere sanamente gioiosi e comunicarla agli altri questa gioia, frutto di vita spirituale, vissuta alla luce del Vangelo, che poi è la strada che porta a Cristo.
Antonio Ferrigno. Francescano secolare, direttore artistico dell’Associazione Lorenzo Perosi, è diplomato in pianoforte, musica corale e direzione di coro. Ha composto e pubblicato brani di musica sacra e profana per voci soliste, coro e strumentali.
Ha realizzato, con l’Ordine Francescano secolare di Piedigrotta nel 1994, il Concerto Francescano, percorso di meditazione su testi francescani da lui stesso musicati.
Dirige dal 1998 il Coro Polifonico “Sacro Cuore” presso l’omonima Parrocchia a Napoli. Con il questo coro, oltre all’ordinaria animazione liturgica, ha presentato concerti di musica sacra e di musica leggera (Cantata dei Pastori – Christmas Concert – In coro per l’Africa, ecc.). Sempre con il Coro “Sacro Cuore” ha partecipato ad animazioni liturgiche nel Duomo di Napoli e in P.zza S. Pietro in occasione del Giubileo, alla presenza del S. Padre.
Roberto Miola, studente di ingegneria, ha studiato pianoforte e sin da bambino ha mostrato una grande passione per la musica ed il canto. E’ corista del Coro “Sacro Cuore” e collabora con diversi gruppi di musica moderna in qualità di chitarrista e cantante. Si è esibito con successo, da solo e in gruppo, in diversi teatri e manifestazioni cittadine.
Tiziana Salvati, laureata in psicologia, è corista del Coro “Sacro Cuore” e collabora con gruppi di musica moderna in qualità di cantante rock. Si è esibita con successo in diversi locali, teatri e manifestazioni cittadine.
Livia Mustica, studente di scienze dell’educazione, ha studiato canto moderno e collabora con vari gruppi di musica moderna in qualità di cantante jazz-rock. E’ corista del Coro “Sacro Cuore” e si è esibita con successo in diversi teatri e manifestazioni cittadine.
Il coro Sacro Cuore. Accompagna i due brani (Mio Ospite – Notte), è formato da elementi del Coro “Sacro Cuore” e dell’ Ordine Francescano Secolare di Piedigrotta Napoli, persone impegnate sin da ragazzi nell’animazione liturgica e quindi nell’uso del canto e della musica come “preghiera” e come linguaggio universale.
Marilena Striano. Le è stata affidata la Direzione artistica della manifestazione canora “Festival della canzone Valle di Sessuola-Arienzo”, II edizione”, il 2-3 luglio 2005 in Arienzo (CE), concorso di voci nuove, nonché Pianista-Tastierista con l’orchestra accompagnatrice nel corso delle due serate del concorso. Diploma di pianoforte presso il Conservatorio di Campobasso conseguito nell’anno 2000. Diploma di Tecnico della Musicoterapica, II livello, conseguito presso l’Accademia di Scienze Umane”Jean Piaget” in S.Maria C. Vetere (CE), il 4 ottobre 2004. Master in Musicoterapica applicata, ancora in corso, presso l’Accademia “Jean Piaget”, in S.Maria C. Vetere (Ce). Nel suo curriculum di pianista, tastierista, cantante, compositore e arrangiatore di musica leggera, figura una intensa attività di partecipazione a numerosi spettacoli di varietà nazionali e locali, con propensione alla musica jazz , alla composizione e agli arrangiamenti di brani per progetti discografici propri e per terzi, sempre relativamente alla musica leggera.
Bruno Troisi.
Maestro in pianoforte e organo, terziario francescano. Da alcuni anni realizza l’inno del meeting di Pompei. Arrangiatore e compositore. Notizie più dettagliate: Cell. 329 6159438
Michele Santoro.
Appartenente al Gruppo della GiFra di S. Eframo Vecchio. Compositore ed attore. Attualmente sta girando portando nelle piazze e nei teatri uno spettacolo teatrale sulla figura di S. Antonio da Padova. Notizie più dettagliate: Cell. 347 8441345

Già il titolo sintetizza il significato: “Fraternamente …”. Dice quanto i francescani siano uniti per costituire e formare un grande coro di fratelli legati dalla medesima fede, dallo stesso ardore, dallo stesso ideale. Francesco d’Assisi, infatti, credeva fortemente nella fraternità. Basandosi sulla prima comunità della scuola e della sequela di Gesù, volle che i suoi seguaci fossero fratelli. Un’altra sottolineatura, non meno importante: da molti anni la Chiesa, attraverso il suo Magistero, rivela e presenta la necessità di ri-qualificare la coscienza e l’intelligenza dei cristiani attraverso una nuova evangelizzazione: “Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia”. Non è facile la messa in opera di questo mandato. Non è possibile comunicare il Vangelo se non si cambia il mondo, se non cambiano gli uomini e se non cambiano i cristiani. Noi crediamo fermamente che una via privilegiata da seguire nella vita degli uomini, dei cristiani e in particolare dei giovani, sia la musica. La musica non fine a se stessa, ma come mezzo, canale, strumento per far scorrere e raggiungere la voce di Dio e il Vangelo di Gesù Cristo. Anche in questo Francesco è e rimane un modello. È il giullare di Dio! È il cantore della natura! Riesce a cogliere anche da un semplice fiore un motivo di canto che lo eleva a Dio.Anche noi, come Francesco, cantiamo, esultiamo e gioiamo per elevare il nostro canto al Dio Creatore di tutte le cose”.

NOTIZIE
LA MISSIONE DEI FRATI CAPPUCCINI IN ROMANIA. I Frati Cappuccini raggiunsero per la prima volta la Romania nel 1642, provenienti dall’Italia. Difficoltà di ordine storico – politico impedirono una presenza stabile. L’unico convento, sito a Oradea, fondato nel 1728 e affidato alla Circoscrizione dell’Ungheria, fu evacuato forzatamente nel 1945 dal nuovo regime che si era instaurato nel paese.Solo recentemente, dopo la caduta della dittatura di Ceausescu nel 1989, i Cappuccini hanno ritrovato il contesto favorevole per un loro ritorno. L’occasione provvidenziale è stata la proclamazione a Beato del frate cappuccino Geremia da Valacchia avvenuta ad opera del Papa Giovanni Paolo II nel 1983.Nel lontano 1583, all’età di 18 anni il giovane Jon Stoica, nato a Tatzo in Romania, con un ardimento non comune si mise in viaggio verso l’Italia. Giunto a Napoli bussò alla porta del convento per chiedere di farsi cappuccino sulle orme di Francesco d’Assisi. Per più di 40 anni esercitò un servizio eroico a favore dei malati nell’Infermeria di Sant’Eframo Nuovo, ora Carcere giudiziario. A questo si aggiunga l’aiuto solidale instancabile che profuse verso i più poveri e bisognosi della città di Napoli e dintorni. “Alla carità di fra Geremia chi può arrivare”, scrisse un testimone, suo confratello.A seguito della sua beatificazione, come primo rumeno ad essere elevato agli onori degli altari, i vescovi della Romania, tramite il vescovo di Iasi, Petru Gherghel, presentarono al Ministro Generale del tempo, fra Roberto Carraro, attualmente vescovo di Verona, l’istanza di avere i cappuccini nella terra del Beato Geremia, allo scopo di far conoscere e diffondere la spiritualità francescano-cappuccina incarnata dal Santo romeno.Il 24 settembre del 1992, da Napoli, ove si conserva il corpo del Beato Geremia, partirono i primi due frati, Ubaldo Oliviero e Vittorio Clemente, che furono accolti dal Parroco don Eduardo Sechel nella cittadina di Onesti, situata verso il centro nord-est del paese. Poiché si respirava un’aria nuova, sconosciuta al tempo del comunismo, fu possibile, prendendo in fitto una casa popolare, aprire subito il Seminario minore per la formazione dei giovani e l’orientamento alla scelta fondamentale di vita. In seguito, a motivo delle attività che andavano sviluppandosi, si aggiunsero altri frati provenienti dalla Campania: Valentino Parente, Leonardo Izzo, Giuseppe Donelli, Cicero Dias Sampaio, Salvatore Di Bonito. In tredici anni circa di presenza missionaria i Cappuccini, collaborati dalla generosità di amici e benefattori hanno realizzato importanti opere sia sotto il profilo religioso che sociale. L’attuale Circoscrizione della Romania, eretta a Custodia l’8 maggio scorso, nella festa del Beato Geremia, dal Ministro Generale dell’Ordine, fra John Corriveau, si compone di 4 case, o conventi, che sono il frutto di un intenso lavoro compiuto in questi anni. A Onesti c’è il centro più importante della missione: il Seminario che provvede alla formazione dei giovani e il Liceo cattolico frequentato da 200 alunni. A Nehoiu, in diocesi di Bucarest, opera una comunità impegnata nell’orientamento vocazionale dei giovani e nell’iniziazione alla prima esperienza di vita francescana. A Borzesti, casa di noviziato, i giovani, attraverso incontri formativi, la preghiera, lo studio, il lavoro manuale, vengono introdotti specificamente nella stessa avventura spirituale di Francesco d’Assisi, a Roman, dove il convento è in fase di ultimazione, i frati che hanno già emesso i voti di povertà, obbedienza e castità si dedicano prevalentemente allo studio della filosofia e della teologia per una solida formazione religioso-sacerdotale. Attualmente i frati professi rumeni sono 45, di cui 4 sacerdoti, i novizi 4, i postulanti 7. Una trentina circa studiano filosofia e teologia a Nola e a Napoli. All’impegno prevalente della formazione dei giovani e dell’apostolato sacerdotale si affianca l’attività sociale. Si offre particolarmente aiuto alle famiglie bisognose, alle quali si provvede non solo con distribuzione di alimenti, ma in diversi casi anche con offerte in denaro per restaurare la casa, costruirla ex nova o contribuire ad acquistarla. È in fase di progettazione anche un centro di accoglienza per i bambini di strada o comunque con particolari problemi. Un punto di riferimento importante per il futuro della missione sarà il Santuario in costruzione ad Onesti dedicato al Beato Geremia, cioè al quel giovane rumeno pieno di coraggio, che, venendo a Napoli, fece della sua vita un’esperienza tutta dedita al servizio dei poveri e dei sofferenti. Il Santuario, oltre all’aspetto spirituale, è destinato ad essere un faro di luce e di solidarietà, sia per la Romania che per più vasti orizzonti. Per lo sviluppo delle opere già realizzate e di quelle ancora da realizzare i missionari confidano nella generosa collaborazione di tutti quelli che sono sensibili ai valori umani e spirituali. Noi Frati Cappuccini, dopo diverse difficoltà iniziali, siamo riusciti a portare a questi fratelli rumeni ciò che abbiamo in comune: la gioia e la grazia del Vangelo di Cristo. Oggi vogliamo, in modo particolare, elevare insieme un canto di lode e di ringraziamento a Dio per il lavoro condiviso in tutti questi anni. Ed in questa particolare cornice va incastonata la realizzazione del I° Meeting Francescano con l’esplicito titolo: “Fraternamente Romania”, infatti è nostro desiderio sentirci solidali e fraternamente esprimere la nostra partecipazione ai fratelli rumeni. Formeremo una forte e fraterna cordata per meglio vivere e testimoniare il Vangelo.
IL BEATO GEREMIA . Una valenza del tutto speciale possiede in questo Meeting la figura del Beato Geremia. Nella tenera età lascia l’affetto dei suoi cari e il calore della sua terra per raggiungere l’Italia, la patria dei santi e per farsi santo. Approda nella nostra regione della Campania e precisamente si ferma a Napoli, dove diventa figlio di Francesco d’Assisi e svolge il suo lavoro di infermiere dei poveri e dei suoi confratelli.La nostra presenza oggi qui dice due cose essenziali: Volgiamo dire grazie alla Romania e ai rumeni per averci dato questo confratello che ha acquistato tutte le caratteristiche del nostro popolo, o meglio, a Napoli ha potuto sviluppare le capacità e le potenzialità che serbava nel suo cuore, tanto simili alle nostre. Inoltre vogliamo concretizzare il ringraziamento, perché tutto quello che noi raccoglieremo oggi lo daremo ai nostri fratelli rumeni come segno di gratitudine e di riconoscenza. Grazie Beato Geremia! Grazie, Romania! Grazie, rumeni!
Dalla Vita Prima di S. Francesco d’Assisi – Il primo tra quelli che seguirono l’uomo di Dio fu un abitante d’Assisi, devoto e semplice di spirito. Dopo di lui frate Bernardo, raccogliendo questo messaggio di pace, corse celermente al seguito del Santo di Dio per guadagnarsi il regno dei Cieli. Egli aveva già più volte ospitato Francesco nella sua casa; ne aveva osservato e sperimentato la vita e i costumi e, attratto dalla sua santità, cominciò a riflettere seriamente, finché si decise ad abbracciare la via della salvezza. Lo vedeva passare le notti in preghiera, dormire pochissimo e lodare il Signore e la gloriosa Vergine Madre sua, e, pieno di ammirazione pensava: «Veramente quest’uomo è un uomo di Dio!» Si affretta perciò, a vendere tutti i suoi beni, distribuendo il ricavato ai poveri, non ai parenti, e, trattenendo per sé solo il titolo di una perfezione maggiore, mette in pratica il consiglio evangelico: Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che hai, dallo ai poveri, e avrai un tesoro in Cielo poi vieni e seguimi! (Mt 19,21).Fatto questo, vestì l’abito e condivideva la vita di san Francesco, e stette sempre con lui, fino a quando, cresciuti di numero, con l’obbedienza del pio padre, fu inviato in altre regioni. La sua conversione a Dio servì di modello per tutti quelli che vennero dopo di lui: dovevano vendere i loro beni e distribuire il ricavato ai poveri. La venuta e la conversione di un uomo così pio riempirono Francesco di una gioia straordinaria: gli parve che il Signore avesse cura di lui, donandogli il compagno di cui ognuno ha bisogno e un amico fedele.

Scaletta: L’incontro si svolgerà in vari momenti e cioè così: Una riflessione spirituale con il Beato Geremia. Momenti di testimonianze varie con l’intervento di missionari dei frati rumeni, dei laici impegnati nella missione. E poi poesie di alcuni poeti. E tanta, tanta musica.
Saranno allestiti anche alcuni stands missionari.

Schede degli Artisti che interverranno
Benedetto Casillo. Nasce a Napoli il 2 luglio 1950, attore simpatico e popolare. Umanità, cordialità, disponibilità: queste sono alcune delle doti che caratterizzano Benedetto Casillo, e che fanno di lui una delle figure più simpatiche e popolari della commedia italiana in generale, della napoletana in particolare.
Vincenzo Russo. È nato il 7 novembre 1965, in uno dei “bassi”, tra gli storici vicoli della Napoli dei Borboni, i “Quartieri Spagnoli”. È residente da circa 30 anni, nel paese che fu di Massimo Troisi, S. Giorgio a Cremano, vive tra Roma, dove lavora e Napoli, dove conserva gli affetti della famiglia e degli amici. È socio UNITALSI, pertanto è impegnato nel campo sociale, offrendo il suo contributo nell’assistenza ai portatori di Handicap, lasciando immutato lo “scugnizzo” che è in lui.
“Una delle ragioni di vita è la solidarietà espressa nei confronti di chi vive uno stato di inferiorità”, questo per Vincenzo è un irremovibile concetto. E per la sua encomiabile generosità ed altruismo che gli è stato assegnato, dagli esperti del settore, l’appellativo di Poeta della solidarietà.
Francis’ Boys. Sono un gruppo di giovani frati cappuccini della Campania convinti di perseguire la strada della musica come mezzo essenziale per far giungere il messaggio evangelico al cuore di tanta gente ed in modo speciale ai giovani. Il vangelo conosce tante voci e tante strade per essere diffuso e poi tradurlo in maniera vitale. I Francis’ Boys non hanno la velleitaria pretesa di essere un gruppo di musica rock, anzi preferiscono non avere nessuna targhetta, per essere liberi cantori dal cuore leggero da ogni condizionamento per portare il messaggio cristiano in modo limpido, chiaro e trasparente. I Francis’ Boys hanno come unico obbiettivo di evangelizzare in una forma nuova per creare e formare cristiani nuovi. Perché sia annunciato Cristo e il suo Vangelo tutti i mezzi sono validi, e i Francis’ Boys usano la musica per questo nobile scopo. La loro musica canta Cristo, canta il Vangelo perché parte da un cuore pieno e traboccante dell’amore di Cristo per gli uomini. Nati il 1998 a Sanremo in una missione cittadina del tutto speciale, in concomitanza del più noto festival, hanno al loro attivo numerose partecipazioni in programmi televisivi e teatrali. Sono presenti nelle piazze, come veri frati del popolo, in mezzo ai giovani per condividerne le attese e le speranze. Testimoniano la speranza di Francesco all’uomo moderno, sempre più preso dalle incertezze e dallo sconforto che la società moderna comporta. Non è sempre facile oggi gioire e dare la gioia, i Francis’ Boys questo si propongono: essere sanamente gioiosi e comunicarla agli altri questa gioia, frutto di vita spirituale, vissuta alla luce del Vangelo, che poi è la strada che porta a Cristo.
Antonio Ferrigno. Francescano secolare, direttore artistico dell’Associazione Lorenzo Perosi, è diplomato in pianoforte, musica corale e direzione di coro. Ha composto e pubblicato brani di musica sacra e profana per voci soliste, coro e strumentali.
Ha realizzato, con l’Ordine Francescano secolare di Piedigrotta nel 1994, il Concerto Francescano, percorso di meditazione su testi francescani da lui stesso musicati.
Dirige dal 1998 il Coro Polifonico “Sacro Cuore” presso l’omonima Parrocchia a Napoli. Con il questo coro, oltre all’ordinaria animazione liturgica, ha presentato concerti di musica sacra e di musica leggera (Cantata dei Pastori – Christmas Concert – In coro per l’Africa, ecc.). Sempre con il Coro “Sacro Cuore” ha partecipato ad animazioni liturgiche nel Duomo di Napoli e in P.zza S. Pietro in occasione del Giubileo, alla presenza del S. Padre.
Roberto Miola, studente di ingegneria, ha studiato pianoforte e sin da bambino ha mostrato una grande passione per la musica ed il canto. E’ corista del Coro “Sacro Cuore” e collabora con diversi gruppi di musica moderna in qualità di chitarrista e cantante. Si è esibito con successo, da solo e in gruppo, in diversi teatri e manifestazioni cittadine.
Tiziana Salvati, laureata in psicologia, è corista del Coro “Sacro Cuore” e collabora con gruppi di musica moderna in qualità di cantante rock. Si è esibita con successo in diversi locali, teatri e manifestazioni cittadine.
Livia Mustica, studente di scienze dell’educazione, ha studiato canto moderno e collabora con vari gruppi di musica moderna in qualità di cantante jazz-rock. E’ corista del Coro “Sacro Cuore” e si è esibita con successo in diversi teatri e manifestazioni cittadine. Roberto Miola, Tiziana Salvati, Livia Mustica,
Il coro Sacro Cuore. Accompagna i due brani (Mio Ospite – Notte), è formato da elementi del Coro “Sacro Cuore” e dell’ Ordine Francescano Secolare di Piedigrotta Napoli, persone impegnate sin da ragazzi nell’animazione liturgica e quindi nell’uso del canto e della musica come “preghiera” e come linguaggio universale.
Roberto Miola, Tiziana Salvati, Livia Mustica,
Marilena Striano. Le è stata affidata la Direzione artistica della manifestazione canora “Festival della canzone Valle di Sessuola-Arienzo”, II edizione”, il 2-3 luglio 2005 in Arienzo (CE), concorso di voci nuove, nonché Pianista-Tastierista con l’orchestra accompagnatrice nel corso delle due serate del concorso. Diploma di pianoforte presso il Conservatorio di Campobasso conseguito nell’anno 2000. Diploma di Tecnico della Musicoterapica, II livello, conseguito presso l’Accademia di Scienze Umane”Jean Piaget” in S.Maria C. Vetere (CE), il 4 ottobre 2004. Master in Musicoterapica applicata, ancora in corso, presso l’Accademia “Jean Piaget”, in S.Maria C. Vetere (Ce). Nel suo curriculum di pianista, tastierista, cantante, compositore e arrangiatore di musica leggera, figura una intensa attività di partecipazione a numerosi spettacoli di varietà nazionali e locali, con propensione alla musica jazz , alla composizione e agli arrangiamenti di brani per progetti discografici propri e per terzi, sempre relativamente alla musica leggera.
Bruno Troisi. Michele Santoro.
Maestro in pianoforte e organo, terziario francescano. Da alcuni anni realizza l’inno del meeting di Pompei. Arrangiatore e compositore. Notizie più dettagliate: Cell. 329 6159438
Michele Santoro.
Appartenente al Gruppo della GiFra di S. Eframo Vecchio. Compositore ed attore. Attualmente sta girando portando nelle piazze e nei teatri uno spettacolo teatrale sulla figura di S. Antonio da Padova. Notizie più dettagliate: Cell. 347 8441345


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